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24 ORE LE MANS: SECONDO TRADIZIONE L’AUDI DETTA LEGGE PER LA DODICESIMA VOLTA

Al termine delle ventiquattro ore sotto la bandiera a scacchi la prima vettura a passare dopo aver percorso 344 giri è la Audi R18 e –tron di Duval, McNish e Kristensen. Ironia della sorte è proprio un pilota danese a festeggiare, molto tristemente in verità per l’incidente fatale ad un altro danese, Allan Sorensen , dopo solo tre giri, quasi ventiquattro ore prima …( per via del fondo scivoloso o per la rottura di una sospensione).

Per la Casa di Ingolstadt è il dodicesimo successo su quattordici partecipazioni, un successo da dividere con un equipaggio a “ 24 carati”: per Loic Duval è il primo successo, per Allan McNish è il terzo mentre per Tom Kristensen è addirittura il nono. A vederli sul podio ci è venuto un po’ di tristezza nel non vedere più uno dei gradi protagonisti di questa gara ed autore di tanti successi Audi ovvero quel Dindo Capello che con la sua umanità ha per anni dato un maggior “tocco” alle vittorie della Casa degli Anelli.
Eravamo anche abituati a vedere il podio tutto Audi invece quest’anno la…..monotonia è stata interrotta dal secondo posto della Toyota TS030 Hybrid di Davidson, Buemi e Sarrazin che è stata protagonista pur subendo la supremazia del trio Audi.
Il commento di fine gara è toccato, secondo tradizione e posizione aziendale, al Dr. Ulrich: “E’ stata la vittoria più dura perché è stata una gara snervante, dove non c’è stato un secondo di respiro”. Parole sante perché i ripetuti interventi della safety car hanno reso tesi i nervi sia dei piloti che dei tecnici ai box e la pioggia ha ridotto le prestazioni delle vetture rendendo meno evidenti i reali valori in campo.
Tre vetture in un giro dopo ventiquattro ore alla bandiera a scacchi e cinque in dieci giri fanno pensare a un certo equilibrio in cui sia gli organizzatori che il pubblico speravano per assistere a una gara appassionante ed entusiasmante. A leggere la classifica finale questa è la sensazione. Sbagliata!
In effetti il tanto atteso testa a testa non c’è stato grazie all’Audi e.tron che è stata nettamente superiore con una supremazia anche a livello di affidabilità che oramai non sorprende più ed è la conferma di dodici mesi di lavoro certosino compiuto dal gruppo di uomini di Ulrich cui è affidata la “mission” che porta il nome “24 Ore di Le Mans”.
La Toyota ha il grande merito di essere riuscita a portare, come l’Audi, tutte e tre le vetture al traguardo, di aver dimostrato di possedere una buona velocità sul giro secco in qualifica ma il divario con il trio dei quattro anelli è ancora molto grande e non è detto che la Casa giapponese, nonostante i grandi investimenti e il grande impegno, ci riesca.
La novantesima edizione della 24 Ore per antonomasia passa così agli archivi, nonostante gli episodi cui non si vorrebbe mai assistere, rimane una gara mitica e da leggenda confermando il risultato di una recente ricerca di mercato che pone la 24 Ore ai vertici tra le gare più conosciute a livello universale. Una classifica che la vede a pari merito con la 500 Miglia di Indy, il G.P. di F.1 a Monza e il Rally di Montecarlo.
Per la cronaca questi i vincitori nelle quattro categorie previste dal regolamento:
Duval/McNish/Kristensen (Audi R18 e-Tron) in LMP1
Baguette/Gonzalez/Plowman (Morgan-Judd) in LMP2
Lietz/Lieb/Dumas (Porsche 911) in GTE Pro
Bourret/Narac/Vernay (Porsche 911) in GTE Am
E sempre per la cronaca e per gli appassionati di motorsport e di calcio…. la Porsche 911 del team di Del Piero e Dempsey si è classificata al 29emo posto a 43 giri con l’equipaggio Dempsey/Foster/Long . (Paul Dubois)
ORDINE DI ARRIVO:
1.Duval/McNish/Kristensen (Audi R18 e-Tron) – Audi Joest – 344 giri
2. Davidson/Buemi/Sarrazin (Toyota TS030 Hybrid) – Toyota – a 1 giro
3. Genè/Di Grassi/Jarvis(Audi R18 e-Tron) – Audi Joest – a 1 giro
4. Wurz/Lapierre/Nakajima (Toyota TS030 Hybrid) – Toyota – a 7 giri
5. Lotterer/Fassler/Trluyer (Audi R18 e-Tron) – Audi Joest – a 10 giri
6. Leventis/Watts/Kane (HPD ARX 03c–Honda) – Strakka – a 16 giri
7. Baguette/Gonzalez/Plowman (Morgan-Judd) – OAK – a 19 giri
8. Pla/Heinemeier Hansson/Brundle (Morgan-Judd) – OAK – a 20 giri
9. Martin/Rusinov/Conway (Oreca 03-Nissan) – G-Drive – a 21 giri
10. Ordonez/Mardenborough/Krumm (Zytek Z11SN-Nissan) – Graves – a 21 giri
11. Perez-Companc/Kaffer/Minassian (Oreca 03-Nissan) – Pecom – a 23 giri
12. Gachanang/Mailleux/Lombard (Morgan-Judd) – Morand – a 28 giri
13. Patterson/Chandhok/Hartley (Oreca 03-Nissan) – Murphy – a 29 giri
14. Luhr/Dolan/Turvey (Zytek Z11SN-Nissan) – Jota – a 29 giri
15. Panciatici/Ragues/Gommendy (Alpine A450-Nissan) – Signatech – a 31 giri
16. Lietz/Lieb/Dumas (Porsche 911) – Porsche AG – a 33 giri
17. Bergmeister/Bernhard/Pilet (Porsche 911) – Porsche AG – a 33 giri
18. Turner/Mücke/Dumbreck (Aston Martin Vantage V8) – Aston Martin – a 34 giri
19. Frey/Niederhauser/Bleekemolen (Oreca 03-Judd) – Race Performance – a 34 giri
20. Garcia/Magnussen/Taylor (Chevrolet C6 ZR1) – Corvette – a 36 giri
21. Beretta/Kobayashi/Vilander (Ferrari 458) – AF Corse – a 36 giri
22. Fisichella/Bruni/Malucelli (Ferrari 458) – AF Corse – a 37 giri
23. Gavin/Milner/Westbrook (Chevrolet C6 ZR1) – Corvette – a 39 giri
24. Rossi/Lux/Kimber Smith (Zytek Z11SN-Nissan) – Graves – a 41 giri
25. Dalziel-Farnbacher-Goossens (Viper SRT GTS-R) – SRT- a 42 giri
26. Bourret/Narac/Vernay (Porsche 911) – IMSA – a 42 giri
27. Perazzini/Casè/Verdonck (Ferrari 458) – AF Corse – a 43 giri
28. Gerber/Cioci/Griffin (Ferrari 458) – AF Corse – a 43 giri
29. Dempsey/Foster/Long (Porsche 911) – Dempsey-Del Piero – a 43 giri
30. Bornhauser/Canal/Taylor (Chevrolet C6 ZR1) – Labre – a 46 giri
31. Goethe/Hall/Campbell Walter (Aston Martin Vantage) – Aston Martin – a 47 giri
32. Bomarito/Kendall/Wittmer (Viper SRT GTS-R) – SRT- a 47 giri
33. Dagoneau/Younessi/Downs (Oreca 03-Nissan) – Boutsen Ginion – a 48 giri
34. Milesi/Gibon/Henzler (Porsche 911) – IMSA – a 48 giri
35. Bertolini/Al Qubaisi/Al Faisal (Ferrari 458) – JMW – a 48 giri
36. Ried/Roda/Ruberti (Porsche 911) – Proton – a 48 giri
37. Collard/Perrodo/Crubilé (Porsche 911) – Prospeed – a 50 giri
38. Potolicchio/Aguas/Bright (Ferrari 458) – 8 Star – a 54 giri
39. Brandela-Porta-Raffin (Lola B11/80-Judd) – DKR – a 68 giri
40. Prost/Jani/Heidfield (Lola B12/60-Toyota) – Rebellion – a 73 giri
41. Belicchi/Beche/Cheng (Lola B12/60-Toyota) – Rebellion – a 73 giri
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