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A Total Wall: torna la djent band italiana con il nuovo LP Delivery PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 27 Giugno 2017 17:09

Tags: A Total Wall

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L'idea del quartetto nasce negli States. Come e perché? Dove volete arrivare?



L'idea di suonare assieme nasce quando Davide e Umberto, durante una visita al NAMM in California, anche un po’ grazie all’ispirazione della fiera stessa decidono di fondare una band che non abbia nessun limite creativo e che rispecchi in pieno le loro idee.

Se parliamo di luoghi, arriverei volentieri un po' dovunque; se parliamo di obiettivi...non credo ci sia un obiettivo specifico da raggiungere, se non quello di fare la musica che sentiamo di voler fare nel miglior modo possibile.



Come mai questo silenzio di tre anni?

Abbiamo dedicato molto tempo alla fase di "incubazione" dei nuovi pezzi. C'è stato anche un periodo di scrittura e arrangiamento dei nuovi pezzi più lungo del solito essendo il nostro primo LP.



Quali sono i segreti della vostra musica?

Probabilmente l’elemento principale è il lavoro di gruppo. Difficilmente l’idea di uno di noi arriva nel prodotto finito inalterata. Il fatto che ogni singolo dettaglio sia discusso e alterato da tutti produce risultati sfaccettati e tridimensionali. Puntiamo molto su groove e originalità.



Tra di voi siete affiatati o vi scontrate spesso e, se sì, per cosa?

Finora non ho presente ci sia stato uno scontro, siamo abbastanza affiatati tra di noi.



Parlatemi di questo nuovo disco

Direi che il risultato rispetta quello che speravamo di ottenere: una sorta di esplosione controllata.

Abbiamo provato a sintetizzare vari elementi in contrasto tra loro, cercando di mantenere un qualche equilibrio.

Come sonorità abbiamo fatto un grosso passo in avanti aggiungendo parti cantate melodiche, qualche spunto elettronico e in generale tratti di melodia, senza mai perdere il contatto col groove delle chitarre a 9 corde.

Per la prima volta abbiamo affidato mix e master a uno studio (GreenRiverStudio - Tancredi Barbuscia) e siamo molto soddisfatti del risultato.

 

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Cosa ripudiate (se ripudiate qualcosa) della musica dei giorni nostri?

Di cose da ripudiare ce ne sono molte, a partire dal principio del "consumo": un generico 90% della musica che senti in giro è fatta esclusivamente per farla sentire a qualcuno, avendo in mente un'audience precisa.

Sono assolutamente contrario all'idea che la musica venga fatta per chi la ascolta, con tutte le conseguenze che questa affermazione può comportare.



I vostri gruppi o cantanti preferiti e perché?

Senza dubbio l'ispirazione più importante da citare sono i Meshuggah, in quanto hanno saputo sintetizzare i prodotti di un'estrema ricerca innovativa in diversi aspetti della musica - molto prima che il mondo potesse stare al passo.

Aggiungerei gruppi come Lamb of God e Pantera in quanto iniziatori di una certa corrente che si focalizza sull'elemento ritmico.


Nel presente citerei gli Humanity's Last Breath, che per me sono un notevole stimolo (Gabriele). Ora come ora credo che il mio cantante (attivo) preferito sia Christian Alvestam.


Textures per la capacità di aggiungere strati emotivi a un tipo di musica piuttosto brutale senza però svilirne la natura (Davide).



La canzone che vi ha uniti e quella preferita di ognuno di voi nella storia della musica?

1- ...? Esiste?

2- Credo che sia Kamelot - Poetry for the poisoned pt. 1-4 (Gabriele).

Non esiste un solo pezzo preferito nella storia della musica, ce ne sono decine (Umberto).



I vostri gusti musicali sono identici od ognuno di voi va per la propria strada?

Direi che ognuno ha decisamente le proprie preferenze, talvolta anche molto divergenti. Quel che è certo è che, ognuno a suo modo, tutti abbiamo gusti particolari.



Possiamo dire che tutti con l'aiutino tecnologico possono fare oggi musica?

Diciamo che si va in quella direzione, anche se dobbiamo stabilire cosa significa "fare musica". Se va inteso letteralmente...sì, direi che oggi non ci vuole molto. Trovo importante sottolineare che però, in mancanza di idee, non c’è tecnologia che tenga: il risultato è comunque scadente e la mancanza di ispirazione si nota lo stesso, eccome.



Progetti futuri a medio o breve termine?

Per il momento vorremmo concentrarci sull'esperienza live.

Senza dubbio, comunque, abbiamo in mente nuovi lavori da sviluppare coi Total. Probabilmente cominceremo a scrivere molto presto, vista la frquenza con cui sta venendo fuori l’argomento nelle ultime settimane.

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A tre anni di distanza dall'ultimo EP Soundtrack For Your Honeymoon, torna la djent band italiana A Total Wall con il nuovo LP Delivery.

Uscito il 25 maggio, il disco comprende 8 tracce (scaricabili da tutti i migliori digital stores) con mix e master a cura di Tancredi Barbuscia del Greenriver Studio (Rezophonic, Klogr, The Fire e molti altri). L'artwork è a cura di Chiara Mariani.

Il quartetto milanese, che vede come frontman il versatilissimo Gabriele Giacosa, in questo album fonde un mix di groove molto dark e atonale (tipico del djent e riconducibile ai capostipiti Meshuggah) con melodie più ricercate e layer armonici di ampio respiro.

Completano la band Umberto Chiroli alle chitarre, Davide Bertolini alla batteria e Riccardo Maffioli al basso.


Tracklist
1 - Reproaching Methodologies
2 - Evolve
3 - Sudden
4 - Maintenance
5 - Lossy
6 - The Right Question
7 - Delivery
8 - Pure Brand


Biografia
La nascita di A Total Wall, concettualmente, avviene nel gennaio 2009 ad Anaheim, California, durante una visita al NAMM. Nel marzo dello stesso anno la band viene fondata ufficialmente a Milano. I due membri originali impiegano alcuni mesi a trovare il loro stile, prima di cominciare a lavorare al loro EP di debutto, True Fear, che viene completato nell'ottobre del 2010. Vengono usate chitarre a 7 corde, alcuni pattern poliritmici, e chitarre a 8 corde in alcune tracce. In questo periodo la band è ancora un duo; si potrebbe considerare una fase di ricerca e sperimentazione. Nel loro secondo EP, Incide, si passa all'uso esclusivo del sound a 8 corde, e a un'aumentata complessità dei pezzi, che si affidano sempre più all'uso dei poliritmi. È in questo periodo che la formazione, ora al completo con quattro elementi, inizia a suonare in svariate location nel nord Italia, culminando in una performance di supporto al progetto elettronico/progressive metal francese The Algorithm. Poco dopo il rilascio del terzo e ultimo EP, Soundtrack for your Honeymoon, la band consolida la sua attuale formazione e comincia a lavorare al proprio primo disco full-length di 8 tracce, Delivery, passando definitivamente all'uso della chitarra a 9 corde ed esprimendo un sound molto più maturo.


Contatti
http://www.atotalwall.com/
https://www.facebook.com/atotalwall

 

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