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CONSIGLIO REGIONALE

Minuto di silenzio per ricordare Giovanni Persico

Subito dopo avere aperto la seduta il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha ricordato Giovanni Persico, già presidente dell’Assemblea legislativa, assessore e presidente della giunta Regionale, che è scomparso la settimana scorsa. «Ricordiamo oggi un uomo che ha rappresentato per molti anni un punto di riferimento nella vita politica e istituzionale della nostra Regione, un uomo che di quest’Aula fu per lunghi anni protagonista – ha dichiarato Bruzzone  – La sua indiscussa capacità politica, accompagnata dalla quella competenza giuridica, che ne fece uno dei più illustri accademici dell’Ateneo genovese, costituì elemento fondante di un percorso venticinquennale nel quale fu chiamato a ricoprire gli incarichi di maggiore responsabilità. Il tenace impegno di amministratore e la coerenza politica ed etica con i quali seppe assolverlo – ha concluso – gli conferirono quella autorevolezza che gli è stata da sempre riconosciuta e che continuò ad esserlo anche quando ebbe termine il suo mandato regionale».
Il presidente bruzzone ha chiesto ai consiglieri di osservare un minuto di silenzio.

Lauro aderisce al gruppo Giovanni Toti Liguria
Il presidente del Consiglio Francesco Bruzzone ha comunicato che Laura Lauro, subentrata la settimana scorsa a Giacomo Giampedrone, ha aderito al gruppo Giovanni Toti Liguria.

Senarega aderisce al gruppo Lega Nord Liguria-Salvini
Il presidente del Consiglio Francesco Bruzzone ha comunicato che Franco Senarega , subentrato la settimana scorsa a Ilaria Cavo, ha aderito al gruppo Lega Nord Liguria-Salvini

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Salvaguardare le funzioni della Polizia Provinciale
Marco De Ferrari  (Mov 5 Stelle) ha illustrato una interrogazione sulla polizia provinciale sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani, Fabio Tosi sulla polizia provinciale a rischio smantellamento dopo la riforma Delrio. Nel documento si chiede alla giunta quali iniziative intenda adottare per evitare la dispersione del patrimonio professionale costituito dai circa 80 agenti ed ufficiali di polizia provinciale operanti in Liguria che assicurano il rispetto di una vasta serie di disposizioni statali e regionali in materia di tutela dei beni naturali, lotta al bracconaggio, caccia, pesca nelle acque interne, tutela della flora e della fauna, circolazione fuoristrada, tutela del’ambiente e difesa del suolo. I consiglieri 5 Stelle hanno chiesto di “scongiurare la sciagurata ipotesi di trasferimento nei ruoli di polizia municipale di personale con differente specializzazione, eventualmente non individuato dalle Province o non riallocato dalla Regione, ad esempio attraverso l’assorbimento delle funzioni di vigilanza ittico-venatoria o attraverso forme di avvalimento co-finanziate”.
Per la giunta ha risposto l’assessore al Personale Gianni Berrino il quale ha condiviso le critiche del consigliere alla legge Delrio in merito alle attribuzioni delle funzioni di polizia provinciale e ha spiegato che nel trasferimento delle funzioni delle Province non si è tenuto conto in modo adeguato delle risorse economiche necessarie. «Ma il problema non riguarda solo la Liguria – ha aggiunto – ed è intollerabile che la Liguria resti senza le funzioni esercitate dalla polizia provinciale». Berrino ha annunciato che nella seduta della I Commissione del 14 ottobre scorso è stato deciso di presentare un emendamento alla legge stabilità che riguarda proprio il personale della polizia assegnato alle Province. Berrino ha spiegato che, anche sulla base di alcune riunioni con i capigruppo, la Regione intende, infatti, ritornare queste funzioni alle Province e alla Città metropolitana , attuando una convenzione finanziata con risorse regionali che permetta alla polizia provinciale di svolgere le necessarie funzioni di controllo sul territorio. L’assessore ha auspicato che nella prossima conferenza Stato-Regioni la questione venga nuovamente affrontata.
De Ferrari ha auspicato una rapida soluzione del problema.

Obbiettivi del Piano strategico di edilizia sanitaria
Alice Salvatore (Mov.5 Stelle), con un’interrogazione  sottoscritta anche  dagli altri componenti del gruppo, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi ha chiesto alla giunta gli obiettivi del piano strategico di edilizia sanitaria. Il consigliere ha criticato la precedente giunta «per la mancanza di strategia e di attuazione per quanto riguarda l’offerta sanitaria regionale». Il consigliere ha ricordato il  programma di riorganizzazione dell’offerta sanitaria ligure varato dalla precedente giunta: «Fino ad oggi di quel piano non sono non state attuate le linee guida sulla realizzazione di nuovi ospedali ma, addirittura, sono state ridotte le funzionalità dei vari ospedali esistenti: il Padre Antero Micone di Sestri Ponente, il Celesia di Rivarolo e il Gallino di Pontedecimo. Il  definanziamento dell’ospedale di Vallata deciso dalla passata Giunta a favore del nuovo progetto dell’Ospedale Galliera – ha aggiunto – è uno dei tanti esempi che evidenzia la mancata attuazione delle strategie sottoscritte». Salvatore ha anche citato il caso del contestato progetto del Nuovo Galliera e ha, quindi, sottolineato che nel programma dell’attuale giunta si annuncia come base per ogni azione di cambiamento  “l’adozione dello stesso metodo scelto per il bilancio regionale, coinvolgendo un soggetto che avvii una procedura di due diligence per evidenziare lo stato di “salute” della Sanità in Liguria”.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale: «Oggi per i cittadini non è importante semplicemente la distanza dai poli dove ricevere le cure, ma è prioritario poter contare sulla buona sanità. E’ nostro dovere – ha ribadito – fare in modo che il cittadino trovi la buona sanità in Liguria». Ha continuato: «Questo discorso è parallelo rispetto all’edilizia sanitaria. Com’è prevedibile, oggi non è disponibile il piano dell’edilizia sanitaria che deve essere frutto di atti articolati ed in particolare di una  programmazione che avverrà nei prossimi mesi: si tratta, innanzitutto, di fare una pianificazione rispetto ai servizi». L’assessore ha aggiunto che la programmazione attuale non va nella direzione giusta  rispetto ai reali bisogni dei liguri e alcuni progetti possono essere ritenuti superati e ha assicurato che la Regione farà il possibile per mantenere ciò che negli anni ha garantito un servizio, anche in assenza dei necessari “numeri”, riferiti al bacino di utenza. «Abbiamo ereditato un piano – ha annunciato – che si dovrà rivalutare». L’assessore, infine,  ha ricordato che il progetto del Galliera sta affrontando diversi passaggi autorizzativi-istituzionali, per poi ritornare nella sfera di competenza della Regione e ha ribadito che a guidare la nuova programmazione saranno le odierne esigenze della buona salute dei cittadini liguri.
Salvatore ha concordato sul  fatto che deve essere fatta chiarezza su diverse situazioni, ma si è detta perplessa del fatto che, a quattro mesi dal suo insediamento, la giunta non abbia ancora provveduto alla programmazione

Futuro dell’ASL 4 “Chiavarese”.
Luca Garibaldi (Pd) ha presentato un’interrogazione per sapere quali siano le linee di indirizzo della Giunta regionale per la riorganizzazione dell’ASL n. 4 “Chiavarese” e, in particolare, se sia esclusa l’ipotesi di accorpamento dell’ASL n. 4 “Chiavarese” ad altra ASL . Garibaldi ha ricordato che negli ultimi mesi si sono susseguite voci di un possibile accorpamento dell’ASL 4  e il 10 settembre 2015 la Giunta regionale ha deciso di non procedere alla nomina del Direttore Generale dell’ASL  ma di “individuare una gestione commissariale per realizzare la  riorganizzazione. «Nella delibera – ha aggiunto – si afferma che “eventuali interventi organizzativi e strutturali potranno riguardare le funzioni ospedaliere e territoriali dell’ASL n. 4 “Chiavarese”” e che “sussiste un bisogno riorganizzativo finalizzato alla razionalizzazione, ottimizzazione ed efficientamento dell’assistenza socio-sanitaria sia nel bacino metropolitano sia con riferimento al levante ligure, ambito territoriale su cui insiste l’ASL n 5 “Spezzino”». Il consigliere ha rilevato, inoltre, che la Conferenza dei Sindaci dell’ASL n. 4 “Chiavarese” il 29 giugno ha deliberato all’unanimità una mozione in cui si chiedeva la salvaguardia della presenza dell’ASL n. 4 “Chiavarese”, come presidio attivo del governo della salute in un territorio con specifiche caratteristiche sia rispetto al resto dell’Area Metropolitana genovese che del Levante ligure
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha sottolineato: «Ritengo che l’ascolto sia imprescindibile per assumere decisioni corrette e ascoltare i sindaci è un passaggio ragionevole». Viale ha ricordato che ha già incontrato i sindaci che fanno riferimento al territorio della asl spezzina, del Tigullio e della Asl1 imperiese e che, a breve, incontrerà anche i sindaci della Asl3 e Asl 2.  «Ritengo tuttavia che i problemi si debbano affrontare non dalla coda ma dall’inizio, quindi,  la valutazione del destino delle asl deve essere il frutto di un ragionamento finale non iniziale, prima bisogna  capire quali siano le reali esigenze dei cittadini e se la nostra presenza sul territorio è al passo con i tempi».  Secondo Viale occorre, quindi ,eseguire prima una mappatura dei servizi e delle eccellenze sul territorio. «Per quanto riguarda il destino delle asl liguri è importante guardare anche fuori dalla Liguria – ha aggiunto – e vedere se il nostro  modello è ancora attuale. In Toscana, per esempio, ci sono solo 3 asl e per un territorio molto più vasto del nostro mentre in Lombardia l’orientamento è verso asl che hanno anche milioni di abitanti». Secondo Viale occorre cogliere come un’opportunità il fatto che la Liguria ha un’alta percentuale di anziani per impostare un modello sanitario che nei prossimi potrebbe diventare punto di riferimento per altre regioni ora più “giovani”.
Garibaldi si è dichiarato insoddisfatto della risposta: «L’assessore ha chiarito il metodo che intende adottare, ma non ha risposto alle mie domande puntuali sul futuro della asl4».

Pronto Soccorso di Villa Scassi
Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) ha illustrato un’interrogazione sul Pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, a suo avviso assolutamente inadeguato per una struttura DEA di primo livello a far fronte ad un notevole carico di utenti, «derivanti dal fatto che il nosocomio incontra la confluenza dei residenti della Valpolcevera e del Ponente cittadino, stimabili in trecento/trecentocinquantamila persone». Pastorino, inoltre, ha rimarcato che al Pronto Soccorso ogni giorno ci sono circa trenta/quaranta barelle occupate da pazienti in attesa di cure in condizioni di promiscuità, dove uomini e donne non godono di privacy e non hanno la possibilità di accoglienza e di un trattamento adeguato. Il consigliere ha rimarcato, infine, che al momento del ricovero nel reparto di emergenza non viene operata nessuna distinzione tra cittadini affetti da patologie importanti e chi è reduce da un incidente oppure fa uso di sostanze tossiche e alcool. Pastorino ha chiesto, quindi, alla giunta se siano state fatte ispezioni e quali soluzioni intenda intraprendere «per far diversificare l’operatività del pronto soccorso  dall’accoglienza dignitosa e sicura degli utenti».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale che ha chiarito che sono già stati fatti interventi per migliorare la situazione e che altri sono in programma. In particolare sono stati fatti interventi per  tutelare la riservatezza delle persone, per migliorare la pulizia dei locali e l’assistenza al paziente: nel 2013, fra gli altri interventi, è stata ampliata  e rinnovata l’area dedicata al triage, alla visita degli utenti, e gli spazi dedicati alla medicina d’urgenza  breve. Questi, ed altri interventi migliorativi, hanno comportato un impegno per l’Azienda fra il 2012 e il 2013  di 3 milioni 494 mila euro per strumentazione e biomedicale dell’area emergenza, e di 1 milione e 502 mila euro per interventi strutturali. Viale ha spiegato che sono previsti altri lavori di adeguamento per circa tre milioni di euro, da impiegare, secondo quanto deciso nel marzo scorso, all’ ampliamento e rifunzionalizzazione del reparto. L’assessore ha rimarcato che il pronto soccorso dell’ospedale  Villa Scassi  rientra nella media nazionale dei tempi di attesa per codici di gravità che vengono verificati ottenendo per ciascun paziente una cronologia di risposta.
Pastorino  ha sottolineato la necessità di un’ispezione al Pronto Soccorso di Villa Scassi per verificare lo stato delle strutture e delle condizioni dei pazienti.

Progetto di discarica in località Collette Ozotto denominata “Lotto 6”
Alice Salvatore (Mov 5 Stelle) ha illustrato una interrogazione sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani, Fabio Tosi per conoscere se l’Assessore alle Infrastrutture, Ambiente e Difesa abbia attivato azioni in collaborazione con gli altri enti competenti per soprassedere al progetto di discarica o quantomeno se non ritenga utile, alla luce delle sopradescritte lacune istruttorie, riaprire la procedura di VIA di competenza Regionale utilizzando i poteri d’urgenza riconosciuti dalla vigente normativa regionale per intervenire nella sospensione della attività di realizzazione della discarica. Il consigliere ha ricordato che l’8 settembre 2015 l’assessore alle Infrastrutture, Ambiente e Difesa del suolo dichiarava al presidente della Provincia: “La scelta di realizzare la discarica ha, nel corso del tempo, visto ridimensionata la propria ragione d’essere”;
Come ha spiegato il consigliere in località Collette Ozotto nel territorio dei comuni di Sanremo e Taggia è stato aperto, a partire dallo scorso 27 luglio 2015, un cantiere per la realizzazione di una discarica di rifiuti solidi urbani. Il progetto richiede l’uso di esplosivi per essere completato e consiste nello sbancamento di un’intera collina (288 mila metri cubi di terra) per creare un sito capace di ospitare rifiuti per un periodo di appena 3 anni. Il sito individuato dista appena 180 metri dalle prime abitazioni e dal terreno di un’azienda olivicola DOP. Il progetto è stato sottoposto a VIA nel 2012 e ad AIA nel 2014. Secondo i consiglieri 5 Stelle l’iter di autorizzazione del progetto presenta notevoli lacune istruttorie. In particolare relativamente all”autorizzazione integrata ambientale (AIA); alla localizzazione della discarica; alla tutela dei siti popolati da specie protette. Il consigliere ha ricordato che il progetto di discarica è stato oggetto di un’interrogazione con richiesta di risposta scritta della Parlamentare Europea Tiziana Beghin alla quale ha risposto il Commissario Karmenu Vella. Secondo Salvatore la lacuna istruttoria costituisce un potenziale vulnus alla popolazione residente nelle aree limitrofe alla discarica non essendo stati valutati: la rilevanza sanitaria delle emissioni dell’impianto; Lo stato sanitario della popolazione interessata; l’evoluzione del contesto urbanistico interessato dall’impianto; i rischi di incidenti rilevanti dall’impianto sotto il profilo strettamente sanitario.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente, Giacomo Giampedrone ha chiarito innanzitutto che la politica delle discariche non è condivisa dalla giunta attuale che  eredita un procedimento  di Via ed un “prodotto”  già concluso. Giampedrone ha precisato che la situazione attuale è legata al fatto che la Presidenza della Provincia e dei Comuni non hanno contestato l’impianto. L’assessore ha chiarito che questa giunta regionale aveva dato la possibilità di “superare” la discarica, non considerandola strategica.  «Ovviamente ho chiesto ai sindaci e ho chiesto al Presidente della Provincia, un’assunzione di responsabilità – ha detto –  la Provincia ha riunito tutta l’Assemblea dei Sindaci e rispetto alla mia disponibilità mi è stato risposto  che invece quella disponibilità, ancorché gradita, non veniva accolta. Questo credo che sia stato un ulteriore atto di conferma che lì c’è stata fino a oggi una volontà politica». L’assessore ha chiarito che la Provincia teme una eventuale causa della ditta autorizzata dalla Provincia stessa alla realizzazione dell’impianto. «Posso riapprofondire dei percorsi tecnici e se è possibile riaprire una VIA,  però, si tratta di un percorso molto difficile, in quanto   si tratta di un “iter” amministrativo concluso. Sto riflettendo con i miei uffici tecnici per cercare di capire come è possibile fare ulteriori approfondimenti». Ha concluso: «Sono in stretto contatto con tutti gli enti territoriali della zona e qualora decidessero di assumersi le loro responsabilità, io non mi tirerei certo indietro, ma la partita va giocata tutti insieme – ha concluso –  Per quanto riguarda la presenza di pipistrelli, sono state fatte da parte di un consulente delle  verifiche: la presenza di questi animali non sarebbe tale da procurare la sospensione dei lavori». Giampedrone ha annunciato che effettuerà un sopralluogo nella zona.  
Salvatore ha concordato sul fatto che c’è stato da parte degli enti locali un atteggiamento superficiale, ma ha anche ribadito che, se l’istruttoria è lacunosa, è ora doveroso che  la Regione intervenga.

No alla sospensione del Trattato di Schengen da parte della Francia
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) e sottoscritto dagli altri capigruppo in cui, qualora la Francia intendesse ripristinare i controlli alle frontiere sospendendo per un mese il Trattato di Schengen, impegna la giunta a intervenire “tempestivamente presso le istituzioni competenti per garantire un clima di sicurezza e serenità a Ventimiglia”. Nel documento si rileva che nel caso in cui il trattato fosse sospeso “la città, ancora attanagliata dall’emergenza migranti, dopo tutti i disagi subiti nei mesi scorsi, oltre a creare nuove preoccupazione fra gli abitanti potrebbe sprofondare in un’ulteriore emergenza immigrazione peggiorando fortemente una situazione già critica”
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Assenti: Cavo, Costa, Rixi