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Il giorno più lungo

Una tappa veramente massacrante la seconda giornata del Sardegna Rally Race. Partita questa mattina da Pula, è arrivata a Fordongianus, in provincia di Oristano, dopo ben 427 chilometri, con due prove speciali di oltre cento chilometri.

Come se non bastasse la lunghezza e la durezza del percorso ci si sono messe anche pioggia e grandine a rendere la vita più difficile ai piloti, arrivati al traguardo stremati.

Tutti e tre gli alfieri del team MRT sono arrivati in fondo, con qualche apprensione per Luca Vecchi, finito in una scarpata nella prima prova speciale, in una zona impervia dove è stato fortunatamente aiutato da due piloti a riportare la moto sulla pista. Nella seconda speciale Luca è andato decisamente meglio, ottenendo il settimo posto assoluto, guidando con maestria sul viscidissimo terreno sardo. In classifica generale Vecchi occupa ora la tredicesima posizione, staccato di sedici minuti dal leader Botturi e con distacchi contenuti rispetto ai piloti che lo precedono.

Continua la gara positiva sia di Stefano Mandrelli che di Christian Cucchi, il primo 25° e 28° nelle due prove speciali, il secondo rispettivamente 27° e 21°.

Dopo la seconda tappa Cucchi occupa la ventitreesima posizione e Mandrelli la venticinquesima.

Domani sarà la prima frazione della tappa marathon, senza assistenza a fine giornata. I piloti saranno accolti al “bivacco” allestito presso l’ex convento di Sa Itria, dopo aver percorso ancora una volta oltre duecento chilometri cronometrati nelle due prove speciali della giornata.

Luca Vecchi: “Al 45° chilometro della prima prova speciale mi si è rotto il freno a disco posteriore, probabilmente per una pietra e ho fatto un lungo finendo in una scarpata. Fortunatamente mi hanno aiutato Pavan e Lucchese, altrimenti sarei ancora lì. Neppure in due si riusciva a riportare su la moto. La seconda speciale è andata decisamente meglio con il settimo posto assoluto.”

Stefano Mandrelli: “Una giornata veramente tosta, difficile in tutti i sensi. Probabilmente la più dura nelle otto edizioni del Sardegna Rally Race. Quando ha iniziato a piovere la pista è diventata talmente scivolosa che bisognava guidare con la massima prudenza.”

Christian Cucchi: “Abbiamo preso gradine in trasferimento e pioggia in spciale. La visibilità era scarsa e il terreno molto viscido. Quindi il ritmo è stato ovviamente tranquillo, era facilissimo cadere. Ma l’importante è essere arrivati in fondo.”