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Juventus, David Trezeguet, Domenech
Serie A,2008-07-09 22:30:14
Adieu Bleus di David Trezeguet da Pinzolo
David Trezeguet, campione del mondo nel 1998, campione d’Europa nel 2000 grazie al suo golden gol segnato all’Italia, vice campione del mondo nel 2006, ha scelto Pinzolo e la conference room dei vigili del fuoco, per dare l’addio alla nazionale di Francia. La notizia ha fatto presto il giro del mondo, tanto che Wikipedia alle 14.41 di oggi pomeriggio l’ha inserita nel curriculum vitae di uno dei più grandi giocatori della storia dei bleus. Allora inizio io, ha iniziato a dire poco dopo le quattordici. La sala gremita di giornalisti e cameramen, e l’inviato dell’Equipe, Jerome Le Fouconiere, in prima fila. “Voglio annunciare qualcosa credo d’importante: il mio addio alla nazionale. Penso che i motivi siano chiari, primo tra tutti la conferma del commissario tecnico per altri quattro anni. Voglio portarmi dietro i bei ricordi, come i titoli conquistati nel ’98 e nel 2000. È giusto così, lo ripeto: per me la nazionale è irrevocabilmente un capitolo chiuso. L’Europeo della Francia è stato a dir poco molto negativo (e più tardi infatti lo definirà “catastrofico”). Sicuramente la riconferma di Raymond Domenech è stata determinante nella mia scelta. Una scelta importante per la mia carriera contro la volontà di moltissima gente e posso aggiungere di tutto il popolo francese al quale chiedo solo che venga capita e rispettata. Io con Domenech certamente non ho avuto un buon rapporto e non ho condiviso quasi mai le sue scelte, però penso che meritavo d’essere almeno convocato tra i ventitré dell’ultimo Europeo soprattutto dopo il campionato assai positivo che ho giocato nella Juve. La federazione francese ha preso la decisione di confermare Domenech contro la volontà di quelli che hanno fatto la storia del calcio in Francia, infischiandosene oltretutto dell’opinione pubblica e senza tener conto delle brutte figure accumulate di volta in volta dalla nazionale in Austria e Svizzera. Lavorare in queste condizioni per me era diventato impossibile. In molti mi hanno anche chiesto di continuare, ma sono arrivato ad un punto della mia carriera nella quale penserò solo alla Juventus, cioè alla squadra che mi ha dato fiducia anche nei momenti più difficili. Avrei voluto dare l’ultimo saluto alla nazionale sabato a Parigi in occasione della partita del decennale dalla conquista della Coppa del mondo, ma purtroppo dovrò rinunciarci per via di un piccolo imprevisto muscolare dal quale devo guarire con tre, quattro giorni di riposo quasi assoluto”. Niente di grave: solo una tendinite al rotuleo del ginocchio destro sottoposto in mattinata ad una risonanza magnetica presso un ambulatorio di Spiazzo Rendena, ad una decina di chilometri da Pinzolo, che ha dato per fortuna esito negativo. Trezeguet non giocherà così l’amichevole di venerdì alle 17 con il Mezzocorona, ma riprenderà sabato a correre con il gruppo. In verità il franco-argentino di Rouen avrebbe voluto lo stesso raggiungere Parigi nel fine settimana, ma i medici gli hanno sconsigliato il viaggio in aereo. “Avrei desiderato ringraziare pubblicamente tutti i francesi perché non posso dimenticare tutto quello che mi hanno dato, ma mi si presenteranno altre occasioni per poterlo fare. Ho conosciuto i momenti più belli della nazionale e per questo voglio custodirli dentro di me. Sarò sincero: quello che mi ha fatto più arrabbiare dopo l’eliminazione catastrofica della Francia è stata la scelta della Federazione di voler continuare con un allenatore che ha dimostrato di non essere all’altezza di questa grande nazionale. Io pensavo che per il bene dei bleus di Francia non sarebbe stato confermato Domenech e che il suo posto l’avesse preso un allenatore di più alto livello tecnico e di maggior carisma come Deschamps, Blanc o Tigana. E invece così purtroppo non è stato e quindi sono stato costretto a prendere questa decisione”.Così parlò Trezeguet e così si parla: senza tanti giri di parole e senza nascondere verità note a tutti. È mancato solo l’applauso. Glielo facciamo noi adesso in silenzio e in omaggio ad un campione che quest’anno giocherà la nona stagione con la maglia bianconera. “Sono nove anni infatti che ad ogni estate sembra che io debba lasciare la Juve per un’altra squadra. È ormai una questione di pelle, della mia pelle, ma né la società, né mio padre Jorge, che mi fa da procuratore, mi hanno informato delle presunte richieste che il Barcellona avrebbe recentemente avanzato”. Poi David si è calato in quella che da oggi in avanti sarà il suo unico amore: la Juventus. Parlando bene, anzi benissimo, del neoacquisto Amauri. Ben sapendo che un giorno sarà titolare e un altro andrà in panchina. “Ma la stessa cosa accadrà anche per Del Piero, Amauri e Iaquinta”. Confermando che a questa squadra manca forse ancora qualcosa soprattutto dal punto di vista qualitativo. Confessando quello che tutti pensano e cioè che le caratteristiche tecniche dei probabili acquisti Poulsen e Xabi Alonso sono completamente diverse, quasi opposte. Sottolineando che adesso per la Juve viene il difficile, ovvero migliorare il terzo posto dello scorso anno in campionato. Motivando i giovani Marchisio, Giovinco e De Ceglie che torneranno all’ovile con “un grande futuro davanti a loro se capiranno che la maglia della Juve che lotta per lo scudetto e per la Champions League ha tutto un altro peso”. E concludendo col dire che è inutile fare tanti discorsi o tanti programmi: “Io voglio tornare a vincere. E subito”.Pinzolo è tornata a ripopolarsi di tifosi bianconeri e per il fine settimana è annunciato il tutto esaurito negli alberghi della Val Rendena. Domani sarà un tour de force per Claudio Ranieri che dirigerà gli allenamenti del mattino (intorno alle 10) e del pomeriggio (alle 17), parteciperà alla conferenza-stampa delle quattordici presso la caserma dei vigili del fuoco di Pinzolo e in serata sarà ospite d’onore a Rovereto in piazza Rosmini per intervenire insieme all’assessore provinciale Tiziano Mellarini e all’organizzatrice dell’evento Ornella Frisinghelli alla puntata di “Rovereto c’è” per giocare con il pubblico rispondere alle domande dei tifosi. Martedì 14 invece, prima dell’amichevole della Juventus con il Piacenza allo stadio Briamasco di Trento (calcio d’inizio alle 20.30, diretta tivù su Juventus Channel), Claudio Ranieri sarà premiato dal presidente dell’Aiac regionale Alessandro Toldo con un’opera di Mastro7, l’artista trentino di fama mondiale Settimo Tamanini, quale “allenatore dei sogni” più votato dai giocatori che hanno partecipato alla 37esima edizione del torneo internazionale Beppe Viola di Città di Arco.