Il volume racconta la storia dell’allenatore ungherese ebreo, vincitore di uno scudetto con l’Inter (1930) e due con il Bologna (1936 e 1937), che fu allontanato dall’Italia per le leggi razziali e scomparve insieme alla famiglia ad Auschwitz nel 1944.
La sua vicenda è stata scoperta in tempi relativamente recenti dal giornalista Matteo Marani e ora finalmente ha voce anche attraverso le intense illustrazioni di Matteo Matteucci.
Il libro
Bologna, 1938. Una squadra che regala emozioni, uno stadio tra i belli d’Europa, una città che esulta, sogna, sorride al futuro. Un allenatore e la sua famiglia, approdati in un’Italia che riconosce il talento e che vuole crescere. Poi, all’improvviso, il grigio all’orizzonte. I sorrisi spenti, gli sguardi bassi; il disprezzo. È tempo di andare. Non si può tornare indietro. E in un attimo la felicità è un ricordo lontano, sempre più sbiadito. I pomeriggi in campo con la squadra, gli incoraggiamenti nello spogliatoio la domenica mattina, le trasferte, le partite vinte e quelle perse, i successi che portano in alto, le strategie ideate passeggiando in via Saragozza sulla strada verso casa: tutto cancellato. Cancellati i nomi sul campanello di via Valeriani, quelli dei figli sul registro di scuola; cancellati i progetti, i desideri, le speranze; cancellati un uomo e la sua vita. Un uomo che un giorno è costretto a salire su un treno, senza sapere dove lo stia portando. Insieme a lui tante altre vite annullate dall’odio. La destinazione è una e terrificante, e non prevede ritorno.
L’autore
MATTEO MATTEUCCI è nato a Bologna nel 1974. Dopo gli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti, ottiene la cattedra di discipline pittoriche nei licei “Olivieri” di Brescia, “Serpieri” di Rimini, “Fellini” di Riccione e “Arcangeli” di Bologna. Una sua opera è citata nel volume Itinerari di arte e immagine, a cura di Gillo Dorfles, Cristina Dalla Costa, Marcello Ragazzi (Ed. Atlas). Per Minerva illustra il libro Bologna Soccer nel 2011. Questo è il suo primo graphic novel.






