Si dice che la fortuna sia cieca, nel senso che non guarda mai in faccia nessuno. Così non è stato per Maria Holaus, ventiquattrenne tirolese di Brixen im Thale, alle porte di Kitzbuhel, la stazione sciistica più famosa di tutta l’Austria. La fortuna infatti ha baciato in fronte la nostra Maria assegnandole il pettorale numero 1 nel primo SuperG di Coppa del Mondo di Cortina d’Ampezzo. Ovvero il numero migliore per affrontare la pista dell’Olympia delle Tofane, tirata a pallino, e come meglio non si sarebbe potuto fare, prima che questa si sciogliesse sotto lo splendido sole e diventasse molto meno veloce. Ovviamente la Holaus ci ha poi messo parecchio del suo per vincere la sua prima gara in Coppa del Mondo. E addirittura a Cortina d’Ampezzo. È stata la più brillante nel primo tratto, quello cioè che si stacca dallo Schuss di Pomedes e affronta il muro del rifugio Duca d’Aosta. E anche nell’ultimo pendio di Rumerlo nessuna è stata più rapida di lei. Tra il primo e il terzo intermedio l’austriaca deve avere invece anche un po’ pasticciato, come ha confessato lei stessa in conferenza stampa, ma non poi così disastrosamente se è vero, come è vero, che non ha perso molta velocità e ha affrontato le ultime porte larghe che sembrava una scheggia.
Maria Holaus: dobbiamo appuntarci questo nome? O dobbiamo pensare solo ad un giorno per lei estremamente fortunato? In effetti la tirolese, cresciuta alla stessa scuola di sci di Nicole Hosp e sua compagna di stanza, non è che prima del trionfo nel SuperG sull’Olympia delle Tofane avesse ottenuto chissà quali risultati. Un podio l’anno scorso nella discesa di San Sicario, quando arrivò terza, e poi una serie lunghissima di modesti piazzamenti. Nulla più, specie in SuperG. Basti pensare che nel primo SuperG della stagione, quello di Lake Louise, si è dovuta accontentare del quattordicesimo posto, mentre nel successivo, a St. Moritz, non ha nemmeno raccolto punti in Coppa del Mondo. Però è pure vero che la bionda Maria nel corso della sua breve carriera ha già subito la bellezza di quattro interventi chirurgici ai legamenti del ginocchio e che solo recentemente ha riacquistato fiducia nelle sue qualità che, a detta dei suoi allenatori e degli esperti, sono notevolissime. Dei bassi numeri di partenza ne hanno approfittato anche la spagnola Carolina Ruiz Castillo e la svedese Jessica Lindell-Vikarby, sorprendentemente ottava e nona. Non Daniela Ceccarelli, che pur scesa con il pettorale numero 7, si è dovuta accontentare di un piazzamento senza infamia e senza gloria. Ovvero il quattordicesimo, a 81 centesimi di secondo dalla Holaus, e comunque è stata la migliore della squadra italiana di velocità che ancora una volta ha deluso le attese. Per trovare infatti un’altra azzurra in classifica bisogna arrivare ad Elena Fanchini, ventiseiesima, e a Johanna Schnarf e Camilla Alfieri, trentunesime pari merito. È tornata alle gare anche la più giovane delle sorelle Fanchini, ma da Nadia non ci si poteva attendere nulla di straordinario visto che ha ripreso da qualche giorno gli allenamenti dopo che era stata operata durante la primavera ai crociati del ginocchio destro e solo lunedì i medici del Coni le avevano dato il nullaosta per riprendere l’attività agonistica non rilevando nel suo cuore più alcuna aritmia cardiaca. Purtroppo, alla casetta di Rumerlo, Nadia si è fatta sorprendere da un dosso e ha saltato una porta una quindicina di secondi prima del traguardo.“Quando sabato sera ho saputo che ero stata sorteggiata con il numero uno e stamattina mi sono accorta che la temperatura anche in alta quota saliva sensibilmente, ho capito che non mi sarei potuta lasciar sfuggire un’occasione del genere. E difatti sono andata ventidue volte in toilette”, ha confessato Maria Holaus non stando più nella pelle e dedicando la vittoria sull’Olympia delle Tofane al mondo intero. Che avrebbe vinto il SuperG di Cortina lo ha invece capito quando è scesa col numero 16 Nicole Hosp, la sua compagna di squadra leader di Coppa del Mondo, e successivamente le altre Top Seven di SuperG, dalla Paerson alla Schild, dalla Goetschl alla Mancuso, che non hanno migliorato il suo tempo. Quelle che si sono più avvicinate alla performance di Maria sono state Julia Mancuso e Nicole Hosp, che l’hanno infatti accompagnata sul podio. Poi le altre in fila indiana, staccate di appena un centesimo l’una dall’altra e cioè le nordamericane Brydon (quarta), la vincitrice della libera di ieri Lindsey Vonn e Britt Janyk. Per il nervosismo Renate Goetschl, insoddisfatta del suo settimo posto, si è liberata nel paddock d’arrivo dei bastoncini e li ha rabbiosamente scagliati a terra. Di pessimo umore anche la Pearson, che ha comunque salvato la leadership di Coppa del Mondo di SuperG.La possibilità per tutte le specialiste di riscattarsi è comunque offerta domani dal recupero del SuperG di Aspen, in programma alle dieci del mattino, sempre sulla magica pista dell’Olympia delle Tofane. Nella notte la temperatura dovrebbe notevolmente abbassarsi, di modo che soprattutto Renate Goetschl e Anja Pearson, ma anche Julia Mancuso e Martina Schild potrebbero uscirne molto avvantaggiate. Diretta del SuperG dalle 9.55 su Raitre e Raisport Sat per la telecronaca di Davide Novelli e il commento tecnico di Barbara Merlin.