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RSS feed Venerdi 25 luglio 2008 Ultimo aggiornamento: 2008-07-25 23:51:35
BOGLIASCO: gli Allievi alla vigilia delle finali
Allievi Regionale,2008-04-24 12:36:27
Parla mister Gaggero
Il difficile viene adesso. Banale dirlo, ma si sa come vanno certe cose nel mondo del calcio. Puoi aver giocato una regular season sensazionale, finendo col guardare dall’alto anche le più reputate avversarie, eppure adesso non conta più, o conta molto poco. Si riazzera tutto, si riparte daccapo. Ecco, dunque, gli Allievi regionali del Bogliasco, reduci da un campionato che è stato più che altro una marcia trionfale, pronti a tuffarsi nella fase finale ligure, dove cullarsi sugli allori sarà assolutamente da evitar,e dove none esistono più favoriti e comprimari.
Certo, la sensazione di forza, diciamo pure di strapotere, offerta nei mesi scorsi dai biancorossi ha lasciato il segno, e non se ne potrà non tenere conto, cercando di azzardare un pronostico sulle sfide delle prossime settimane. Le finali, è noto, sono quasi dei terni a lotto, in cui essere bravissimi non è l’unica cosa che conti, perché entrano in gioco tanti altri fattori, legati al logorio psico-fisico delle squadre a anche ad aspetti ben poco calcistici, come la buona sorte. Intanto, però, i bogliaschini ripartono, e non è poco, da diverse certezze granitiche, quelle date loro da una stagione regolare, lo ripetiamo, assolutamente sopra le righe: “Una stagione – spiega meglio l’allenatore Gaggero – che ci ha regalato soddisfazione e la consapevolezza della nostra forza, sia individuale che di squadra. Penso che la vera arma in più di questo gruppo sia il fatto di avere molte frecce al proprio arco, molte soluzioni, molti elementi del tutto all’altezza della situazione”. E il campo, si diceva, lo ha dimostrato: “Le rivali nella corsa di testa son state quelle che ci aspettavamo, sostanzialmente: dal Molassana al Baiardo, dal Canaletto al Magra Azzurri. Però, alla fine, abbiamo chiuso primi e con nove punti sulle terze, e credo che questo dica molto, se non altro che siam stati i più regolari”.
Parlando con altri allenatori, nel corso dei mesi passati, spesso veniva fuori il nome del Bogliasco come la compagine più forte di questo girone Allievi: ma evidentemente il peso del pronostico favorevole non è pressoché esistito, per i ragazzi di Gaggero: “No, anche perché a questa età certe responsabilità ancora si avvertono in maniera molto attenuata, e di certo i miei non ne sono stati condizionati. Io stesso non ho mai messo loro pressione: c’era la consapevolezza della nostra forza, e questo bastava, dopodiché si doveva vivere il torneo giornata per giornata e, soprattutto, non perdere il gusto del gioco, la voglia di divertirsi. Tutto ciò è accaduto, e i frutti si sono visti”.
Forte davvero, questo Bogliasco, valido nel nucleo “indigeno” così come nei giocatori giunti da casa Sampdoria a rimpinguare ulteriormente il già cospicuo bagaglio di classe del team. E ora, le finali. “Ci sono le migliori della Liguria, e in tre gare ci si gioca tutto. Quando gli impegni sono così ravvicinati e concentrati in poco tempo, per di più alla fine di una stagione lunga e stressante, entrano in gioco tanti fattori estranei al fatto puramente tecnico – agonistico, per cui qui si può dire tutto e il contrario di tutto. Sarà di certo importante arrivarci nelle migliori condizioni psico – fisiche, e da questo punto di vista i ragazzi mi fanno ben sperare. Nei giorni scorsi abbiam disputato diversi test amichevoli con compagini importanti, dico Genoa, Piacenza, Alessandria, e la squadra è sempre stata all’altezza, abbiamo fatto 3 a 3 con gli emiliani, per dire, che stan facendo benissimo nel torneo Allievi Nazionali. Insomma, ci siamo; l’unico aspetto negativo è rappresentato dall’assenza di Vittorio Santin, un ragazzo che vale, ma che non potrà prendere parte a questi playoff essendo fuori causa già da tempo per la rottura dei legamenti”. Un timore: Bogliasco stanco per aver dovuto combattere in un girone che era probabilmente il più difficile e qualitativo? “Non credo – ribatte il coach –  Anzi il doversi confrontare quasi settimanalmente con grandi squadre e ottimi giocatori non fa altro che rafforzarti, farti crescere. Io preferisco sempre che i miei giocatori si battano contro compagini di pari livello se non più forti, perché in questo momento, al di là delle vittorie che fanno sempre gola, per loro l’importante è formarsi, crescere, progredire, imparare, migliorare, e tutto questo non lo si può avere giocando gare facili”.
Carlo Calabrò