Quando si parla di assi del calcio a cinque, AGLA è sempre al primo posto. Tra i suoi TESTIMONIAL figura il brasiliano DANILO LANCONI LACERDA. Una gloria di questa disciplina che non ha bisogno di grandi presentazioni. I numeri parlano per lui. Ha conquistato il titolo mondiale nel 1996 a Barcellona con la selezione verdeoro. Quella maglia è stata la sua seconda pelle perché vi ha militato per otto anni senza mai saltare una convocazione. E? giunto in Italia nella stagione 2003-2004 e non appena ha messo piede nel nostro Paese ha subito calzato le scarpe AGLA. Ha esordito nel Perugia, dove è rimasto per due anni e mezzo, quindi si è trasferito ad Arzignano, club in cui ha militato fino alla passata stagione. Sia in Umbria che in Veneto ha conquistato il tricolore. Ora ha scelto Napoli per continuare a mietere allori.
DANILO, Napoli rappresenta una bella sfida?
Ero in scadenza di contratto con l'Arzignano e dalla società campana avevo ricevuto una buona offerta; inoltre c'è mister Lopez che mi aveva allenato in Veneto e con cui ho vinto uno scudetto.
Il Napoli ha creato un bel gruppo con Rogerio ed Edgar Bertoni?
Sicuramente molto esperto, con diversi giocatori che hanno vinto tanto nella loro carriera. Tanti atleti bravi non bastano, ora bisogna formare la squadra.
Come giudica l'avvio di campionato del Napoli?
Abbiamo iniziato con due sconfitte, poi abbiamo vinto la terza partita. Non è stato un avvio facile. Mister Lopez era in Brasile per guidare la sua Argentina nel Campionato del mondo, così come alcuni elementi della rosa, pure loro impegnati nel Mundial. Con tante assenze non siamo riusciti ad effettuare una preparazione ottimale.
Ogni partita da qui in avanti servirà a conoscerci e a migliorare la nostra intesa. Il campionato italiano è duro come sempre. Ci sono cinque o sei squadre, compresa la nostra, che possono puntare allo scudetto.
Lei è arrivato in Italia cinque anni fa. Come è cambiato da allora il calcio a cinque nel nostro Paese?
Ogni anno che passa diventa più impegnativo per tutti. Se guardiamo ancora indietro e prendiamo ad esempio il torneo di dieci anni fa, è subito chiaro che non eravamo a questi livelli. Nell'ultimo quinquennio sono arrivati tanti brasiliani ed anche numerosi giocatori sudamericani che hanno alzato il livello qualitativo. Un cambiamento che ha influito anche sulle società, oggi molto più organizzate.
Quando sono arrivato in Italia c'erano due o tre club come Prato o Bnl Roma che erano sopra gli altri. Oggi non si trovano squadre scarse e se non ti impegni rischi di perdere anche con l'ultima in classifica.
La crescita riguarda anche l'aspetto tecnico. Oggi in Italia troviamo allenatori brasiliani, argentini, spagnoli e portoghesi; prima non c'erano. Si è assistito ad un miglioramento generale del movimento.
Quale modello di AGLA ha scelto per firmare le sue prestazioni?
Le FANTHON 60.
Lei è ormai un testimonial affezionato di AGLA. Come giudica le scarpe prodotte dall'azienda marchigiana?
Penso che sia un marchio ottimo, che svolge in maniera estremamente professionale il proprio lavoro. Le scarpette con cui gioco mi piacciono tanto ed anche in passato mi sono trovato bene. AGLA fa le cose serie eppoi ho ormai instaurato un buon rapporto con AMEDEO (INFRICCIOLI, il titolare, ndr) e con PLINI (il responsabile dell'area testimonial, ndr).
Il calcio a 5: traumatologia e tecnologia è il titolo della tesi di laurea che DIEGO MONALDINI di Frosinone ha discusso, lo scorso ottobre, presso la facoltà di scienze motorie dell'Università di Urbino. Nel suo lavoro, il neo dottore ha approfondito l'impatto che le scarpette hanno sui terreni in erba sintetica, confrontando i vari modelli e marche. Studiando le calzature di AGLA per l'outdoor è emerso che realmente sono tra le più sicure durante gli allenamenti e le partite. Possiedono la particolarità di questi tacchetti concentrici, a mezzaluna, che migliorano il grip sul terreno e impediscono al piede di rimanere attaccato al terreno. Le torsioni improvvise a piede bloccato rappresentano le cause più frequenti dei traumi al ginocchio.
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