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ENTI LOCALI, GRAGLIA (FI): ALLENTAMENTO PATTO DI STABILITÀ È UN BLUFF PER I COMUNI

“Il decreto legge sugli Enti Locali non porterà praticamente nessuna buona novità per i Comuni Cuneesi.

Secondo quanto riferito dall’assessore Aldo Reschigna infatti nella norma nazionale sarebbe previsto un allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità. Peccato però che per la scarsezza di risorse in gioco, non si possa neppure parlare di una boccata di ossigeno per gli enti locali che in questo ultimo anno e mezzo sono stati trattati come un vero e proprio bancomat da parte del Governo Renzi”. Ad annunciarlo il vice capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte, Franco Graglia che aveva sollecitato con una interrogazione la Giunta regionale a intervenire in favore dei Comuni Cuneesi sempre più in difficoltà a causa delle ristrettezze di bilancio.

Secondo quanto riferito dal vice presidente della Giunta piemontese: “All’interno del decreto legge sugli Enti locali, c’è una novità che personalmente considero importante e positiva, rappresentata dall’utilizzo, da parte delle Regioni, del cosiddetto Patto di Stabilità verticale, che per il Piemonte vale circa 72 milioni di euro di cessione di quote. La norma contenuta nella legge di stabilità vincolava pesantemente, perché prevedeva che questa cessione di quote di Patto di Stabilità verticale fosse unicamente destinata a saldare i debiti commerciali di Comuni e Province alla data del 30 giugno 2014. La conseguenza del bando, che avevamo fatto, come Amministrazione regionale, è che su 72 milioni di euro solo 25  milioni sono stati richiesti da Comuni e Province”.

La novità è che, con le nuove regole inserito all’interno del decreto sugli Enti Locali, da domani qualora venissero esaurite le quote di Patto di Stabilità verticale a chiusura e a copertura dei debiti commerciali dei Comuni e delle Province – prima al 30 giugno ora al 31 dicembre 2014 – le Regioni potranno introdurre ulteriori criteri per la cessione di queste quote di Patto di Stabilità verticale.

Conclude Graglia: “Si tratta di una mancia, che non risponderà né alle esigenze delle famiglie né degli imprenditori Cuneesi. Monitorerò che quel poco venga destinato per aprire il cordone delle spese per investimenti, in particolare a favore di interventi sull’edilizia scolastica e sulla prevenzione e messa in sicurezza dell’assetto idrogeologico del territorio. Ma resta forte l’amarezza per una Giunta e un presidente che non riescono ad agire in Conferenza Stato-Regioni per difendere il patrimonio rappresentato dai nostri Comuni”.