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RSS feed Mercoledi 19 novembre 2008 Ultimo aggiornamento: 2008-11-19 13:24:35
GENOA - MILAN 2-0
Serie A,2008-09-14 20:19:45
I rossoblù annichiliscono un Milan irriconoscibile. Strepitoso Gasbarroni; ottimo il ritorno di Milito
 

GENOA 2

MILAN 0

RETI: Sculli al 30' pt; Milito su rigore al 46' st

GENOA (3-4-3): Rubinho; Biava, Ferrari, Criscito; Mesto (Rossi dal 7' st), Milanetto, Juric (Vanden Borre dal 21' st), Modesto; Sculli, Milito, Gasbarroni (Palladino dal 40' st). (Scarpi, Sokratis, Bocchetti, Olivera). All.: Gasperini.

MILAN (4-3-2-1): Abbiati; Zambrotta, Bonera, Maldini, Favalli; Flamini (Pato dal 24' st), Pirlo, Ambrosini; Kakà, Ronaldinho (Seedorf dal 1' st); Shevchenko (Borriello dal 1' st). (Dida, Kaladze, Jankulovski, Emerson). All.: Ancelotti.

ARBITRO: Rocchi di Firenze.

NOTE - Spettatori: 30.000 circa. Ammoniti: Favalli, Sculli, Zambrotta, Ambrosini per gioco scorretto, Juric per proteste, Kakà per simulazione. Angoli: 6-6. Recuperi: 0' e 4'.


L'ultima volta era stata nel 1983/1984. Ventiquattro anni orsono. Ieri come oggi. Stessa giornata da incastonare nell'album dei ricordi. Genoa 2, Milan 0. Un successo voluto, bramato e ottenuto in virtù di una prestazione da spellarsi le mani. Il Grifone non ha vinto, ha stravinto. In tutto e per tutto. E' d'uopo sottolineare che al tirar delle somme il doppio vantaggio ottenuto a spese dei rossoneri può anche stare stretto, eccome.

La Gasperini-band ha surclassato i dirimpettai grazie ad un maggior vigore e ad una condizione atletica decisamente più apprezzabile. Il gioco ha fatto il resto, con una mediana rossoblù a farla da padrona merito di un Juric soldato diligente e di un Milanetto in versione regista con la bacchetta sempre ben direzionata.

Ma è dal fronte offensivo che arrivano i motivi per sorridere a trentadue denti: strepitoso l'esordio del Principe di Baires Diego Milito, vera e propria ira funesta capace di abbattersi senza clemenza sulla retroguardia rossonera con un lavoro continuo fatto duelli, botte e giocate d'alta scuola. Movimenti egregi al servizio delle punte esterne Gasbarroni (sublime, letteralmente il migliore in campo) e Sculli – gol in stile Di Vaio sette giorni fa – spauracchio per il Favalli o il Bonera di turno.

Che dire del Milan? O meglio, di quel che resta. Pronti, via ed ecco calati sul green del Ferraris i gioielli di famiglia tanto cari al patron Berlusconi: Kakà, Sheva e Dinho. Tre Palloni d'oro buttati in campo dal trainer Ancelotti con l'intento di dare lustro e fantasia là davanti. Già, con l'intento. Un insuccesso clamoroso, complice la precaria condizione del terzetto e la scarsa affinità mostrata in fase di manovra. Impalpabile l'ucraino (francobollato e annullato da Criscito, ndr); spaesato, appesantito e incupito l'ex azulgrana. Kakà ha fatto poco o meno rispetto ai due già citati, ma almeno ha avuto il “merito” di metterci un pochino più di impegno.

Parte bene il Milan in fase di palleggio, ma è il Genoa a farsi vivo per primo in fase offensiva: corre il 6' quando Sculli gira a rete una palla servitagli da Modesto, Maldini respinge alla bene in meglio con lo stinco. Palla in angolo: dal susseguente tiro dalla bandierina, rasoiata mancina di Gasbarroni, Abbiati va giù e blocca. Marassi apprezza e si scalda fino a divenire a tratti una vera e propria bolgia.

Dopo un fendente di Mesto poco prima del quarto d'ora, coast to coast di Kakà che una volta entrato in area esausto finisce con il calciare in precario equilibrio, senza inquadrare lo specchio della porta. Trentesimo: palla liftata di Gasbarroni per Milito che di petto apre il varco all'accorrente Sculli, conclusione precisa e per Abbiati è notte fonda. I rossoblù volano sulle ali dell'entusiasmo: tre minuti prima del duplice fischio, Milito va alla conclusione mancina contratta a terra dal numero uno ospite. Tutti negli spogliatoi con il pubblico di Marassi in visibilio.

Al rientro in campo Ancelotti prova a dare una scossa ai suoi togliendo i non pervenuti Ronaldinho e Shevchenko per Seedord e l'ex Borriello, applaudito a lungo, al rientro dopo l'infortunio subìto lo scorso agosto.

Ma il copione non cambia: al 13' Sculli fallisce il raddoppio sparando su Abbiati da posizione invitante. Poi è Gasbarroni a far venire i sorci verdi al pacchetto arretrato milanese. Al 24' fuori un mediano, Flamini, dentro un'altra punta, Pato. Proprio il neo entrato sfiora il pareggio con una perentoria zuccata su cross di Zambrotta.

Si gioca su ritmi elevati, merito soprattutto del Genoa che quando parte in velocità fa davvero male: Sculli si gabba di Maldini dopo un batti e ribatti in area, ma è poco preciso al momento della finalizzazione. Due minuti dopo, miracolo di Rubinho sul connazionale Pato, poi Borriello mette a lato con una sforbiciata pretenziosa.

Il forcing peraltro tardivo dei rossoneri non sortisce gli effetti sperati, consentendo a Gasbarroni e soci di continuare a spingere sull'acceleratore. Nel corso del primo minuto di recupero Milito bagna il rientro con un colpo dei suoi: dribbling stretto a Maldini che abbocca e lo stende. Rigore sacrosanto: palla da una parte e Abbiati dall'altra. Sotto la Nord, traboccante di entusiasmo. Triplice fischio e tutti in piedi a fregarsi le mani e a strabuzzarsi gli occhi.

Genoa 2, Milan 0: come ventiquattro anni orsono. Ieri come oggi.

 

GASBARRONI voto 8: moto perpetuo. Per arrestare la sua verve l'avversario di turno è costretto ad abbatterlo. Rispetto a Catania è un altro giocatore. Geniale il suo passaggio filtrante per Milito che dà il la al vantaggio rossoblù. In queste condizioni è da Nazionale, anche se la conferma delle sue doti dovrà arrivare la settimana prossima a Palermo.


MILITO voto 7,5: un leone. Quando la sfera giunge dalle sue parti diventa davvero dura sottrargliela. Manda in tilt la difesa rossonera svariando per il fronte d'attacco. Assist e gol, ovvero quanto di meglio potesse dedicare al pubblico che lo osanna a gran voce.


GASPERINI voto 8: stravince il duello con il collega Ancelotti. Perfetta la condotta di gara, priva di sbavature. Azzecca tutto, fornendo una lezione di tattica esemplare.

Marco CAMPUS