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Aprono le celebrazioni per il 70° anniversario della Liberazione con l’intitolazione della Piastra del Porto al partigiano Agostino CARNIGLIA (1922 – 1944)

Aprono ufficialmente le celebrazioni per il 70° anniversario della Liberazione Nazionale:

Questa mattina è stata intitolata al partigiano Agostino CARNIGLIA (“Martire dell’Olivetta”) l’ area antistante e sovrastante il Porto Turistico (denominata comunemente ad oggi “piastra del Porto”). Il cerimoniale è stato condotto dal Consigliere Roberto Devoto, alla presenza di varie autorità civili e di rappresentanti delle associazioni culturali chiavaresi. Presenti gli Assessori Maria Stella Mignone e Nicola Orecchia, il Presidente del Consiglio comunale Maurizio Barsotti e il Consigliere Giorgio Getto Viarengo. La targa è stata scoperta da Gianfranco Carniglia, fratello del partigiano scomparso, insieme a Roberto Kasman, Presidente dell’ ANPI di Chiavari. I sindaci di Chiavari Roberto Levaggi e di Portofino Giorgio D’Alia hanno ricordato gli storici accadimenti; è seguita la benedizione da parte di don Luca Sardella. A Portofino, nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1944 furono fucilati sulla spiaggia dell’Olivetta ventidue prigionieri politici prelevati dalla IV^ sezione del carcere di Marassi. Legati l’uno all’altro con filo di ferro, i corpi delle vittime furono caricati su barche e, zavorrati con pesanti pietre, gettati al largo in mare. A causa della segretezza dell’eccidio, le cui ragioni non furono mai esplicate dai tedeschi, coadiuvati in questa efferata azione da Vito Spiotta, capo delle Bande Nere di Chiavari, risultò molto difficile risalire all’identità delle vittime, per la cui identificazione si adoperò nel dopoguerra il vice questore della Liberazione Gelasio Adamoli divenuto successivamente Sindaco di Genova. Tra le vittime in parola, Agostino CARNIGLIA, 22 anni, di Chiavari. La dinamica e la casualità dell’eccidio dell’Olivetta è particolarmente angosciante e difficoltosa è stata la sua ricostruzione. Quando al Tribunale militare di Torino, nel 1996, vennero ripresi i procedimenti per l’individuazione dei responsabili di varie stragi, emersero anche i fatti dell’Olivetta e i nomi dei responsabili: Reimers come comandante del presidio di Portofino e Engel come l’unico che può aver dato l’ordine e fatto prelevare i prigionieri a Marassi. Questo efferato delitto, anche se non presentato come rappresaglia (fu compiuto in segreto) lo si può forse considerare una reazione non dichiarata alla “giornata della spia”, indetta proprio pochi giorni prima, il 30 novembre, in occasione della quale i partigiani mostrarono di avere grande forza e autonomia d’azione, e giustiziarono varie spie al servizio dei nazi-fascisti.