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MANCATO RISPETTO DELLE NORME SUL LAVORO: CISAL, NELL’APPLICARE SANZIONI È NECESSARIO POTER FARE DIFFERENZA TRA LE CAUSE CHE L’HANNO DETERMINATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 09 Marzo 2014 20:05

Capita, disgraziatamente di sovente, di apprendere dai media di tragedie sui luoghi di lavoro a causa di mancato rispetto di alcune norme di sicurezza e del conseguente, quasi automatico, inasprimento delle già dure sanzioni in caso di inosservanza delle stesse, da parte del legislatore.

Capita, purtroppo sempre più frequentemente oramai e sempre dai media, di venire a sapere di piccoli imprenditori e/o commercianti e artigiani che soffocati dal peso dei propri debiti con lo Stato -, spesso accentuati proprio dall’applicazione, secondo norma, di sanzioni a seguito di mancato rispetto di leggi sul lavoro - non sopportando tale situazione, si tolgono la vita.

Ultimo ed eclatante caso del genere, salito tristemente agli onori della cronaca, è quello del panettiere napoletano che dopo aver ricevuto dagli ispettori del lavoro una multa di 2000 euro , cifra per lui enorme, si è suicidato, lasciando nello sconforto moglie e figlioletti.

Noi della CISAL – afferma Paola Saraceni, segretario Generale del Dipartimento Ministeri-Sicurezza e Presidenza del Consiglio dei Ministri - senza voler entrare nel merito della questione se sia giusto o meno inasprire – specie se sull’onda emotiva che solitamente segue tragici avvenimenti luttuosi in ambiente di lavoro -, le sanzioni sul cosiddetto “lavoro nero”, una cosa però, senza se e senza ma la vogliamo dire.

Laddove si ravvisino gli estremi per l’inasprimento, anche pesante, delle sanzioni, nel farlo il Legislatore non può non tener debitamente conto delle differenze esistenti nel caso in cui a compiere irregolarità di questo genere sia una società, magari di medio-grandi dimensioni e con consistenti capitali, piuttosto che l’artigiano, il piccolo commerciante o piccolissimo imprenditore che fatica a sbarcare il lunario e ad arrivare alla fine del mese.

Quando si legifera in materia di lavoro e sulle sanzioni da applicare in caso di mancato rispetto delle norme che lo regolamentano– chiosa il Segretario del Dipartimento -, è necessario studiare a fondo – ancor più di quanto fatto finora - i disagi sui differenti territori, affrontare le “vere” cause settoriali dell’illegalità e, al contempo, tenere debitamente conto delle motivazioni contingenti che possono indurre all’inosservanza delle regole. E’, altresì, fondamentale prevedere maggiori proporzionalità e modularità delle sanzioni oltre che una certa discrezionalità nell’applicazione delle stesse.

Come è stato possibile, fino ad oggi, non tener conto ad esempio, in epoca di crisi dilagante, delle difficoltà economiche delle imprese legate all’eccessivo costo del lavoro, alla mancanza di adeguate politiche di sostegno e di incentivi? Come, ancora, non pensare a prevenire, piuttosto che a reprimere?

Non è possibile – prosegue Paola Saraceni - che gli ispettori del lavoro siano in una situazione di continuo disagio e di rischio, perchè considerati capri espiatori su cui dirottare la propria rabbia da parte di chi – esasperato dalla crisi e a volte inconsapevolmente sobillato dall’opinione pubblica - non sa come fronteggiare e risolvere tali situazioni.

Non è possibile, ancora, che detti Ispettori del lavoro (pubblici dipendenti che se fanno bene il proprio lavoro – applicando le previste sanzioni- vengono ingiuriati, minacciati e aggrediti – anche mediaticamente - oltre che considerati istigatori di suicidio e che, al contrario se non lo fanno, vengono additati come fannulloni o peggio corrotti) non abbiano a disposizione degli strumenti normativi che, in fase di applicazione delle sanzioni (che com’è noto hanno delle conseguenze notevolmente differenti a seconda di chi le subisce), consentano loro un certo margine discrezionale nel valutare la differenza di trasgressione operata da una grande multinazionale oppure dal piccolo imprenditore .

Questi interrogativi – ha concluso la Saraceni-, ai quali ci auguriamo che il nuovo governo sappia dare adeguata risposta e, ancor di più, nei confronti dei quali sappia individuare adeguate contromisure risolutive, sono gli stessi che si sono recentemente posti, tra tantissimi italiani, oltre a questo sindacato, anche l’intera categoria degli Ispettori del Lavoro.

A questa categoria di lavoratori pubblici, che si batte per la salvaguardia della propria dignità professionale, noi della Cisal esprimiamo piena solidarietà. La stessa che, unitamente al cordoglio, ci sentiamo di esprimere anche ai congiunti di quei commercianti/imprenditori che, in preda allo sconforto, si sono tolti la vita.

Speriamo che le morti per questi motivi siano, al più presto, solo un triste e lontano ricordo!

 

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