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Basket,2008-09-07 14:25:19
“Sabatini in fondo è solo una zanzara che non dà fastidio”
Metti una sera dopo cena in Folgaria con Gilberto Sacrati, presidente della Fortitudo dal 27 marzo del 2007 come ci garantisce Michele Forino, memoria storica (e di ferro), molto di più di un direttore delle comunicazioni della società dell’aquila biancoblu. A Bologna Sacrati ha lasciato il caldo, il lavoro e molto di più di un sogno: un grande progetto, il Parco delle Stelle. In Folgaria ha trovato una squadra nuova per tre quarti o quasi. Caricata a mille. Anzi a molle, come le gambe di Jamont Gordon. Ha fatto conoscenza di Marcelinho Huertas, il playmaker brasiliano venuto dalla Spagna assieme a Zoran Savic. “ Senz’altro il mio miglior acquisto”, dice il presidente. Chi? Marcelinho o Zoran? “Savic, diamine! Ma anche di Marcelinho me ne ha parlato bene pure Sakota”. Come di Gordon, che viene dal Mississippi, forse non un numero uno come Qyntel Woods, ma un jolly nella manica sul quale ci va già di scommettere ad occhi chiusi. Un tavolo e una panca sotto il portico del Golf Hotel. Una sigaretta e un caffè. Un pullover sulle spalle. Un cielo di stelle. Dopo aver cenato con Savic e Sakota, Pastori e Forino, e aver capito che è bello essere il padrone della Fortitudo. Il direttore generale Gerardo Guarino, da buon amico, gliel’aveva sconsigliato: “Chi te lo fa fare? È una follia pura”. Ma lui niente. “Veramente, prima di acquistare la Fortitudo, anch’io ho sempre pensato che fosse un suicidio buttare i soldi dalla finestra per il basket specie in questo momento nel quale credo che la nostra pallacanestro abbia toccato il fondo del barile. Ma poi ho avuto la bella idea di poter costruire un centro a Bologna nel quale si possa fare sport nel verde guardando le stelle. Di qui il Parco delle Stelle, un progetto ambizioso che nascerà nel 2009 e che riavvicinerà le famiglie, i bambini come i vecchi, allo sport e al basket in un palasport che possa ospitare quindicimila persone con una media di presenze annue nel parco intorno ai cinque milioni di persone. Per questo avevo bussato anche alla porta del Calcio Bologna, ma con Cazzola non ho trovato l’accordo”. E adesso la Fortitudo, una gran bella avventura. Dicono che l’amore dei suoi tifosi per l’aquila con lo scudo l’abbiano ora coinvolta anche emotivamente. All’inizio dell’estate aveva infatti parlato di taglio alle spese e di budget ridotto… “La Fortitudo ha dei tifosi speciali, unici al mondo per il loro attaccamento alla squadra, ma non credo di aver fatto follie sul mercato: penso piuttosto che Savic abbia speso bene i miei soldi e abbia messo insieme una squadra di talento che con un po’ di Fortuna possa puntare anche quest’anno ad un posto in Eurolega. Però ai magnifici tifosi della Fortitudo dico anche una cosa che va capita e che sono sicuro che la capiranno: loro ci sostengono anche quando perdiamo, sono abituati a soffrire e a ingoiare i secondi posti. Io no. A me non piace perdere e mi piacerebbe cambiare presto questa loro mentalità. Col tempo, è ovvio, ma un passettino alla volta senza mai fare il passo più lungo della gamba”. Tanti americani a stelle e strisce: addirittura cinque e tutti di colore. Più una solida base italiana. “L’ho già detto: il mercato dei migliori giocatori europei è diventato quasi improponibile per i club italiani visto il nostro sistema di tassazione che è il più elevato e sfavorevole che ci sia. Dobbiamo lottare tutti insieme, noi presidenti, per cambiarlo, ma pare che da quell’orecchio nessuno ci senta: nemmeno i giornali”. E di Sabatini che ci dice? Quando durerà ancora il suo applomb nei confronti del presidente della Virtus? “E’ da un anno e mezzo che sopporto Sabatini e le sue provocazioni. Ma non gli bado. In fondo è una zanzara che non dà poi molto fastidio”. È già tempo di derby dunque: ma chi è più forte quest’anno?“Non lo so. So piuttosto che noi prima o poi lotteremo per lo scudetto. Tra due anni, forse tre, vedremo. Questo è il nostro obiettivo e il mio obiettivo dichiarato”. E verrà anche il giorno in cui Ettore Messina allenerà la sua Fortitudo?“Non si sa mai nella vita. Intanto Messina mi ha fatto un grande favore rimanendo a Mosca. Così Savic se ne è andato da Barcellona ed è tornato da noi. E poi sono contento di aver scelto Sakota: me l’avevano sconsigliato tutti, ma proprio tutti, e invece sono entusiasta di lui. Come allenatore e come persona. Buona come l’orso Yoghi”.