Non era mia intenzione dare un seguito al comunicato con il quale il sottoscritto ed i due vicepresidenti federali si sono dimessi, ma a seguito delle azioni intraprese dal Presidente della Federazione, mi trovo mio malgrado a sentire l’esigenza di scrivere queste poche righe per fare chiarezza su alcuni punti che potrebbero emergere distorti. Nei giorni seguenti le mie dimissioni, infatti, si sono verificati una serie di eventi a dir poco spiacevoli i quali non solo hanno provocato una distorsione palese dei fatti, ma hanno altresì provocato danni ingenti alla mia persona. Il giorno successivo all’invio della lettera dimissionaria (18 settembre 2008), nel sito ufficiale della federazione, veniva riportato il seguente comunicato, peraltro abilmente ridotto rispetto a quello da noi inviato: “
Si sono dimessi dal Consiglio Nazionale FITRI, i consiglieri Alessandro Fattore, Daniele Moraglia e Carlo Rista.”. In contemporanea veniva pubblicato un comunicato del Presidente con il quale lo stesso infangava il nome ed il lavoro delle persone dimessesi e dal titolo eloquente “Dimissioni? era ora…”. Il giorno successivo, 19 settembre, il Presidente pubblicava, sempre sul sito istituzionale, un ulteriore comunicato con il quale si rimarcava e si rafforzava quanto già detto. Il giorno ancora successivo, 20 settembre 2008, il Presidente, evidentemente non ancora pienamente soddisfatto, faceva pubblicare sul quotidiano nazionale La Gazzetta dello Sport, a pagina 39, il seguente articolo: “ Dopo le dimissioni del vicepresidente vicario Carlo Rista, del vicepresidente Alessandro Fattore e del consigliere Daniele Moraglia dal Consiglio Federale, arriva la dura risposta del presidente Emilio Di Toro: “Erano stati esautorati da ogni competenza, viste le incompetenze dimostrate. Spero di non dover sprecare ulteriore tempo nell’inseguire i pruriti di questi fannulloni .”. Tutti questi comunicati, è bene ricordarlo, sono apparsi nel più totale silenzio degli interessati. Appare pertanto evidente che una simile asimmetria informativa abilmente creata dal Presidente possa creare, nell’opinione di chi non abbia vissuto la vicenda, un po’ di confusione, ed è solo per questo motivo che mi sento in dovere di precisare alcuni aspetti. Mi preme innanzitutto sottolineare come sia la mia candidatura che la mia permanenza nel consiglio federale non siano mai state mosse da alcun bisogno di visibilità personale, né da alcun interesse di bottega, in secondo luogo vorrei chiarire che la fiducia non mi è mai stata tolta dal consiglio, né direttamente né indirettamente, e mai il Presidente ha chiesto al sottoscritto di lasciare il consiglio. Non mi risulta nemmeno di essere mai stato esautorato dai miei poteri o rimosso ed anzi ho regolarmente portato avanti il mio lavoro partecipando ad ogni riunione del consiglio e prendendo parte ad ogni mio impegno al meglio che potevo e nonostante le mille difficoltà, mai mancando al compito assegnatomi da chi ha creduto in me eleggendomi a consigliere federale. Le ragioni che mi hanno portato ad un gesto così clamoroso sono proprio figlie di tale senso del dovere istituzionale. Il rapporto con il Presidente si è con il tempo logorato, e pertanto, dopo aver cercato per lungo tempo di ripianare le divergenze, dopo aver creduto nel lavoro dell’opposizione costruttiva, ho dovuto mio malgrado prendere atto che ogni mio sforzo risultava vano e quindi, preso atto che le divergenze erano ormai insanabili, nel pieno rispetto del periodo olimpico, ho ritenuto opportuno farmi da parte, in quanto la conduzione della federazione non rispecchiava più quello in cui credevo e quello per cui mi sono sempre battuto, e nemmeno il ruolo di opposizione consiliare aveva un senso compiuto ormai. Non è mia intenzione, e non lo è mai stata, fare rumore o insultare il lavoro altrui, e se qualche volta sono stato duro è stata la conseguenza della grande passione che mi muove, e per l’amore per questo sport. Non è mia intenzione neanche ora, pertanto, e neanche alla luce di quanto accaduto, fare rumore e farmi puntare i riflettori addosso, non ho bisogno di proiettare alcuna ombra di me, né mi sento in dovere di giustificarmi di fronte agli attacchi del Presidente; posso aver sbagliato, non lo escludo, ma l’unica cosa certa è che ho sempre messo tutto me stesso in questa avventura, dando sempre il massimo per quello che credevo fosse giusto e nell’interesse di tutti. Spero che il Presidente ed il resto del Consiglio possano fare bene e gli auguro ogni fortuna, da parte mia lascio la Federazione con un certo rammarico in quanto non credo che, nonostante la collera e l’ira, si possa essere infangati, offesi e diffamati sulla pubblica piazza nei modi visti in questi giorni da parte del massimo vertice di una federazione e solo per essersi fatti da parte per divergenze di vedute. Credo che tale atteggiamento sia intollerabile indipendentemente dalle motivazioni, e che nessuna persona meriterebbe di essere vittima di tali eventi, in ogni caso non è mia intenzione dare un seguito a questa situazione, credo che i fatti parlino sufficientemente bene da soli. Sempre a disposizione all’ indirizzo danielemoraglia@rivieratriathlon.it Un caro saluto Daniele Moraglia