Si chiamerà Chess For Peace e sarà una gara di scacchi lampo “no stop”. Si svolgerà il 12 giugno nel corso di “Che Festival”, dalle ore 14 alle 17 presso l’Aula Vik, in via Balleydier 60 (nell’area dell’elicoidale, a Sampierdarena). E sarà una bella esperienza. In qualsiasi momento si potrà entrare in torneo.
Cosa è Che Festival? È la fase conclusiva di un anno di attività dell'”Associazione Music for Peace”, che accompagna la partenza dei container per missioni umanitarie.
La manifestazione si tiene dall’1 al 12 giugno proprio nella sede di Music for Peace, dalle 14 all’una di notte, con tante attività simultanee, spettacoli e dibattiti che si svolgeranno nelle varie aree del piazzale.
I laboratori per bambini, i dibattiti in Aula Vik, lo spazio dove rifocillarsi, gli spettacoli musicali (Modena City Ramblers, Zibba, Raphael, Bunna degli Africa Unite, Omar Pedrini, Zulu dei 99Posse, Eazy Skankers) nonché il cabaret dei migliori comici di Zelig e Colorado. Quest’anno c’è anche il Centurini con il torneo di scacchi.
Non è facile raccontare in poche parole il Che Festival di Music for Peace. Intanto è l’unico evento in cui il biglietto di ingresso non è in denaro, ma in generi di prima necessità.
È un contenitore dove cittadini, associazioni, scuole, gruppi sportivi, musicisti, cabarettisti, palestre e tutti i soggetti di un’intera città mettono a disposizione le loro capacità per raccogliere più materiale possibile.
Per entrare al festival non si paga un biglietto in denaro. Tuttavia non si entra a mani vuote. Ognuno, in base alle sua disponibilità, entra portando ciò che è oggetto di raccolta. Gli spettacoli sono dunque accessibili a tutta la cittadinanza. In questo modo, tutti potranno aiutare divertendosi.
Come funziona
Le persone che arrivano al Che Festival all’ingresso sono accolte dai volontari a cui porgono i generi di prima necessità: medicine, tonno, miele o marmellata, zucchero, riso, legumi, quaderni, matite, spazzolini da denti, etc. Tutto il materiale raccolto all’ingresso andrà direttamente a chi ne ha bisogno, senza altri intermediari, come in un grandissimo passamano che attraversa i confini e non conosce barriere. Kurdistan, Iraq, Afghanistan, Palestina, Sud Sudan, Kosovo: queste ed altre ancora le destinazioni portate a termine fino ad oggi. Partecipare al Che Festival vuol dire allora compiere un gesto concreto di solidarietà accessibile a tutti. Ognuno secondo la propria scelta, ognuno secondo la propria possibilità, in modo trasparente e diretto, che permette a tutti di essere sensibilizzati sulle violazioni dei diritti umani nel mondo. E tutto questo attraverso il divertimento!






