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Riflessioni sul calciomercato insieme ad Alessandro Scanziani PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabiana   
Venerdì 02 Febbraio 2018 11:38

Tags: Alessandro Scanziani | Champions League | Coutinho | Genoa | Inter | mercato invernale | Premier League | Sampdoria | Serie A

Sevenpress incontra l'ex calciatore Alessandro Scanziani per tracciare a caldo una breve analisi sul mercato invernale appena terminato.

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Hai seguito questa sessione di mercato? Il mercato italiano è stato un po' spento non trovi?

"Credo che dobbiamo abituarci a mercati invernali ed anche estivi spenti, rispetto al mercato inglese e spagnolo. I ricavi di queste due nazioni sono nettamente più elevati dei nostri, quindi squadre con molta più disponibilità economica. Noi dovremmo cambiare rotta, lanciare calciatori italiani e poi sapere che quelli più bravi andranno a giocare nelle due nazioni che hanno ricavi maggiori"

Ed andando avanti saranno quindi sempre meno i club pronti ad investire soldi.

"I diritti televisivi, quindi i ricavi dovrebbero alzarsi anche da noi, altrimenti non vedo nessuna possibilità di competere con Inghilterra e Spagna. La speranza è che dal prossimo campionato la partecipazione alla Champions sarà di 4 squadre. Arrivare fino in fondo o quasi significa altri introiti, ma questo a vantaggio solo della prima e di chi arriva fino alle semifinali o finali"

Avendone parlato prima, il mercato di Premier League è stato un fuoco d'artificio. Il passaggio del difensore olandese Virgil van Dijk dal Southampton al Liverpool per 85 milioni è stato un colpaccio. Troppi soldi secondo te?

"Dimostrazione che il calcio è molto cambiato rispetto ai miei tempi. Prima certi ruoli, difensori soprattutto, si costruivano anche in casa. Ora spendere tutti questi soldi per un difensore mi sembra un peccato. Ma fino a che i soldi rimangono nella stessa nazione va bene. Ora il Southampton quando chiede un calciatore "normale" si troverà a pagarlo di più del suo reale valore per la cifra appena incassata. Comunque sempre troppi i milioni spesi"

Come valuteresti il mercato di Inter, Genoa e Sampdoria?

"Il mercato di gennaio non mi è mai piaciuto. Difficile rimediare agli errori o mancanze del precedente. A meno di un serio infortunio ad un tuo giocatore che non ha una valida alternativa o di uno che non è molto impiegato e se ne vuole andare, meglio insistere con la rosa iniziale. INTER: non credo che abbia migliorato di molto l'organico a disposizione del mister. Preso un difensore per completare la rosa dei difensori centrali, ma non sarà un fenomeno se anche in Spagna non era un titolare. Secondo acquisto Rafinha, reduce da un serio infortunio, che da tempo gioca poco e spero che riesca ad inserirsi velocemente nel nostro campionato. Ne sono comunque partiti altri due. GENOA: Bessa mi sembra un buon giocatore. Spero per la società e per lui che riesca ad inserirsi velocemente in un contesto che non conosce. Le qualità non gli mancano. Pererira arriva da un ottima squadra ma conosco poco. Comunque cinque arrivi e cinque partenze. Loro sono abbastanza abituati ad inserire giocatori a metà campionato. SAMPDORIA: il mercato della Sampdoria mi sembra sensato. Nessun giocatore protagonista fino ad ora è stato ceduto. Nessun acquisto fatto in grado di modificare la squadra"

Il passaggio di Coutinho dal Liverpool al Barcellona è stato un colpo da 160 milioni di euro, portando soldi anche nelle casse dell'Inter, che al momento del trasferimento del giocatore al Liverpool aveva conservato l'1,5% su una futura vendita. Il club nerazzurro ha incassato 2,4 milioni. Che ricordo hai del giocatore? Te lo saresti mai immaginato al Barcellona? Li vale 160 milioni di euro?

"Coutinho è arrivato all'Inter quando era molto giovane. Metteva in evidenza molte qualità tecniche; aveva solo bisogno di crescere e fare esperienza giocando. Qui non hanno avuto la pazienza necessaria e comunque è stato ceduto al Liverpool per una discreta somma. In Inghilterra si è affermato dimostrando tutte le sue qualità, è migliorato anche sotto l'aspetto atletico e quindi il grande balzo in una società di primissimo livello. Se devo essere sincero non mi aspettavo un balzo così grande e soprattutto una valutazione di quel genere. Dire se li vale o meno non me la sento, aspetto di vedere come si integra in un contesto di "fenomeni", quanto riesce ad essere determinante anche con compagni di altissimo livello. Qui oltre alle capacità tecniche ed atletiche entrano in gioco anche quelle motivazionali e della personalità. Riuscirà ad imporsi o no? Aspettiamo e vediamo"

Dopo la tua carriera calcistica, oltre ad essere stato un commentatore sportivo hai anche avuto la possibilità di allenare. Adesso sei un nonno a tempo pieno ma ritorneresti ad allenare?

"Credo di avere avuto le possibilità per allenare. Un po' per sfortuna, due finali di play off perse, un po' per incapacità ma nessuno m'interpella per ritornare ad allenare. Quindi non ci penso più. Senza considerare il fatto che il calcio è molto cambiato, sia sul campo che fuori. Quindi mi diverto ad accudire le mie nipotine quando le mi figlie mi chiamano. Compito non facile nemmeno questo..."

Fabiana Rebora

 

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