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Milano-Sanremo, il trionfo di Freire
Ciclismo,2007-03-24 23:48:55
Il commento e le pagelle della Classicissima: chi ha entusiasmato e chi ha deluso

E' stata una splendida Milano-Sanremo, quella che ha visto trionfare sul traguardo di Via Roma Oscar Freire, al termine di una volata magistrale che gli ha regalato il secondo successo nella Classicissima.
Gara tesa, in cui stranamente il bel tempo si è avuto in partenza mentre la pioggia ha reso scivolosa la strada dal Basso Piemonte in poi. Bella corsa, si diceva, con un gruppo di sei corridori in fuga dal km 86, ripresi solo ai piedi della Cipressa: tra loro c'era Sella, ma non è stata un'azione decisiva né fondamentale dal punto di vista tattico, visto che dentro non c'era nessun corridore di squadre favorite al successo finale.
Dopo le tante (troppe) cadute, si arriva ai momenti cruciali: interessante l'attacco di Pellizotti, Popovich e Moletta, i primi due per favorire i capitani Pozzato e Davis, il terzo per provare l'avventura visto che il resto della squadra Gerolsteiner è finito a terra. Purtroppo per Moletta, sarà lui il protagonista della caduta più brutta della giornata (frattura al femore), e gli altri due proveranno ad andarsene da soli. Subito, ecco dopo il contrattacco di Celestino e Vila , completamente sbagliato nei modi e nei tempi. Nel frattempo un epico Bettini, dopo un'uscita di strada, recuperava una cinquantina di posizioni sulla Cipressa e si metteva di lì in poi al servizio di Boonen. Sul Poggio si esaurisce l'azione dei due fuggitivi e ci prova, senza successo, Mazzanti, con un forcing che però farà male a parecchi atleti: a questo punto c'è lo scatto di Gilbert, seguito dal contropiede di Riccò. I due guadagnano una decina di secondi, ma non vengono seguiti da nessuno e si presentano sull'Aurelia con 100 metri di vantaggio. Non c'è niente da fare per loro, a cui va comunque un applauso per il coraggio mostrato: sarà volata.
Il treno Milram impressiona per potenza e perfezione nei cambi, ma il più furbo di tutti (non c'era da dubitarne) è Freire, che prende la ruota di Petacchi, lo supera facilmente e contiene senza problemi il ritorno di Davis, Boonen e McEwen, che si piazzano nell'ordine.


Le pagelle della corsa

Freire, voto 10: avevamo detto che si sarebbe visto solo negli ultimi 500 metri. Falso. Sul Poggio era uno di quelle che pedalavano con più facilità, se ci fosse stato un attacco di 5-6 corridori probabilmente ci si sarebbe buttato in mezzo. Invece gli è bastato stare con il gruppo, pur essendo senza squadra (Rabobank voto 4), prendere l'ottima ruota di Petacchi e beffare ancora una volta tutti, questa volta dando una bicicletta di distacco a Davis. Semplicemente mostruoso, o se preferite geniale.

Davis, 9: e chi lo avrebbe mai detto? Guida lui la pattuglia degli australiani (tre nei primi cinque). E' l'unico che prova a prendere la ruota di Freire, e fa bene, benissimo. Un gesto scomposto di Ongarato in volata lo fa quasi andare per terra, ma non perde d'animo e festeggia una seconda piazza assolutamente non pronosticata. Da tenere d'occhio nelle volate dei grandi giri.

Boonen e McEwen, 8:
bravi anche loro. Bravi a sfruttare il lavoro altrui, ma leggermente sorpresi dal folletto in maglia arancioblu. Il primo avrà altre occasioni per vincere in Via Roma, e prima o poi siamo sicuri che ce la farà, per il secondo sarà più dura, visto che gli anni ormai sono quasi 35.

O'Grady, 7: 10 per la volata, lui che velocista puro non è, 4 per non averci provato sul Poggio, con la gamba che ha dimostrato di avere. Tutto sommato un quinto posto è da festeggiare, però se ci fosse stato anche lui con Riccò e Gilbert ne avremmo viste delle belle.

Zabel, 9: tira la volata a Petacchi e fa sesto. Ma chi glielo ha fatto fare di andare alla Milram (voto 7, per come riesce a tenere chiusa la corsa) ?

Balducci, Reynes e Hunter, 8: lo avevamo detto, si potevano piazzare in caso di volata e hanno rispettato ciò che le loro squadre avevano chiesto loro.

Petacchi, 4: il voto non è per la volata, ci mancherebbe. Dopo 300 km le gambe ti possono mancare, anche ai migliori velocisti del mondo capita di sbagliare, e succede ancora più facilmente se si viene da un anno tribolato in cui si è dovuto convivere con un ginocchio fracassato. Il 4 se lo prende per la mancanza di umiltà: perché se le gambe non erano quelle dei giorni migliori, a tre chilometri dal traguardo poteva anche mettersi lui al servizio di Zabel, che stava decisamente meglio e sarebbe almeno salito sul podio. La mancanza di comunicazione nei confronti dei compagni è da condannare, proprio come ai Mondiali di Madrid nel 2005: a Bettini staranno ancora una volta fischiando le orecchie... Sbagliare è umano, perseverare diabolico.

Popovich e Pellizotti, 7:
la loro azione è importante, ma porterà più frutti al primo con il secondo posto finale del compagno Davis. Il Delfino di Bibione invece sarà l'unico Liquigas (voto 5, squadra delusione di giornata) a farsi vedere in tutto il giorno. Con loro cera Moletta, 10 di incoraggiamento. La sua è una delle cadute più brutte che abbiamo visto negli ultimi anni, bisogna trovare soluzioni per la sicurezza degli atleti. Voto 10 anche alla sua squadra, la Gerolsteiner: una sfiga pazzesca, per capire come stavano bene basti pensare che Schumacher è arrivato 16esimo in volata.

Celestino e Vila, 5: protagonisti di un contrattacco abbastanza insensato, o forse più che altro protagonisti di un contrattacco che avrebbe anche potuto essere sensato ma non è stato supportato dalle gambe.

Riccò, 10: è nato un Fenomeno. Chi aveva dubbi sulla sua tenuta dopo 300 km (noi per primi) è stato smentito seccamente. Avesse avuto almeno un altro compagno oltre a Gilbert (voto 9, perché non ha la stessa gamba di Riccò sul Poggio), avrebbe potuto fare l'impresa galattica. Ma allora che voto avremmo dovuto dargli?

Bettini, 10: beh, qua avevamo sbagliato pronostico del tutto, infatti non lo prevedevamo manco tra quelli che sarebbero giunti all'arrivo. Lui a Ceriale si voleva fermare, invece dopo l'uscita di strada sui Capi, fa una Cipressa incredibile, in cui rimonta almeno 50 posizioni. Da lì in poi capisce che non può avere la forza per andarsene sul Poggio e si mette al servizio di Boonen, con il resto della squadra. Campione anche di umiltà, vero Petacchi? Da campione olimpico ha fatto il gregario per Pozzato, da campione olimpico, mondiale e italiano ha fatto il gregario per Boonen: per due anni di fila, per un motivo o per l'altro, non ha potuto dare il meglio alla Sanremo, si spera che nel 2008 toccherà di nuovo a lui fare il capitano. Bene anche il resto della Quick-Step (7), che non lascia andare Celestino e Vila.

Bennati, 4: era il nostro favorito, termina 26esimo. E non si fa vedere mai in tutto il giorno. Che delusione, speriamo si sappia rifare nelle classiche del Nord. Eppure la Lampre lavora bene (7), e Napolitano (6) fa meglio di lui in volata e arriva undicesimo. Se si arriva al ricongiungimento con Riccò e Gilbert, infatti, il merito non è solo della Milram, ma sorattutto di Ballan (8): tira talmente forte che a un chilometro dal traguardo si volta e non vede nessun compagno di squadra nelle posizioni di testa, a allora molla. Non è partito sul Poggio come ci si aspettava, ma la condizione sembra davvero ottimale: tra i favoriti per il Fiandre.

Pozzato, 4: dal vincitore dello scorso anno ci si aspettava un po' di più del 19esimo posto, al termine di una corsa anonima.

 

Davide Nicorelli

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