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RSS feed Giovedi 20 novembre 2008 Ultimo aggiornamento: 2008-11-20 18:31:24
Precari della Scuola
Varie,2008-07-20 15:28:00
In P.zza Montecitorio il 23 luglio
La rete nazionale degli insegnanti precari, in seguito all'assemblea
nazionale indetta dal C.I.P.- Comitati Insegnanti Precari, l'11 luglio
scorso, ha organizzato un sit-in per mercoledì 23 luglio 2008 in Piazza
Montecitorio dalle ore 11.00 alle ore 17.00 in difesa della scuola
pubblica statale e contro i massicci tagli agli organici previsti dal
governo.
I docenti precari dicono NO al piano previsto dal dl 112 e al ddl Aprea
n. 953 che modifica l'attuale sistema di reclutamento dei docenti,
ledendo i diritti acquisiti di centinaia di migliaia di insegnanti
precari e minando alla base il sistema dell'istruzione pubblica, basato
sulla libertà di insegnamento.

Rete Docenti Precari 11 Luglio



SIT- IN DI PROTESTA DEGLI INSEGNANTI PRECARI
MERCOLEDÌ 23 LUGLIO 2008 IN PIAZZA MONTECITORIO

I docenti precari manifestano contro i tagli di: risorse, tempo scuola,
personale, classi, docenti di sostegno, aule e per chiedere
garanzie sulla qualità dell´offerta formativa della Scuola Pubblica
Statale.

I docenti precari lottano per:

-) la difesa della Scuola Pubblica Statale, per una scuola di tutti e
per tutti;
-) le immissioni in ruolo dei docenti su tutti i posti disponibili;
-) il mantenimento delle graduatorie ad esaurimento e per il loro
completo svuotamento da compiersi mediante l´assunzione di tutti i
docenti precari. Solo così si cancellerà dalla scuola italiana la
precarietà lavorativa e, di conseguenza, quella didattica che da sempre
penalizza le aree geografiche e sociali più svantaggiate del Paese;
-) il riconoscimento ai docenti precari degli stessi diritti economici
e di carriera dei docenti di ruolo e dei docenti di religione
cattolica.

I docenti precari dicono:

-) no al DDL 112 in via di dibattito in Parlamento;
-) no ai massicci tagli agli organici previsti dal governo - tagli di
circa 100mila docenti -, per una manovra di circa. 8 miliardi di euro,
corrispondenti a ben un terzo dell'intera manovra economica dello
Stato! L'effetto di questi tagli ricade nell'immediato sul personale
precario, ma ha devastanti effetti sulla scuola nel suo complesso;
-) no alla chiamata diretta dei docenti da parte dei Dirigenti
scolastici che non garantisce il merito, ma favorisce clientelismo e
nepotismo, ostacolando, di fatto, la libertà di insegnamento;
-) no al ddl Aprea n. 953 e a qualsiasi disegno di legge o normativa
che leda i diritti acquisiti di centinaia di migliaia di docenti
precari, minando alla base il sistema dell'istruzione pubblica, basato
sulla libertà di insegnamento;
-) no all'aumento degli alunni per classe, qualità e meritocrazia non
si ottengono stipando tanti alunni per classe quanti ne bastano per
tagliare le cattedre;
-) no ai tagli sul sostegno, che compromettono l'integrazione
scolastica dei diversamente abili;
-) no ai finanziamenti alle scuole private;
-) no ad ogni tentativo di privatizzazione della scuola pubblica e alla
trasformazione delle scuole in fondazioni a capitale privato.