Sereno e foriero di buoni pensieri per il domani che verrà. Sergio Ferrando e il Castelletto, storia di un binomio indissolubile. Ben dieci, gli anni trascorsi al timone di una delle realtà maggiormente consolidate nel panorama ligure. Insomma, una vita al servizio del calcio, ma non solo. Perché il Castelletto è una polisportiva che giorno dopo giorno accoglie centinaia di giovani, tra palestre e impianti di periferia. Impegni, sacrifici e tante gratificazioni. Quest'ultime meglio di qualsiasi successo. “Se facessi un bilancio di questa esperienza alla guida societaria del Castelletto, potrei tranquillamente ritenermi orgoglioso per quanto creato – osserva Ferrando – In tutti questi anni siamo riusciti a superarci, impegnandoci a fondo per far sì che questa realtà arrivasse a poter competere con altre più floride e storiche. Ci siamo sviluppati in tutti i settori, vedendo aumentare a dismisura il numero degli iscritti. E' vero, siamo penalizzati dal fatto di non poter disporre di un campo tutto nostro, ma alla fine va bene così. La mia fortuna è quella di poter contare su validi collaboratori: Andrea Barbieri è stato eletto direttore generale con funzione per prima squadra e Juniores Regionali, poi come non sottolineare il lavoro svolto dal responsabile della scuola calcio, Bruno Cevasco. Entrambi hanno sposato questa causa con profitto e dedizione, il sottoscritto non può far altro che dormire sonni tranquilli con due elementi di tale livello. Per quanto riguarda i risultati conseguiti dai grandi, posso dire che manca ancora una partita prima della fine del girone di andata, mi riferisco al recupero con il Ligorna: detto questo mi pare che non ci si debba lamentare, voglio cogliere l'occasione per ringraziare Alfio Scala che durante i mesi passati in panchina ha lavorato bene, nonostante i risultati non gli abbiano sorriso. E' stato chiamato alla guida un uomo carismatico e preparato come Antonio Lignani e sono sicuro che ci darà una grossa mano per conquistare la salvezza in un campionato che anno dopo anno è sempre più avvincente e duro visto al concorrenza. La rosa è ben assortita, anche se mi aspetto molto da tutti i giovani che hanno la fortuna di giocare a fianco di elementi esperti: il Castelletto vive sui ragazzi e grazie ai ragazzi, ma pretende anche che diano il loro apporto tecnico-morale. Siamo un gruppo coeso e pronto a battersi contro chiunque: sono onorato di essere il presidente di una società che può camminare a testa alta ovunque, ben consci di avere ancora ampi margini di miglioramento”.
Marco Campus
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