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RSS feed Domenica 12 ottobre 2008 Ultimo aggiornamento: 2008-10-12 00:38:57
ECOMARETONA
Atletica e Podismo,2008-07-04 18:25:50
INTERVISTA CON GIUSEPPE TAMBURINO
Qui di seguito un'intervista con Giuseppe Tamburino, il protagonista della Ecomaretona, corsa a tappe ad iscrizione libera, lunga più di 1.000 km, della durata di quarantacinque giorni partita da Ventimiglia lo scorso 29 giugno e che arriverà a Reggio Calabria il prossimo 12 agosto.
La giornata tipo della vita di Giuseppe Tamburino potrebbe spaventare i più dal tentare di emularla: ma scambiando due parole con lui e sentendo la vitalità e l'entusiasmo con cui la affronta, l'idea che la strada giusta possa essere la sua balena più di una volta nella testa di chi lo ascolta.  A che ora inizia la giornata tipo di un ecomaratoneta?"La sveglia è decisamente presto, alle 5.30 mi alzo e dopo poco inizia la mia giornata con la colazione e gli esercizi. Ogni mattina flessioni, addominali e stretching per mantenere il corpo allenato. Oltretutto adesso abbiamo anticipato il tutto di mezzora, dato che c'è stato l'anticipo di tutte le tappe mattutine".Sicuramente non per motivi di insonnia..."Chiaramente l'obiettivo è anticipare il caldo facendo partire la tappa alle 8 la mattina e per quella pomeridiana alle 18.30. Cerchiamo di evitare il sole e le alte temperature di quest'estate".Un'estate in cui preferirebbe avere le infradito piuttosto che le scarpe da running?"Ma io vivo con le infradito. La mia giornata la vivo con i piedi scoperti, metto le scarpette solo quando sono al via. Con questo caldo e con la fatica i piedi si affaticano facilmente, meglio lasciarli liberi il più possibile". Il tutto in preparazione del vero appuntamento della giornata, la quotidiana tappa di Ecomaretona..."Quando mi preparo sono molto determinato, vorrei partire il più in fretta possibile e affrontare la tappa. Il tutto sta nel cominciare, dato che una volta iniziata il più è fatto".Senza dimenticare la fatica della corsa..."Devo essere sincero: non avere il problema del piazzamento, la frenesia del tempo è un vantaggio non indifferente, soprattutto per chi come me non si è posto obiettivi agonistici. Posso cambiare tracciato, correre sul lungomare, attraversare giardini piuttosto che rimanere troppo vincolato alla strada. Scopro luoghi, situazioni divertenti".Come passa invece il resto della giornata?“Il pomeriggio, specialmente se non ho la tappa pomeridiana, cerco di dormire il più possibile per recuperare le forse. Il problema più grande, oltre a quello mentale, è l'accumulo di fatica. Proprio per questo adesso "devo fare il professionista", dedicando al recupero gran parte della giornata, ottimizzare le energie. A che ora vado a dormire? Fisicamente alle 11, ma già dalle 10 entro in riserva".Cosa deve avere uno sportivo per tentare un'impresa come la sua?"Io non ho niente di più di chiunque altro, non sono un fenomeno. Quello che ho in più è la passione per gli eventi particolari, per le imprese unita a una grande forza mentale. Nella tappa di ieri ho conosciuto un uomo di 76 anni che ha corso con me. Mi ha fatto i complimenti per quello che avevo iniziato, ma ho fatto io i complimenti a lui. Questi sono i momenti che mi piacciono".Quanto le manca casa?"La mia famiglia mi manca moltissimo, mi manca mia figlia di 16 anni. Potrei anche andare a casa a dormire, essendo al momento a un'ora e mezza di distanza. Ma se mai decidessi di andare a casa, probabilmente non tornerei più".Così casa sua adesso è itinerante..."Non è facile cambiare albergo ogni sera, dover cambiare letto continuamente. Per fortuna esistono persone come il Dott. Pilati della Federalberghi Liguria che ha preso a cuore la nostra iniziativa: un uomo di grande cuore e che crede molto nella tutela dell'ambiente, primo vero messaggio di questa Ecomaretona"Il momento più curioso?
"Correre in galleria al buio: non mi era mai successo di farlo in queste condizioni. Un'esperienza affascinante".
Intervista di Press Release