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RSS feed Domenica 14 marzo 2010 Ultimo aggiornamento: 2010-03-14 00:57:21
Chiara Brizzolari, la promessa ligure
Golf-Minigolf,2010-02-06 18:49:46
Diciotto anni appena compiuti, un curriculum da far invidia a tanti coetanei

Chiara Brizzolari, reginetta del golf ligure. Una ragazza che fa ben sperare in campo nazionale e internazionale, considerata anche la sua giovane età, con la possibilità di emulare i risultati del fratello Simone.
Cominciamo con le presentazioni, parlami dei primi anni sul green.
"Ho iniziato all'età di 7-8 anni, nella mia Rapallo, ovviamente - spiega Chiara -, in parallelo praticavo anche nuoto e tennis. Verso i 10 anni ho fatto la scelta definitiva, prendendo questo sport in maniera più seria. Le motivazioni principali sono dovute al fatto che ho il papà maestro di golf e il fratello che gioca, oggi ad esempio è impegnato in Francia. Loro non hanno influito sulle mie scelte, ma averli dalla mia parte ha fatto pendere la decisione verso il green. Ho iniziato a giocare divertendomi, successivamente ho trovato gli stimoli. A Rapallo sono nata e il campo da golf è stata, ed è, la mia seconda casa. A 10 anni ho disputato per la prima volta i campionati italiani under 12, arrivando subito seconda. Non male, direi. Due anni dopo sono arrivate le prime convocazioni in nazionale. Mi resi subito conto di essere abbastanza portata, da lì ho capito che quello era il mio futuro sportivo. In azzurro ero la più piccola e sono stata ben vista da tutte le altre quindici compagne che mi facevano tutte da mamma, insegnandomi qualcosa. Anche i maestri mi hanno sempre appoggiata".
In famiglia, chi è il più forte?
"Mi spiace dirlo (ndr, sogghigna Chiara), ma mio fratello è superiore. Ha 25 anni e ha dalla sua parte l'esperienza. A parte gli scherzi, lo ringrazio per quello che mi ha sempre insegnato. Ho tanto da imparare ancora. Mi alleno con lui perché ha sempre qualche trucco da insegnarmi. Mia mamma è l'unica che non pratica golf in famiglia, ha la nausea dei nostri discorsi, ma è sempre lei che mi accompagna alle gare in Italia, mentre quando sono all'estero non ho nessuno al seguito perchè sono con lo staff della nazionale. Ora devo dire che anche lei capisce qualcosa di questo sport".
La scuola e il golf, binomio difficile da gestire. E in futuro?
"Frequento la quarta al liceo linguistico di Rapallo. E' difficile andare bene a scuola. Specie in questo ultimo anno ho trovato delle difficoltà. Ringrazio i professori perché grazie a loro riesco a praticare il golf, ma so che ad alcuni non va a genio che possa essere assente per alcuni giorni, ma li capisco. Punto a finire la scuola, non credo di andare all'Università, ma non scarto l'ipotesi a priori. Da grande, vorrei diventare professionista, ma proprio adesso a scuola comincia il difficile. Più avanti, mi piacerebbe insegnare golf, seguire le orme di papà, ma non è detto che sia in grado di insegnare. Una vita sui campi".
Il prossimo raduno è vicino. Tappa in Liguria.
"Noi donne per la prima volta andremo a Cogoleto. Il raduno azzurro doveva essere a Cervia e invece è stato spostato. Una fortuna per me. Conosco quel green e mi piace. Per una volta sono vicina a casa, ma non mi è concesso tornare a Rapallo. Dobbiamo stare insieme e fare gruppo".
Un riassunto del tuo recente passato zeppo di vittorie.
"Ho vinto il titolo italiano under 12, due volte quello under 14, sempre due nell'under 16, un campionato under 18 e due titoli a squadre. Ho disputato due campionati europei, ma non sono andata benissimo, anche se è stata una bella esperienza. Il golf nelle altre parti del mondo ha una mentalità più aperta. E' considerato uno sport molto più impegnativo e a scuola i ragazzi non hanno problemi. Ci sono istituti a doc, che comportano una preparazione diversa. In Italia non è così, il calcio viene prima di tutto, quindi si è meno aperti per queste discipline sportive".
Pregi e difetti del tuo gioco.
"Il mio punto debole è il gioco corto e purtroppo la maggior parte dei colpi prevedono tiri corti. Insomma, non benissimo. Mi sto allenando prettamente per migliorare questo mio aspetto deficitario. Il punto di forza è decisamente il drive".
I tuoi campioni e i green preferiti?
"Beh, diciamo che come campioni vorrei poter dire Tiger Woods, ma dopo i recenti problemi, è meglio parlare dei nomi di casa nostra che vanno per la maggiore, mi riferisco a Manassero e ai fratelli Molinari. Guardo molto il golf in televisione e mi appassiono. Per quanto riguarda i campi, in Italia mi piacciono soprattutto Milano e il Royal Park, ma anche il resto dei green va più che bene. All'estero c'è qualche difficoltà diversa perché il percorso generalmente presenta una tipologia con meno alberi, ad esempio, specie nel nord Europa".
Vacanze e amicizie?
"Le mie vacanze sono le trasferte. Ho girato molti posti, tutti mi invidiano, ma non si rendono conto che vedo soltanto l'aeroporto e il campo da golf. Tempo per fare la turista non ce n'è. E' un sacrificio che faccio molto volentieri perché questa è la mia passione. Durante l'anno trovo il tempo per fare le 'vere' vacanze cinque- sei giorni non di più. Capitolo amicizie: tante sul campo da golf. La tecnologia aiuta a mantenere intatti i rapporti. Con computer e telefoni cellulari indietro non si rimane. E così ho la possibilità di comunicare con tutti. Alcuni amici cerco di portarli sul green. Li faccio provare, ma i risultati sono pochi, nel senso che vengono per divertimento. E' anche vero che più avanti vai con gli anni, più difficile è la voglia di imparare e semmai il golf resta soltanto l'hobby del sabato o della domenica".
Golfisti/e all'orizzonte, in Liguria e in Italia, ce ne sono?
"In Liguria, dispiace dirlo, nessuno. Per emergere c'è solo una soluzione, mollare un po' la scuola, anche se non è bello da dire. Ora si sta cercando di motivare le piccoline, facendo un corso alle under 14, che vengono con noi in nazionale. Si cerca di stimolarle. E' un peccato non avere ragazze che vogliono emergere. Questo è uno sport che molti sottovalutano, è bello, molto psicologico e fisico. Non tutti lo capiscono. I costi non sono più inaccessibili a tutte le tasche. Si sta cercando di facilitare l'ingresso di molta più gente. Io faccio tanti sacrifici, ma non mi costa farli, i giovani ora non vogliono fare gli stessi sacrifici. Io mi sono divertita, anche se sai che poi ti trovi a studiare a mezzanotte".
Questa è Chiara Brizzolari, tanta grinta e voglia di emergere. Sentiremo parlare di lei in futuro, statene certi. Gli addetti ai lavori già la conoscono. Noi, in Liguria, anche, perché ha regalato tanti trionfi nel recente passato e ancora ne regalerà. Vai, Chiara, il futuro è per te.
Massimo Tagliabue

 

 

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