Una medaglia sul ghiaccio targata Genova. Non capita tutti i giorni di parlare di una città di mare che sale agli onori della cronaca internazionale perché porta a casa una medaglia dalle discipline su ghiaccio, in questo caso il pattinaggio. I meriti vanno a Federica Boschiroli dell'Ice Club Genova, tesserata nel settore Amatori Adulti, 36 anni da poco compiuti, vogherese di nascita, che, a Oberstdorf, in Germania, nella VII edizione dell'ISU Adult Figure Skating Competition, unica gara internazionale patrocinata dall’ISU, riservato a pattinatrici e pattinatori di età compresa fra i 28 e i 71 anni, ha conquistato la medaglia di bronzo nella categoria Bronze Ladies I Free Skating.
"Ho cominciato per divertimento a pattinare su ghiaccio soltanto tre anni fa, prima mi dilettavo solo con i pattini a rotelle - racconta la simpaticissima Federica -. Sono venuta ad abitare qui per ragioni di studio e ho mosso i miei primi passi sul ghiaccio al Porto Antico, perché questa disciplina è sempre stata la mia passione. Quando iniziai, non pensavo che esistessero delle gare per adulti di un certo livello. Ho sempre praticato sport in vita mia, da piccola nuoto e atletica, quest'ultima con discreti risultati in età scolastica. Ero tesserata per una società della mia città natia Voghera. Al Porto Antico, i primi anni, ho seguito i corsi organizzati presso la pista di pattinaggio e dopo ho preso delle lezioni private, ma mai mi sarei immaginata di poter arrivare a fare salti o altre acrobazie sul ghiaccio. Man mano che prendevo lezioni mi capacitavo anche di poter fare e ottenere di più, ma a Genova si può pattinare solo tre mesi all'anno e per continuare a migliorarmi, giocoforza, ho cominciato a fare la pendolare a Milano o Torino. Trasferte che si sono ulteriormente intensificate negli ultimi due mesi, prima della trasferta per la Germania, per provare il disco per la gara. Riducendo il programma per l’esibizione ho inserito anche gli ultimi elementi tecnici imparati, che poi ho provato negli ultimi due mesi. A Genova non era possibile provarlo per le misure limitate della pista. Una pista unica nel suo genere per la posizione stupenda a livello del mare in un contesto panoramico unico al mondo. Per Genova ci stiamo adoperando per raccogliere firme perché vorremmo avere una pista su ghiaccio perenne, non solo tre mesi all'anno. Siamo in tanti a praticarlo, adulti e bambini, per puro divertimento, molti arrivano dai confini della Liguria e dal Basso Piemonte. Cerchiamo di coronare tutti un sogno. Tornando alla gara in Germania, ho dovuto ridurre all'ultimo il programma del disco perché l'esibizione doveva essere di 1'40" anziché 2'10". Così qualcosa è stato limato. La musica è stata scelta perché mi piaceva e il programma è stato creato su questa. Mi sono iscritta solo ad aprile e per me si trattava della prima uscita vera in una gara ufficiale. Un'esperienza bellissima, ben diversa dalla prova che avevo svolto a Varese dove eravamo in poche a gareggiare. A Oberstdorf eravamo in 19 per la mia categoria e salire sul podio è stato un risultato inaspettato e imprevisto. Ho visto che alcune potevano essere al mio livello e altre mi sembravano piu brave, ma non pensavo di arrivare sul podio".
Federica non si ferma, anche perché non le capita tutti i giorni di essere intervistata.
"In Germania ho trovato un ambiente fantastico, ci sei perché vuoi partecipare a una competizione vera e, non avendo una prospettiva di carriera, alla mia età non mi sarei mai sognata di raggiungere un simile traguardo - continua -. Per quel poco che si può diventare amici in due giorni, ho conosciuto tante persone, di nazionalità diverse, uno spirito agonistico, ma socievole. Tra le partecipanti c'era anche una ex campionessa come Midori Ito. Il terzo posto finale è un risultato buonissimo. Sono andata là per divertimento, il vero motivo per cui pratico questo sport. In gara ero la sedicesima su diciannove a scendere in pista e non ho avuto modo di vedere le esibizioni delle avversarie, anche per non farmi venire ansie ulteriori. La mia esibizione, fatto bene il primo elemento, che è quello che crea le maggiori tensioni, sono riuscita a svolgerla senza particolari difficoltà e quindi ho portato a termine l’esercizio con più tranquillità. Sono contenta di aver provato l'esperienza di una gara vera, per tutto il sostegno ricevuto dal nostro gruppo di italiani, ma anche dal pubblico, rappresentato da concorrenti di altre nazioni. Il loro entusiasmo durante la prova mi ha caricata. Solitamente pattino per me stessa, ma esibirsi davanti a un pubblico crea tensione anche se è emozionante sentirsi soli in mezzo alla pista. E' capitato anche nello spettacolo per il saggio finale a Genova lo scorso anno. Sentivo che mi tremavano le gambe e se sei bloccata non riesci a muoverti come vorresti e come sai. In Germania, non è capitato, per fortuna. Ringrazio i miei insegnanti la russa Olga per gli allenamenti di Genova e Patrizia a Torino".
Il pattinaggio su ghiaccio porta a tanti sacrifici, se poi fai la pendolare...
"E' vero, specie in una piazza come Genova dove non c'è la struttura per tutto l'anno - chiosa Federica -. Nei tre mesi invernali vado al Porto Antico due o tre volte la settimana, spesso alle 8 del mattino e per due o tre ore al giorno. Altre volte mi ritrovo con le scolaresche e altre ancora negli orari di libero accesso del pubblico. Vado a volte a Torino o Milano quando la pista è chiusa e in maniera piu frequente, una o due volte la settimana in questi ultimi due mesi. Fortunatamente, il lavoro mi consente di giostrarmi al meglio con gli orari. Per chi lo pratica a livello agonistico, i pattini costano e se sei bambino devi cambiarli frequentemente con la crescita. Con quelli da noleggio non si riescono a fare tutte le evoluzioni che riesci a fare con i tuoi personali. Le lame vengono affilate periodicamente e le cambi quando sono consumate completamente o cambi misura di pattino. Chi vuole iniziare questa disciplina lo deve fare solo per divertimento, ma un ragazzino è avvantaggiato perché non ha paura a buttarsi, mentre gli adulti hanno sempre il timore di farsi male. Le cadute, per chi è all'inizio, servono per imparare a correggere i propri errori. Per arrivare in alto servono allenamenti sempre più pesanti e non tutti i ragazzi sono disposti a fare certi sacrifici. Se poi abiti a Genova, devi aggiungere i costi delle trasferte per allenarti costantemente. Anche le lezioni hanno i loro costi. Ma se poi vai a gareggiare devi pensare al look, a come vestirti. E qui entrano in scena la tutina, il vestito, la sarta. E' importante ricordarsi che il vestito dovrebbe rispecchiare il programma artistico, ma lo scegli tu. L'importante però è pattinare per divertirsi, sempre".
Massimo Tagliabue
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