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BOTTA: L’ARCHISTAR E IL SENATORE, SI TIRANO FUORI!

Nel giro di pochi giorni BOTTA e CALEO hanno declinato ogni responsabilità in merito allo scandalo urbanistico del Piano di Via Muccini e Piazza Terzi.

Volete vedere che alla fine della fiera è colpa del Comitato? Poniamo qualche domanda pubblica ai due. Per gli organi di stampa alleghiamo (di seguito) la lettera che allora (4 luglio 2009, cinque giorni prima dell’adozione) inviammo all’Amministrazione CALEO proprio in merito alle volumetrie eccessive del Piano e alla possibilità di ridurle … per legge.
Grazie per l’ospitalità
il comitato Sarzana, che botta!

Nel giro di pochi giorni l’architetto Mario BOTTA su La Nazione e il Senatore Massimo CALEO sul Secolo XIX, hanno preso le distanze dal Piano di Via Muccini e Piazza Terzi e proclamato la loro innocenza. CALEO ha poi messo la ciliegina sulla torta di aver lasciato una città ricca di servizi. Siamo sinceramente preoccupati. Siccome l’Italia è un paese senza memoria non vorremmo che col passare del tempo la colpa del disastro urbanistico del quartiere a mattoni rossi fosse del Comitato Sarzana, che botta!.
Allora vorremmo porre attraverso gli organi di stampa che hanno riportato le autorevoli esternazioni alcune domandine semplici semplici.
Mario BOTTA al festival dell’architettura di Ferrara nel 2010 disse che quelle volumetrie erano eccessive e che lui lo aveva detto agli amministratori. Ma quelli non ne vollero sapere. Chi era l’amministratore? Per caso un certo Massimo CALEO? E un archistar di valore, fama (ed emolumenti) mondiale non poteva sbattere la porta e mandarli al diavolo invece di aggiungere altri 1450 mq di nuove superfici (un palazzo grande quanto la Vetraia)?
Al senatore, che si atteggia a vittima per aver trovato un Piano regolatore che prevedeva quelle volumetrie, dobbiamo ricordare che un certo Comitato fece delle Osservazioni, che furono tutte bocciate dalla sua amministrazione (dove sedeva anche l’attuale sindaco CAVARRA, sempre per non perdere la memoria). Ebbene se le vada a rileggere. Al primo posto c’erano proprio le volumetrie eccessive. Facevamo notare che il Piano Regolatore era del 1994, vecchio, e per legge urbanistica regionale doveva essere sottoposto a verifica di attualità e che le volumetrie potevano essere ridotte.
CALEO e il suo fedelissimo avvocato BOTTIGLIONI e la maggioranza che li sostenevano, bocciarono, appellandosi allo “jus edificandi” che le Cooperative avrebbero vantato. Peccato che il Consiglio di Stato e tutti i maggiori giuristi e urbanisti la pensassero diversamente. Alleghiamo per i giornalisti la lettera protocollata che inviammo a Caleo. Al senatore chiediamo che fine fece fare al nostro scritto. Eviti risposte indecenti. E non venga a fare la vittima.
Siamo curiosi poi di conoscere i servizi di cui Sarzana è ricca. Si riferisce forse alla piscina di Santa Caterina? Oppure a ostetricia e ginecologia, alle palestre, ai luoghi d’incontro, alle fontane, al teatro Impavidi, ai servizi igienici pubblici, alla stazione ferroviaria, alla raccolta differenziata? A noi vengono in mente solo i cannoli di Gemmi e i gelati di Biagi. Ma non ci risultano servizi erogati dal Comune.