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Open d’Italia

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Guidonia Montecelio (Roma). Un concentrato di golf quello che attende appassionati e curiosi al Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia, alle porte di Roma. Qui è iniziato oggi (e si concluderà domenica 5 settembre) l’Open d’Italia numero 78, torneo dello European Tour, la massima divisione a livello continentale, con montepremi di tre milioni di euro.
Partono in 156 e dopo due giornate rimangono in gara i primi 65 e pari merito.
Sono tanti gli spunti per una visita. Nessun biglietto d’ingresso per accedere al tracciato tutto nuovo del Marco Simone che nel 2023 ospiterà la Ryder Cup, sfida estrema del golf tra Europa e Stati Uniti.
I campioni lo giocano per la prima volta e poterli seguire in campo a pochi passi è un’opportunità speciale: i loro colpi potenti e precisi, insieme a concentrazione e determinazione, sono d’esempio per chi gioca e d’ispirazione per chi vorrebbe avvicinarsi. C’è molto da imparare.
Portare al golf un pubblico nuovo è una delle priorità̀ dell’Associazione, che ha da tempo avviato un percorso di promozione nelle piazze, nelle scuole, nei parchi pubblici, con street event e open day in ogni parte d’Italia. Un impegno quotidiano che trasforma in nuovi giocatori i grandi eventi, lo
spettacolo e la comunicazione. Così l’Open d’Italia rappresenta una prima volta per molti, curiosi di vedere il golf da vicino, il suo mondo e i suoi attori, e di sperimentare. E qui entrano in scena i
Professionisti di PGA Italiana con il compito di offrire la prima esperienza di gioco e di trasformarla in un’irresistibile voglia di golf. All’Open la prima lezione non costa nulla e resta nel cuore: basta seguire le frecce verso l’area «Prova il golf» e poi lasciarsi guidare da mani esperte (lezioni disponibili dalle 9 alle 18). Benvenuti i più piccoli e benvenuti i «superabili», per un golf che è momento di divertimento, terapia e inclusione. Attese alla prova le quote rosa, con una postazione loro dedicata e tutte le info utili per proseguire nei circoli che offrono alle ladies pacchetti dedicati di facile accesso.

Intanto in campo PGA Italiana schiera i suoi giocatori migliori. Per tutti Francesco Molinari, una carriera lunga 17 anni culminata nell’anno d’oro 2018 (Player of the Year della stagione). Non è
andata così bene nelle stagioni successive (il trasferimento negli Stati Uniti, il suo coaching team separato più del previsto dalle restrizioni di viaggio, il mal di schiena), ma il pro torinese guarda
avanti con fiducia. «Quello che è stato ora conta poco. Riparto dal presente e lavoro sui progressi, contando di poter giocare e praticare con più continuità», dice. Il nuovo tracciato gli piace e nelle prime due giornate lo gioca insieme a Tommy Fleetwood, amici e compagni imbattibili dell’ultima Ryder Cup di Parigi nel 2018.
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P.G.A. nel mondo. La Professional Golfers’ Association nasce a Londra nel 1901 per garantire continuità alla tradizione e ai valori del gioco del golf, offrendo ai Professionisti membri opportunità di competere, il supporto di una formazione specifica e di un programma di sviluppo personale. P.G.A. è fortemente
impegnata a investire nel proprio futuro promuovendo la crescita del golf, offrendo credibilità, un’impareggiabile esperienza nel settore, opportunità di investimento e commerciali. I Professionisti P.G.A. nel mondo sono coinvolti in ogni aspetto del gioco e del business. PGA Italiana è stata fondata nel 1963 e conta attualmente 670 associati.