“Per quanto riguarda le Autorità portuali, trovo inaccettabile che oggi il governo ci proponga una delega in bianco in cui non vi è nulla dei temi discussi in parlamento in questi anni anche con colleghi di diversi gruppi e con operatori del mondo portuale”.
Così è intervenuto Stefano Quaranta ieri in Aula durante la discussione sulla Riforma della Pubblica amministrazione in riferimento all’articolo 7 riguardante le Autorità portuali. Il parlamentare di Sel, prima entrare in commissioni Affari costituzionali è stato membro della commissione Trasporti e infrastrutture della Camera.
“Dalle procedure di nomina dei Presidenti, che dovranno sottostare a norme stringenti su eventuali incompatibilità e al contempo essere scelti tra esperti di riconosciuta indipendenza e competenza nel settore portuale; al tema di una maggiore autonomia finanziaria che potrebbe essere attuato ampliando le fonti di finanziamento delle Autorità e prevedendo altresì l’istituzione di un Fondo presso il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, alimentato da un accantonamento pari al 5 per cento delle risorse statali destinate a investimenti dell’ANAS S.p.A e di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A per il finanziamento degli interventi inerenti le connessioni ferroviarie e stradali; dal tema della sicurezza nei porti a regole più stringenti e in linea con parametri europei nell’individuazione delle autorità portuali allo scopo di realizzare sinergie in grado di rilanciare il Paese; senza dimenticare il tema dei lavoratori delle autorità portuali che risultassero penalizzati dagli accorpamenti; sarebbe poi utile una rendicontazione annuale nella quale andranno indicati gli interventi realizzati e i programmi attuati, nonché il volume annuo di traffici effettuati; nella delega si fa anche riferimento al tema delle procedure doganali, queste ultime ritengo abbiamo la stessa importanza delle procedure per i piani regolatori portuali e per i dragaggi dove semplicità e chiarezza delle regole sono fondamentali”.
“Questi sono gli argomenti che mi sarei aspettato trattasse la delega proposta dall’esecutivo – conclude il deputato – diversamente si tratta di un abuso, perché vuol dire che i temi portuali sono derubricati dalla discussione parlamentare e, invece, vengono assegnati a pochi che, in qualche stanza, decideranno al posto del parlamento. Lo stupore maggiore è però verso i colleghi del PD che non hanno trovato nulla da eccepire”.






