“Caro Silvio, ci siamo anche noi”. Una data che non è stata scelta a caso, quella di domani, per la presentazione alla stampa delle liste di Liguria Libera.
I gialli si mettono in gioco nello stesso giorno in cui Silvio Berlusconi torna a Genova, e lo fanno per dimostrare che esiste anche un altro centrodestra che ha smesso di abbassare la testa di fronte ai diktat romani.
“Il nostro è un movimento fatto di persone libere che non hanno voluto ricevere imposizioni su candidati e programmi” spiega Enrico Musso, candidato presidente della Regione per Liguria Libera.
“Con quale coraggio Berlusconi si presenta in Liguria dopo che qui ha devastato Forza Italia e il centrodestra? – attacca Luigi Morgillo, fondatore del movimento dei gialli -. Negli ultimi anni la classe dirigente del Pdl prima e di Forza Italia poi, è stata annullata con la continua imposizione di candidature dall’alto. Gli esempi non mancano: da quelle per il Parlamento di Giorgio Lainati e Augusto Minzolini, con l’esclusione dalle liste di molti liguri di assoluto valore, fino ai giorni nostri quando il partito di Berlusconi non ha voluto prendere in considerazione candidature illustri come quelle di Enrico Musso ed Edoardo Rixi proponendo, anzi imponendo, Giovanni Toti che della Liguria non conosce né la storia, né la geografia”.
“Le nostre idee e i nostri valori non sono merce da barattare. Noi abbiamo proposto metodi con i quali individuare candidature competenti per la Liguria ma non siamo stati ascoltati. Hanno scelto logiche legate ad altre regioni – riprende Enrico Musso, candidato governatore per Liguria Libera -. Avremmo auspicato un fronte comune che si contrapponesse al Pd ma ci è stato impossibile visto che i dirigenti di Forza Italia e Lega Nord hanno solo obbedito agli ordini delle segreterie nazionali dimostrando che la Liguria è stata solo una forma di scambio politico per cercare la vittoria in altre regioni. Non siamo delle figurine con le quali fare i cambi”.






