Per celebrare i 100 anni dalla nascita di Walter Breveglieri, il comune di Crevalcore consegnerà una targa alla moglie, nel ricordo del suo illustre cittadino
Il 19 febbraio 2021, il fotografo Walter Breveglieri avrebbe compiuto 100 anni. Un anniversario importante che oggi vogliamo celebrare ricordando la sua intensa carriera.
Il suo archivio – oggi di proprietà della casa editrice Minerva di Bologna – si compone di oltre 200.000 fotografie – tra negativi e stampe – e documenta 50 anni di cronaca quotidiana, i suoi umori, le passioni e i fatti salienti dal Primo Dopoguerra.
Nato a Crevalcore (Bologna) nel 1921, negli anni ’46-47 diventa fotografo ufficiale de “Il Resto del Carlino” e fonda l’agenzia FotoWall, nella quale collaborano Alceo Trouché, Eros Biavati, Maurizio Parenti e Aldo Salmi. Sempre in quegli anni diventa corrispondente fotografico per l’Emilia-Romagna dell’Associated Press & United Press e collaboratore dei più quotati giornali nazionali.
La vita professionale di Breveglieri si intreccia con quella di molti giornalisti. Tra questi Enzo Biagi, Giorgio Vecchietti, Lamberto Sechi e Massimo Rendina.
«Mi commuovono queste immagini, così vive ed essenziali. […] In questa raccolta c’è un po’ di storia, un po’ di costume, e qualche rimpianto: Walter è un bravissimo fotografo, che ha delle passioni e sa raccontare.» ENZO BIAGI
Sempre presente nei momenti importanti, sa descrivere con straordinaria efficacia la cronaca quotidiana, unendo la capacità tecnica e la sensibilità umana.
Negli anni successivi, documenta molte edizioni del Giro d’Italia e del Tour de France, che segue in moto, collaborando con giornalisti di chiara fama come, ad esempio, Orio Vergani e Sergio Zavoli.
«Walter Breveglieri – per come ha condiviso, sul campo, la nostra vita professionale – dovrebbe essere nominato giornalista ad honorem. Se Orio Vergani fosse ancora qui ci metterebbe per primo la firma; poi Brera, Ambrosini, Zanetti, Chierici, Vecchietti, Boschi, Raschi, Zanelli, quindi Buzzati, Gatto, Mosca, e oggi Biagi, Fossati, Cucci e via così con il mio nome in fondo alla lista. Walter amico fraterno… Ora che non ci sei più continua a volerci bene e facci una bella fotografia, tutti insieme, senza arrabbiarti perché guardiamo da un’altra parte: è per far finta di nulla, perché ci luccicano gli occhi.» SERGIO ZAVOLI
Dal 1965 partecipa, come cineoperatore, al rotocalco televisivo TV7 diretto da Giorgio Vecchietti, che si avvale della collaborazione, quale caporedattore, di Claudio Savonuzzi.
Nel 1970 è assunto alla Rai e, conseguentemente, chiude l’agenzia di cui mantiene l’archivio, tuttora in via di completa informatizzazione.
Tra i soggetti documentati nel corso di una lunga attività: avvenimenti sportivi, processi di grande impatto sull’opinione pubblica – come quello a Walter Reder, condannato per la strage nazista di Marzabotto, o quello a Carlo Nigrisoli, accusato di aver avvelenato la moglie nel 1963 –, alluvioni, elezioni, il vivere quotidiano in zone povere del paese; e ancora, le tante personalità di passaggio a Bologna per motivi professionali o derivati dal loro impegno civile.
«Grazie per quelle, splendide, fotografie eseguite alle foci del Po negli anni Cinquanta. Sono terribili e commoventi.» FEDERICO ZERI
Nelle sue fotografie troviamo tantissime immagini dedicate alla sua città, Bologna, immortalata in una quotidianità ormai scomparsa: le sue fotografie ci riportano alla memoria un secolo ormai trascorso e avvenimenti che pensavamo aver dimenticato. Per i giovani è un’occasione per comprendere la storia della propria città attraverso la fotografia, cosa che i testi scolastici raccontano con minor efficacia.
«La qualità delle immagini non cede mai alla molteplicità degli interessi, il taglio registico è sempre sapiente, l’occhio ritaglia dall’intero la parte che conta: è la capacità rara che distingue il saper vedere dal guardare.» FRANCA VARIGNANA
Minerva ha reso omaggio al suo sguardo lucido e poetico con la pubblicazione di molti volumi. Tra questi ricordiamo Bologna 1950-2000 (2000), catalogo dell’omonima mostra organizzata a palazzo D’Accursio per mettere a confronto scatti che raffigurano gli stessi luoghi delle città, a cinquant’anni di distanza. E ancora, per citarne alcuni: I giorni del grande fiume (2001), Un cappello pieno di sogni (2003), I canestri della Sala Borsa. Storia e gloria del basket bolognese nel dopoguerra (2004), Così si gioca solo in Paradiso (2004), Ieri il Delta (2005), Il Motogiro. La sfida temeraria (2007), Walter Breveglieri (2008), Mi ricordo Bologna (I edizione 2016; II edizione 2017), Fausto Coppi. La grandezza del mito (novembre 2018) e Francesco Cavicchi. Il pugile contadino (dicembre 2018) e Walter Breveglieri Fotografo (2019).
Alla consegna della targa sarà presente l’Editore Roberto Mugavero, Minerva.






