«Migliorare l’accesso ai fondi europei per le imprese che fanno innovazione, favorire la sinergia tra ambito accademico ed economico, fare uscire Genova e la Liguria dal cronico isolamento infrastrutturale: sono le proposte assolutamente condivisibili che arrivano dalle aziende high techgenovesi, ben 350 per 14 mila occupati: un settore strategico per il futuro occupazionale di tanti giovani, non solo genovesi e liguri.
La politica regionale dei prossimi cinque anni deve puntare sull’innovazione: una sfida che la giunta Burlando-Paita non ha saputo raccogliere. Un fallimento evidente nel progetto Erzelli, ancora incompleto, al quale, solo nell’ultima seduta del consiglio regionale, la giunta Burlando è riuscita a togliere ben 25 milioni di euro di dotazione finanziaria di Fondi Fas destinati alla creazione della tanto annunciata cittadella della tecnologia sulla collina di Sestri Ponente». Così interviene Lorenzo Pellerano, consigliere regionale e candidato della Lista Civica Liguria Libera per Genova e provincia alle prossime Regionali, che oggi pomeriggio parteciperà all’incontro organizzato dal Dixet “Il futuro dell’high-tech in Liguria” all’Hotel Melià di via Corsica alle 16.30.
«Un’interessante occasione di confronto su temi che ho affrontato, sotto più punti di vista, in questi anni in Regione» dice Pellerano. «In particolare – spiega – ho più volte sollecitato la giunta a utilizzare meglio le risorse europee assegnate alla Liguria che, oggi, a conti fatti, risultano in gran parte perse. Per esempio, l’asse 1 dei Fondi Fas prevedeva l’investimento di 57 milioni per ricerca ed innovazione: 25 milioni per il progetto Erzelli, 5 per il distretto ligure per le tecnologie marine, 6,5 milioni per i poli universitari decentrati, 20 milioni e 500 mila per il programma triennale per la ricerca e l’innovazione. Risorse preziose che potevano essere investite sul futuro dei giovani e della ricerca in un momento di gravissima crisi e che invece la Regione non è riuscita a tradurre tempestivamente in proposte finanziabili. A dieci anni dai primi progetti di Renzo Piano – poi accantonati – il polo degli Erzelli è un contenitore ancora semivuoto, ben lontano dall’idea originaria di cittadella tecnologica. I ritardi – dovuti ad una palese incapacità di programmazione degli enti locali – hanno inciso negativamente in termini di occasioni perse dal 2004 a oggi.
Ad esempio a Genova non esiste un vero incubatore di imprese, capace di affiancare le aziende nel periodo iniziale. In attesa che la “vicenda Erzelli” si sblocchi, tutti gli enti locali e i soggetti interessati dovrebbero promuovere l’insediamento in città di un incubatore di imprese efficace, sull’esempio del “2i3t” di Torino che in sei anni ha dato vita a 40 imprese e 140 posti di lavoro ad elevato contenuto di conoscenza. A Genova invece vengono forniti solo spazi fisici, ma mancano le competenze, le consulenze ed i servizi che altre città e regioni forniscono. Inoltre a Genova e in Liguria vanno promossi sia investimenti high tech per far crescere l’industria e il porto, sia per la crescita di cultura e turismo, un tesoro valorizzato solo parzialmente e ancora senza la dignità che si merita».






