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GLI EVENTI  

GLI EVENTI

Cerimonia di consegna dei Riconoscimenti della 60° edizione del TrentoFilmfestival | ore 12.30

Sala Grande – Castello del Buonconsiglio, Via Bernardo Clesio, 5

E’ il momento dei verdetti delle giurie speciali. Questi i riconoscimenti che saranno assegnati in questa occasione

PREMIO MUSEO USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA

Al film che meglio sappia interpretare, con rigore documentaristico socio-antropologico, gli usi e costumi delle genti della montagna.

PREMIO CITTA’ DI IMOLA

Il premio “Città di Imola” era assegnato al miglior film italiano presente alla Mostra del Cinema di Venezia prima di essere soppresso negli anni della contestazione. Lo ebbero fra gli altri Monicelli, Visconti, Olmi, Pasolini, Bellocchio, Pontecorvo, i fratelli Taviani. È stato portato nel 2004 al TrentoFilmfestival e, da quest’anno, torna ad essere assegnato, come lo fu a Venezia, “al miglior film, documentario o fiction di autore italiano e prodotto in Italia”.

PREMIO SOLIDARIETA’ CASSA RURALE DI TRENTO

All’opera che meglio sappia interpretare le situazioni di povertà, ingiustizia, emarginazione ed isolamento sociale che, nella solidarietà e nell’aiuto reciproco, possano trovare il loro riscatto, come avvenne alle origini del movimento cooperativo nelle vallate e nelle montagne del Trentino.

PREMIO “MARIO BELLO”

Al miglior film di alpinismo realizzato anche con costi limitati da cineasti emergenti o non professionisti.

PREMIO GIANBATTISTA LENZI, RINO ZANDONAI E LUIGI ZORTEA

Promosso da RAI Radiotelevisione Italiana sede di Trento al miglior reportage televisivo.

PREMIO STUDENTI UNIVERSITÀ DI TRENTO E INNSBRUCK

Ad un opera di particolare valore culturale realizzata da un autore di età inferiore ai 33 anni.

PREMIO DELLA STAMPA BRUNO CAGOL

All’opera che più si avvicina allo spirito della cronaca giornalistica.

Premio “Spirito Outdoor – IOG”

All’opera in grado di raccontare al meglio lo spirito più autentico dell’outdoor, nel suo approccio più soft, lento, puro, alla portata dei più.

Brindisi conclusivo offerto dall'Istituto TRENTO DOC

Prima a… Roccabruna | “Dren-giong. Il primo libro di Fosco Maraini e i ricordi dei suoi amici” (Ed. Corbaccio) | ore 18.00

Palazzo Roccabruna, Via Santa Trinità, 24

In occasione del centenario della nascita di Fosco Maraini, un doveroso omaggio di tanti amici e studiosi che lo conobbero. Drengiong -Appunti di un viaggio in Himalaya, il primo libro scritto da Maraini fu pubblicato in Italia nel 1939 per i tipi di Vallecchi e non venne mai più ristampato divenendo presto un volume ricercatissimo nelle librerie e nei siti specializzati in libri d'antiquariato Dren-giong, il paese dei frutti, è il nome del Sikkim tra l'Himalaya e l'India. In compagnia di una cagnetta Maraini percorre il paese e grazie alla sua curiosità apre gli occhi su un mondo meraviglioso, esotico, nuovo. La prefazione a questa nuova edizione è stata scritta da S.S. Il Dalai Lama. Tra gli autori dei ricordi che completano questo libro Claudio Magris, Annibale Salsa, Kurt Diemberger, Franco Marcoaldi, Aldo Audisio, Roberto Mantovani. Partecipano all'incontro Kurt Diemberger, Aldo Audisio, Annibale Salsa e Mieko Namiki Maraini. Introduce Roberto Mantovani

Fosco Maraini nasce a Firenze il 15 novembre 1912 dallo scultore Antonio Maraini e dalla scrittrice Yoi Crosse. A ventidue anni, spinto da una grande curiosità verso l'Oriente, s'imbarca sulla nave scuola Amerigo Vespucci come insegnante d'inglese per i ragazzi dell'Accademia Navale di Livorno ed ha l'occasione di visitare l'Egitto, il Libano, la Siria e la Turchia . Nel 1935 sposa Topazia Alliata, da cui avrà le tre figlie Dacia, Yuki e Toni, e nel 1937 parte per una spedizione in Tibet, che lo convincerà a dedicarsi alla ricerca etnologica ed allo studio delle culture orientali. Laureatosi in Scienze Naturali all'Università di Firenze, Fosco Maraini si trasferisce con la famiglia in Giappone dove, in seguito al rifiuto di aderire alla Repubblica di Salò, viene internato in un campo di concentramento. Tornato in Italia alla fine della guerra, riparte per il Tibet e per altri numerosi viaggi tra i quali quelli che lo porteranno in Corea, a Gerusalemme e di nuovo in Giappone. Ai suoi viaggi e agli studi sull'Oriente Maraini ha dedicato molti libri, tra cui Segreto Tibet, Case, amori, universi e Ore giapponesi, ed una serie di documentari etnografici; questi ultimi però oggi sono andati quasi tutti perduti. Noto anche come alpinista, svolse la sua attività principalmente nelle Dolomiti, dove compì le sue prime ascensioni con Emilio Comici, Tita Piaz e Sandro del Torso. Partecipò inoltre ad alcune importanti spedizioni del Club Alpino Italiano: quella del 1958 al Gasherbrum IV (7980 m, nel Karakorum, Pakistan), guidata da Riccardo Cassin, e quella del 1959 organizzata dalla sezione di Roma del CAI al Saraghrar Peak (7350 m, nell'Hindu Kush, Pakistan), guidata da Franco Alletto e Paolo Consiglio. Su entrambe le spedizioni scrisse un libro: Gasherbrum 4, Baltoro, Karakorum e Paropamiso. È morto nel giugno del 2004.

Serata finale e Premiazioni | Spettacolo “Scritto a matita su un libro in vetta” di e con Massimiliano Finazzer Flory | ore 20.30

Teatro Sociale, Via Oss Mazzurana

Per il 60° TrentoFilmfestival, nella serata finale di premiazioni al Teatro Sociale, il 5 maggio alle ore 21.00, andrà in scena Scritto a matita su un libro in vetta, lettura teatrale di Massimiliano Finazzer Flory tratta dalle più commuoventi pagine de Il deserto dei Tartari (ed. Mondadori), capolavoro del 1940 dello scrittore bellunese, e dagli articoli apparsi sul Corriere della Sera e altre testate (tra il 1932 e il 1970) dedicati alla montagna, raccolti ne I fuorilegge della montagna, a cura di Lorenzo Viganò (ed. Mondadori). L’evento è realizzato in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera. Nello spettacolo, dichiara Finazzer Flory: “si compie in realtà un viaggio non per andare ma per ritornare. A partire dalle suggestioni de Il deserto dei Tartari rivivono nell’eco del ricordo le sfumature di un affascinante paesaggio geografico e anche interiore lungo il quale la parola sale fino in cima alla morte per, poi, scendere verso un’inaspettata quanto necessaria valle di bellezza”. La scena essenziale, ricostruita in base a informazioni biografiche e sulle preferenze dello scrittore, si apre sulla figura di Buzzati, interpretata da Finazzer Flory, su di un divano intento a leggere e lavorare ai suoi scritti. In un sottofondo musicale che unisce brani di musica classica alle celebri canzoni di Mina. Giochi di luci e ombre segnano il passaggio fra tempo del presente e tempo della memoria. Una finestra sul fondo svela al pubblico un dipinto di Buzzati che raffigura le sue amate montagne. Guadagnare una vetta significa compiere un cammino impervio e fascinoso, grazie al quale raggiungere una nuova conquista intellettuale e spirituale. Così scriveva Buzzati con una folgorante immagine che racchiude il senso della totalità: “Di colpo tornano a noi i mille volti della montagna, le albe, le paure, i temporali, le delusioni, le soste al sole sulla cima, la pioggia sotto la tenda, i malinconici ritorni, i boschi…”. E nei segni della natura sta il significato della vita. Massimiliano Finazzer Flory, in questa lettura teatrale di circa 60 minuti, è accompagnato da interventi musicali alla tromba, affinché con questo reading si possa penetrare in mezzo alla natura, ascoltare le voci di animali notturni o di anime misteriose, capaci di coinvolgere il pubblico con altri sensi.

Per la serata finale di premiazione in programma al Teatro Sociale il 5 maggio ad ingresso gratuito, i biglietti saranno in distribuzione fino ad esaurimento (max.2 biglietti a persona) presso la Cassa dell'Auditorium S.Chiara.

Bellezze Italiche. Trento e dintorni

Fin dai tempi pionieristici dei fratelli Lumière, a dire il vero, un gruppo di avventurosi cineoperatori della casa lionese (spesso fotografi ed entusiasti italiani, subito convertitisi alla causa del cinematographe) aveva preso a percorrere in lungo e in largo la penisola, alla ricerca del suo côté fotogenico e monumentale. Ne era scaturita una vasta mappatura del territorio, apparentemente ispirata ad una iconografia cartolinesca ed oleografica ma percorsa in realtà da una vitalissima attenzione per le diverse manifestazioni della realtà – cronachistica, celebrativa, folkloristica o appunto di quotidiana normalità.

Restaurato da Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con Fondazione Cassa Rurale di Trento e TrentoFilmfestival, il filmato su Trento e dintorni (quarto pannello di una serie curata da Pietro Marelli e significativamente dedicata alle Bellezze italiche) rappresenta un esempio particolarmente riuscito di queste tendenze: esso dispiega infatti alcune straordinarie cartoline cinematografiche dal capoluogo trentino, soffermandosi su luoghi di interesse artistico (il castello del Buonconsiglio) o paesaggistico (il lago di Caldonazzo) ma soprattutto spingendosi nelle vallate circostanti per ritrarne usi e i costumi quasi fuori dal tempo.

Sotto il profilo squisitamente visivo, inoltre, i quadri cinematografici di Bellezze italiche: Trento e dintorni si avvalgono in modo particolarmente riuscito dei procedimenti di imbibizione della pellicola, ovvero della colorazione delle immagini mediante bagni di mordenzatura dalle diverse tinte; ciò che conferisce al film una smagliante qualità cromatica, rispondente tanto a criteri realistici quanto a ricercate soluzioni espressive.

GLI INCONTRI

XIV Convegno BiblioCai | ore 9.00

Casa della Montagna SAT, via Manci, 57

Tradizionale incontro del Coordinamento delle biblioteche sezionali del CAI

Emozioni tra le pagine, | “Il pastore che amava i libri” di Italo Zandonella Callegher, Ed. Biblioteca dell'immagine | ore 17.00

Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Via Garibaldi,33

Il protagonista del libro è il piccolo Ial che a soli cinque anni incomincia a scoprire il suo mondo, le maestose montagne. Il suo sogno di bambino non è raggiungere la cima di una montagna per conquistarla, quanto per vedere ciò che sta dall'altra parte. Un giorno la famiglia porta le mucche al tabià ottocentesco di Bigaràn per un mese di pascolo e Ial ne è il custode. Lassù trova un anziano, “il gran maestro di pastorizia” e assieme trascorrono le giornate sotto un vecchio abete avvolti nelle mantelline militari a leggere libri di avventura, di viaggio a raccontare e sentire storie. Così ha inizio l'educazione sentimentale di Ial, un bambino della montagna che facendosi uomo ci conduce dentro il lungo viaggio della vita. Mirella Tenderini presenta l'autore

Italo Zandonella Callegher è nato a Dosolédo di Comélico Superiore. Alpinista e scrittore, è accademico e socio onorario del Club Alpino Italiano e socio del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. Già direttore editoriale della stampa nazionale del CAI, è direttore editoriale de Le Dolomiti Bellunesi, ed autore di numerose guide escursionistiche e di importanti volumi sulla storia alpinistica delle Dolomiti Orientali. Dal 2003 al 2008 è stato presidente del TrentoFilmfestival.

 

Emozioni tra le pagine | “L'arte del viaggiare lento. A spasso per l'Italia senz' auto” di Paolo Merlini, Ed. Ediciclo | ore 19.00

Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Via Garibaldi,33

L'autore Paolo Merlini ci guida in questo nuovo modo di viaggiare, selezionando i percorsi più significativi, descrivendo le autolinee più efficienti lungo itinerari suggestivi, portandoci per mano alla scoperta di un'altra Italia, da attraversare senza fretta. Viaggio lento si sa, è sinonimo di viaggio virtuoso. Sfortunatamente però, il viaggio lento è associato, nell’immaginario collettivo, anche al viaggio faticoso. Come fa a concedersi il lusso della lentezza chi non ha dimestichezza col cicloturismo oppure chi suda al solo pronunciare le parole “a piedi”? Un’idea semplice e “rivoluzionaria” è quella di viaggiare utilizzando i trasporti pubblici locali. Paolo Merlini da anni pratica e racconta questo “uso improprio” dei servizi di mobilità pubblica ed è convinto che costituiscano il giusto equilibrio tra lentezza e comodità. Ha infatti avuto modo di saggiare il servizio delle autolinee locali e constatando l’eccellenza di molte aziende di trasporto pubblico e l’affidabilità degli autisti, spesso molto disponibili e fonti inesauribili di informazioni sul territorio. Ogni giorno migliaia di autobus tessono una capillare rete di linee extraurbane che penetrano nel profondo della provincia italiana solcando, a velocità moderata, le belle strade della Penisola archetipo (ammodernato) della viabilità nazionale. Basta scegliere una meta e informarsi sugli orari delle autolinee che servono la zona. Con biglietti di pochi euro, comodamente seduti a quasi due metri di altezza, si può godere del lungometraggio della “Bella Italia” che scorre lento fuori dal finestrino. Con i bus di linea si attraversa un territorio in maniera economica, ecologica, virtuosa e il più possibile rispettosa degli abitanti che poi sono anche gli occasionali compagni di viaggio sempre prodighi di suggerimenti. È una forma di viaggio che si può praticare dai dodici ai novant’anni senza essere accompagnati dai genitori. Eddy Cattaneo dialoga con l'autore.

Paolo Merlini. Classe 1968, risiede a San Benedetto del Tronto dove lavora nella piccola azienda tessile di famiglia. Dall’adolescenza coltiva la passione per i viaggi lenti e da anni ha iniziato una ricerca sul sistema dei trasporti pubblici locali italiani. Nel 2008 ha iniziato a condividere in rete i risultati della sua ricerca scrivendo per alcune testate telematiche e sul sito del Movimento per la Decrescita Felice. Questo gli è valso l’appellativo di “esperto di vie traverse”. Tutti i giovedì mattina parla di narrativa di viaggio (ma non solo) a EcoRadio, all’interno del programma “La centesima scimmia” di Marco Morosino.

ENEL<<REWIND

Film 1° TrentoFilmfestival | What Happened on Pam Island | ore 15.00, 17.30, 19.00

Punto Enel, via Rodolfo Belenzani, 23

CIME E MERAVIGLIE

di Samivel

Francia, 1952 – 60'

1° Premio 1° TrentoFilmfestival 1952

v. italiana

Questo film di Samivel rappresenta “il mondo dell’alpe”, così com’esso appariva, soprattutto nella un po’ ingenua ma quanto appassionata fantasia di alpinisti e escursionisti nel 1952. Ma il film non è fantastico: la macchina da presa – attraverso gli occhi e lo spirito arguto dell’eclettico artista padre della cultura francese di montagna, scrittore, disegnatore, acquarellista e poeta – è andata alla ricerca degli angoli più quieti, luminosi ed anche sconosciuti dei monti. La scoperta – quella visione artistica dell’alpe – ne moltiplicò gli amanti. La prima edizione del Filmfestival, riconoscente e commossa, non poteva che assegnare a “Cime e meraviglie” il premio massimo, per il cuore, oltrechè per l’arte, di quest’opera tutt’oggi dignitosa.

Su gentile concessione del Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI

AL PARCO DEI MESTIERI

Montagne incantate e creature fantastiche | ore 15.00

Avventure tra le montagne in compagnia di gnomi, maghi, streghe, anguane e … il Salvanèl (Sala Bernardo Clesio).

Il mistero dei suoni scomparsi | ore 17.00

Misteriosi omini verdi stanno rubando il suono… Possiamo fare qualcosa perchè le montagne non restino senza voce?