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Intervista a PAOLA CAVALLINO
Nuoto,2007-03-16 15:44:30
I successi, la maternità, il ritorno alle gare (e ai trionfi), Pechino 2008 e Roma 2009: la nuotatrice genovese si racconta ai microfoni di Sevenpress

Paola Cavallino è nata a Genova il 6 giugno del 1977. Dopo aver iniziato il percorso agonistico nei Nuotatori Rivarolesi, è passata al Multedo 1930 e quindi all'Andrea Doria Genova, società della quale fa tuttora parte. Il suo palmarés internazionale è di grande rilievo: un argento europeo nel 2004, un settimo posto alle Olimpiadi nello stesso anno, un oro e un argento ai Giochi del Mediterraneo (1997 e 2001) e un argento alle Universiadi del 2003, tutti allori conquistati nei 200 farfalla.

 

Paola Cavallino in azione

 

*Paola, è ormai passato un anno dal tuo ritorno alle gare, dopo la lunga pausa per la maternità. E va detto che hai ricominciato subito col botto, visto che nell'agosto del 2006 hai conquistato il titolo italiano dei 200 farfalla agli Assoluti Estivi. E ora a che punto sei con la tua “ripresa agonistica”?
Beh, diciamo che questo 2007 rappresenta un po' un anno di passaggio, di transizione. L'evento clou era il Mondiale di Melbourne, che però per me è forse arrivato un po' troppo presto, del resto sapevo che strappare il tempo necessario a ottenere il pass per la kermesse iridata sarebbe stato difficile... Poco male, adesso guardo avanti, al 2008 e soprattutto al 2009...
Che sono rispettivamente, l'anno delle Olimpiadi e quello dei Mondiali di Roma...
Già, e devo dire che, anche se sto lavorando sodo per Pechino, dove spero di ben figurare, il mio obiettivo primario è proprio il Mondiale: conto di arrivare al top in quel periodo, per fare bella figura davanti al pubblico di casa: so che sarà difficile, perché adesso il nuoto, sebbene sempre importante, non è più il fulcro della mia vita, adesso ci sono la mia bimba Virginia, la casa, la famiglia... Però sarebbe magnifico, perché così potrei chiudere in bellezza la mia carriera, visto che nel 2009 avrò già 32 anni.
Facciamo qualche passo indietro e torniamo proprio all'interruzione della tua attività. Il motivo è stato certo bellissimo, come può esserlo la nascita di una figlia, tuttavia non c'è in te qualche rimpianto per aver dovuto frenare la tua ascesa agonistica in un momento in cui sembravi davvero sulla rampa di lancio?
Io nella vita avevo fondamentalmente due sogni: poter fare un'Olimpiade e diventare mamma, possibilmente in età non troppo avanzata. Ebbene, sono successe entrambe le cose.. Ragion per cui, no, non ho rimpianti e sono felice così!
Cosa ti ha lasciato dentro l'avventura di Atene 2004?
Sensazioni fantastiche, incredibili, ma devo dire che solo a distanza di tempo, quando sono tornata a casa, ho avuto la percezione completa della grandiosità di quell'esperienza. Vivere l'atmosfera olimpica è qualcosa di unico, e una gara alle Olimpiadi è diversa da qualsiasi altra gara. Senza contare che anche sul piano mediatico c'è enorme attenzione, anche per quelle discipline che per quattro anni rimangono in un cono d'ombra, e questo è un altro aspetto molto positivo.
Qual è il successo che ricordi con maggiore gioia e soddisfazione?
Direi il secondo posto ai Campionati Europei del 2004, poco prima delle Olimpiadi. In quell'occasione stabilii anche il primato italiano nei 200 farfalla. Pur non vincendo, si trattò di una prestazione che mi diede gioia immensa e anche maggiore fiducia nei miei mezzi.
Uno sguardo da esperta sul panorama del nuoto italiano femminile. Quali sono secondo te i talenti di maggiore prospettiva?
Vedo bene Federica Pellegrini, forte sia fisicamente sia a livello di testa. Ha tutto per fare grandi cose anche Alessia Filippi, che purtroppo ultimamente ha avuto qualche guaio fisico ed è rimasta ferma per una ventina di giorni.
Paola Cavallino è anche testimonial dell'Aism, l'Associazione italiana per la lotta alla sclerosi multipla. Dicci qualcosa di questa esperienza extra-agonistica...
La sto vivendo con gioia e con amore,mi sento molto coinvolta emotivamente, e a volte penso che in fondo sia poco quello che posso fare, e mi piacerebbe potermi rendere ancora più utile a questa causa...
Se dovessi consigliare a un genitore di indirizzare al nuoto il proprio figlio, che argomenti useresti?
Innanzitutto ritengo che al giorno d'oggi saper nuotare sia un po' come saper l'inglese: è fondamentale, anche solo per una questione di sopravvivenza! A parte questo, se parliamo della possibilità di intraprendere la pratica del nuoto a livello agonistico, va detto che è sì uno sport che richiede sacrifici, che comporta alcune rinunce, però è anche estremamente formativo. A me è stato utilissimo anche per affrontare con maturità le vicende della vita. Ecco, vorrei si capisse che il nuoto dà tantissimo, sul piano dell'educazione della disciplina.

 

*Questa intervista, realizzata in esclusiva da Sevenpress, verrà pubblicata anche sul numero 4 di Chocolate Magazine, free-press in uscita nei locali di Genova e Savona dall'inizio di aprile, corredata di foto.

www.chocolatemagazine.it

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