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RSS feed Mercoledi 19 novembre 2008 Ultimo aggiornamento: 2008-11-19 16:11:12
Lottomatica e Upim
Basket,2008-09-03 21:06:11
A Folgaria scrimmage in serata
I giocatori della Lottomatica raggiungono a piedi il palasport di Folgaria, a due passi dal palaghiaccio. È quasi mezzogiorno. Per la precisione le undici e mezza di un’altra giornata di sole e d’intenso lavoro. Di notte si dorme con il piumino e le finestre aperte. Di giorno non si scherza: due allenamenti al dì, prima dei pasti, buoni e abbondanti: sempre pasta o riso, bistecche e crostate di frutta. Alle dieci si è allenata la Fortitudo, che è qui ormai da dieci giorni e domani farà ritorno a Bologna. Sarà per questo che il cielo s’è imbronciato di brutto nel pomeriggio sino a piovere a scrosci. Tranquilli, al 99 per cento l’aquila biancoblu tornerà l’anno prossimo a volare nel ritiro sull’Altipiano trentino dove si sta già organizzando il decennale di quello che è stato il più grande torneo dell’estate delle stagioni d’oro del basket italiano, l’indimenticabile Menichelli sul finire degli anni ottanta. I due allenatori si stringono le mani nel passaggio di consegne del parquet: due chiacchiere nella loro lingua madre, il serbo-croato, una pacca sulla spalla e un sincero in bocca al lupo. Dragan Sakota di Belgrado e Jasmin Repesa di Sjekose, due santoni e due orsi, ma solo per chi non li conosce. Due grandi della pallacanestro jugoslava senza limiti e confini, due squadre da plasmare molto ma molto ambiziose, tanto talento e tanta pazienza, oggi amici, domani avversari di uno scudetto da strappare a qualsiasi costo a Siena. Indubbiamente la Lottomatica ha qualche carta in più dell’Upim: Brandon Jennings su tutti. Del californiano arrivato direttamente nella capitale dall’High School della Virginia, diciannove anni tra venti giorni, Sani Becirovic ha detto: “Vale da solo il prezzo del biglietto”. E Nando Gentile ha aggiunto: “Raramente mi è capitato di vedere un ragazzino con le sue qualità: piedi, elevazione e una tecnica davvero straordinari. In più sa ascoltare e apprendere. D’accordo, presto lo perderemo, perché è ovvio che ce lo catturerà la Nba, ma intanto ce l’abbiamo noi e con lui dovranno fare tutti i conti”.Nando Gentile da pochi giorni è il vice  di Jasmin Repesa a Roma. Con qualche capello in meno e qualche chilo in più. “Non è vero che, quando smetti di giocare, mangi e bevi come un maiale. Semplicemente non ti alleni”. E così di buon mattino si è fatto una bella camminata dall’albergo, il Club Hotel Alpino, che sorge all’inizio del centro del paese e ospiterà per altre due estati la Lottomatica a Folgaria, sino al campo La Pineta. Avanti e ‘ndrè, tra i boschi, per riguadagnare la forma perduta. Lo spirito (giusto) è invece quello di sempre: una gran voglia di crescere anche come allenatore dopo essere stato il playmaker che ha portato lo scudetto a Caserta e poi di nuovo a Milano. Lo stesso amore per quello che fa quando era lo scugnizzo che faceva disperare le difese di tutta Europa. “Li conosco bene questi posti, ci sono già stato con la Stefanel Trieste e Milano del Boscia (Tanjevic) e pure con la nazionale, ma devo dire che molte cose sono migliorate da allora in Folgaria. Quattordici anni fa non c’era per esempio il campo da golf, la pista ciclabile era piena di buche, il campo da calcio era quasi fatiscente. Adesso è tutto uno splendore”.Nel 2006, dopo aver smesso di giocare a Maddaloni in B2, Nando Gentile tentò l’avventura da allenatore a Imola. L’anno scorso si è dato a Sky, ora ci riprova. “Ho molto ancora da imparare e credo che Repesa sia il miglior maestro che potessi trovare. Giocare e allenare sono due cose molto diverse: da giocatore non sai mai cosa c’è dietro le quinte e neanche devi saperlo, da tecnico invece devi capire cosa la società pretende sostanzialmente da te”. Dolce ci è affogare nel mare dei ricordi. “Ho rivisto alla festa di Oscar il Tupamaro”. “Il Tupamaro?”, meravigliava Giorgio Bottaro, entusiasta team manager della Lottomatica. “Massì, Tato Lopez. Mica lo riconoscevo più senza barba e capelli lunghi. Ora è una persona seria, in giacca e cravatta, ma resta comunque unico al mondo”. Un pensierino scontato per Boscia: “Anche lui è sempre uguale, sempre carico a mille pure a fine campionato”. Un saltino nella Piana del Volturno, dove Nando tiene ancora casa e moglie: “Vincemmo lo scudetto a Caserta con otto campani, mettendoci dentro anche l’adottato Dell’Agnello, più due stranieri. Altri tempi, d’accordo, ma almeno allora il tifoso sapeva a quali giocatori affezionarsi, mentre adesso solo Roma ha un capitano, Alessandro Tonolli, da 14-15 anni e Angelo Gigli, romano de Roma, legato alla Virtus per altri tre anni”.

Due figli: Stefano e Alessandro. Stefano è finito da Milano ad Ostuni in B1, Alessandro, il più piccolo, quindici anni, gioca da due stagioni a Treviso e, se anche è alto due metri, sembra aver preso tutto dal padre. “Purtroppo in Italia si è smesso totalmente di fare settore giovanile. Questa nazionale va male, ma il peggio deve ancora venire perché alle spalle di Gallinari, Bargnani e Bellinelli c’è poco o niente. Bisogna trovare il coraggio, come si è fatto in Spagna, di puntare sui diciottenni gettandoli in campo e lasciandoli anche sbagliare”. Ma adesso c’è Roma in cima a tutti i suoi pensieri: “Le premesse per rendere dura la vita a Siena ci son tutti. La squadra è ben assortita con molti giovani di qualità e molti giocatori di esperienza. Credo che saremo protagonisti sia in campionato che in Eurolega. Gli arrivi di Becirovic, Jennings, Brezec e Hutson ci danno la forza di pensare che la Lottomatica sia migliorata rispetto all’anno scorso, quando pure è approdata alle finali playoff. Il guaio è che anche il Montepaschi si è rinforzato con gli arrivi di Domercant e Finley. E sarà comunque ancora la squadra da battere, anche se Milano, Treviso e le due Bologna dovrebbero tornare ai vertici e non sarà facile per nessuno andare a vincere a Biella o a Teramo o a Capo d’Orlando”.

Sul far della sera è tornato il sereno in Folgaria e non più da separate in casa Lottomatica e Upim, cioè Virtus e Fortitudo, si sono affrontate in amichevole (scrimmage) a porte chiuse nella palestra ai piedi del paese. Repesa contro Sakota, Becirovic contro Marcelinho, Jennings contro Forte, Hutson contro Woods, Gigli contro Slokar, Brezec contro Barron, capitan Tonolli contro capitan Lamma: manca più di un mese all’inizio del campionato, ma già nell’aria c’è il sapore delle grandi sfide.