Home Eventi Eventi

Consiglio regionale

La seduta odierna  

Tutelare il Collegio San Giovanni Battista e le altre fondazioni

Nicolo’ Scialfa (Idv) ha illustrato un’interrogazione in cui ha chiesto quali siano stati gli interventi della Regione a tutela della “Fondazione Collegio San Giovanni Battista”, così come di altre Fondazioni similari, per evidenziare eventuali conflitti d’interesse, danni patrimoniali e immobiliari ai beni di proprietà delle fondazioni presenti sul territorio della Regione Liguria.

Il consigliere ha ricordato che il Consiglio d’Amministrazione della ex IPAB, oggi istituto di diritto privato costituito nel 2003 su indicazione della Regione Liguria, ha inoltrato un esposto – denuncia alla procura della Repubblica di Genova, manifestando presunte irregolarità sulla gestione precedente della Protettoria e fino all’anno 2009. «Secondo la stampa cittadina la gestione precedente del Collegio San Giovanni Battista potrebbe aver determinato un danno patrimoniale alla Fondazione attraverso operazioni di dubbia interpretazione su beni di proprietà della Fondazione stessa. Tutto ciò è avvenuto in una situazione di conflitto e vuoto legislativo inerente al controllo economico- patrimoniale degli enti ex IPAB da parte delle istituzioni locali». Scialfa ha ricordato che «alla Regione compete il controllo dei bilanci della fondazione e, in quel contesto, avrebbe dovuto evidenziare eventuali anomalie» e ha domandato «quali interventi sono stati fatti dalla giunta per evidenziare eventuali conflitti di interesse e danni patrimoniali».

Per la Giunta ha risposto l’assessore alle politiche sociali Lorena Rambaudi: «Rispetto alle fondazioni privatistiche la regione ha competenze legate alle iscrizioni all’albo, verifica il rispetto dello statuto. Il nostro settore degli affari giuridici svolge le sue funzioni e dalla verifica formale non risultavano anomalie e, in particolare, i bilanci esaminati non rilevavano criticità ma fornivano elementi di rassicurazione sul consolidamento dell’istituto». L’assessore ha invitato, però, ad una riflessione: «Noi abbiamo fatto quello che la legge diceva di fare ma forse non è sufficiente perché in effetti la Regione può esercitare solo un controllo a metà mentre, di fronte a situazioni difficili, non ci si può rendere conto se non si ha un monitoraggio» e ha annunciato: «Con gli uffici stiamo studiando di inserire le fondazioni che svolgono funzioni sociali nel testo unico del terzo settore per riuscire ad avere un legame in più con questo enti» .

Scialfa si è dichiarato soddisfatto solo per una parte della risposta: <Non basta un controllo formale da parte della Regione su questi enti, ma occorre un controllo sostanziale. Mi auguro che il nuovo approccio possa andare a buon fine, perché qualcosa da chiarire c’è» .

Selezione del personale A.R.S

Raffaella Della Bianca (Gruppo misto – Riformisti italiani) ha illustrato un’interrogazione relativa alla selezione del personale dell’Agenzia regionale sanitaria lamentando «che non vi è alcuna chiarezza circa la selezione del personale a tutt’oggi dell’Agenzia., il programma di attività della stessa sia per il 2011 che per il 2012, i provvedimenti in carico a soggetti esterni, i criteri e le procedure dell’affidamento delle collaborazioni esterne». Il consigliere ha sottolineato che gli stessi uffici l’Agenzia premiano con un “bonus” il direttore generale dall’assessorato alla salute, nonché commissario straordinario dell’A.RS. e ha chiesto pertanto quali procedure e criteri siano stati adottati per valutarlo e chi abbia messo in atto tali criteri di valutazione. Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo, il quale ha innanzitutto ricordato «Abbiamo deciso, circa due anni fa, di non procedere alla nomina del direttore generale dell’Agenzia in considerazione della situazione economica. Abbiamo quindi assegnato senza onere al direttore generale del dipartimento, Franco Bonanni, il compito di commissario straordinario. Sulla base di questa scelta, il 28 febbraio 2012, contestualmente alle valutazione dei direttori aziendali, relativa al primo semestre 2010, abbiamo assegnato una quota aggiuntiva pari al cinquanta per cento di quanto previsto contrattualmente per il trattamento economico dei direttori generali». L’assessore ha spiegato: «La valutazione del commissario spetta alla giunta, che ha recepito questa ipotesi di corresponsione del cinquanta per cento, analogamente a tutti gli altri dirigenti in posizione analoga». Montaldo ha quindi precisato che la valutazione tiene conto del lavoro svolto dall’Agenzia nel corso di questi ultimi anni, durante i quali, tra l’altro, ha collaborato alla definizione del piano sanitario, al controllo e alla verifica di appropiatezza della spesa farmaceutica, alla riduzione delle strutture complesse delle aziende sanitarie, nonché alla riduzione dei tassi di ospedalizzazione. Montaldo ha infine rimarcato che l’Agenzia nel 2011 ha effettuato un apprezzabile risparmio: avendo a disposizione un budget di 2.700.000 euro ha lavorato con soli 2.490.000. Contemporaneamente ha recuperato grazie ad altri risparmi 950 mila euro. In quanto al personale su 17 addetti solo due persone sono dipendenti Ars, il resto era già dipendente della Asl. L’assessore ha concluso che alla luce di tutto ciò, ritiene opportuno mantenere questo tipo di attività.

Della Bianca si è dichiarata insoddisfatta: «Il nodo della mia interrogazione era conoscere i motivi del commissariamento, che doveva essere fatto per riorganizzare l’agenzia e dalla sua risposta non si capisce se ciò sia avvenuto o meno. Inoltre mi pare che se il commissario riceve il cinquanta per cento rispetto a quanto spetta al dirigente più alto decada la motivazione economica del risparmio. Tanto più che oggi la regione ricorre anche ad un’altra agenzia di studi sanitari, quindi rimane il nodo sull’utilità di questa struttura».

Acquisto di computer e stampanti da parte dell’IRCCS – IST San Martino

Matteo Rosso (Pdl) ha illustrato un’interrogazione con la quale sostiene di aver avuto notizia del possibile acquisto di 500 nuovi computer e di nuove stampanti da parte dell’IRCCS IST – San Martino. Considerata la pesante situazione dei conti della sanità ligure, il consigliere chiede alla giunta se la notizia relativa all’acquisto dei nuovi personal computer e stampanti sia vera; in caso affermativo, vuole sapere quanti siano i computer ancora nuovi all’interno della struttura e con quale criterio vengano scelti i p.c. da sostituire. Rosso, infine, ha chiesto a quanto ammonti l’importo necessario per l’acquisto di queste nuove apparecchiature.

Ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: « Non è intenzione del nuovo IRCCS procedere all’acquisto di computer e nuove stampanti. – ha detto – Il San Martino nel 2009 aveva inoltrato a Datasiel la richiesta di fornitura in locazione di attrezzature informatiche e dei relativi servizi di gestione. Nel giugno 2010 l’IRCCS aveva quindi recepito l’esito della procedura di gara europea disposta da Datasiel. La fornitura a noleggio è andata a sostituire, implementare e razionalizzare il precedente parco IT dell’ex San Martino e questa modalità ha consentito di garantire un aumento degli asset installati, un maggior controllo del parco periferiche IT, minori tempi di intervento in caso di malfunzionamenti, aumento di sicurezza, integrazione e disponibilità dei sistemi informativi, con una riduzione dei costi complessivi di gestione, manutenzione e aggiornamento». Montaldo ha concluso: «A seguito della costituzione del nuovo IRCCS, nel progressivo percorso di integrazione delle procedure dei pregressi enti, l’Unità operativa sistemi informativi sta valutando la possibile estensione del sistema ex San Martino all’area ex IST, sia in termini di qualità di servizio, di sicurezza e omogeneità di gestione, che di costi»..

Rosso si è dichiarato insoddisfatto: «La vicenda non è chiara, ho inviato due lettere al direttore generale del San Martino per avere informazioni, ma non avuto le informazioni richieste. I soldi vanno spesi per la necessaria strumentazione medica e chirurgica – ha detto – non per i computer».

Personale amministrativo in fase di stabilizzazione IRCCS San Martino-Ist

Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria Viva) ha illustrato un’interrogazione per chiedere quale sia la situazione del personale amministrativo in corso di stabilizzazione presso l’IRCCS San Martino- Ist. Chiesa ha ricordato che il 28 gennaio 2009 la direzione Ist ha emesso avvisi pubblici per titoli ed esami per la copertura di sei posti di assistente amministrativo, categoria C, e 6 posti di collaboratore tecnico, categoria D. Nel giugno del 2009 sono state approvate le due distinte graduatorie, ciascuna per i 6 posti, ma mentre per la categoria D si diede corso alla sola chiamata dei vincitori, per la categoria C si diede luogo allo scorrimento ed utilizzo dell’intera graduatoria (i primi 6 classificati ed altri 11 candidati utilmente collocati) per far fronte alle carenze d’organico specifico. «Per rispondere ad esigenze di correttezza contabile, i contratti furono articolati inizialmente sulla durata di 1 anno e, successivamente, prorogati (nel 2010) per ulteriori 2 anni, per un totale di 3 anni, come da disposizioni ed autorizzazioni impartite dall’Assessorato, che portavano quella Direzione a programmare l’inizio di un percorso di stabilizzazione per tutti i suddetti candidati; – spiega Chiesa – Le situazioni dei 17 componenti della graduatoria della categoria C sono di diverse tipologie ma, in ogni caso, tutti i lavoratori, in oggi a rapporto di lavoro a tempo determinato in ragione del predetto incarico potranno contare su 3 anni consecutivi di contratto a tempo determinato, in 16 casi a partire dal 30 giugno 2012 e in 1 caso a partire dal 31 luglio 2012». Chiesa ha precisato che al momento dell’accorpamento Ist – San Martino, anche attraverso la legge regionale 2 del 2011, sono state date precise garanzie sul fatto che tale operazione non avrebbe creato ripercussioni sui lavoratori, essendo a quella data gli stessi in servizio in ragione di un percorso di stabilizzazione già avviato. Il consigliere ha chiesto pertanto se si ritenga che i 17 componenti della graduatoria C, stilata dall’Ist nel 2009, nonché i 5 della graduatoria D, di pari circostanza, debbano essere assunti in organico senza eventuali azioni selettive e prima che siano intrapresi ulteriori o diversi reclutamento presso l’IRCCS San Martino –Ist. Chiesa ha chiesto, inoltre, «se veramente sussistano e come siano compatibili con il prioritario dovere di precedere all’inquadramento in ruolo del sopraccitato personale, eventuali procedure di bandi di mobilità regionale effettuati dalla direzione dell’IRCCS S. Martino / IST, essendo plausibile che queste azioni preludano a nuove e diverse procedure di reclutamento di figure di qualifica equipollenti a quelle del personale che deve essere stabilizzato».

Ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «La materia della stabilizzazione del personale precario è stata oggetto di una complessa evoluzione normativa, sia nazionale che regionale. – ha premesso – Con le finanziarie 2007 e 2008 sono state previste, in deroga al blocco, apposite misure per la stabilizzazione dei precari presso la pubblica amministrazione. Grazie a tali misure, si è creata la possibilità di una graduale stabilizzazione del cosiddetto precariato storico, in modo da sanare definitivamente la posizione di tali lavoratori e ricondurre a livelli fisiologici per il futuro l’utilizzo delle forme di lavoro flessibile». Ha quindi precisato: «La Liguria ha disciplinato la materia con due leggi successive: la 14 del 2007 e la 10 del 2008, che hanno definito i requisiti che dovevano essere posseduti dal personale interessato alla stabilizzazione, nonché le modalità attraverso le quali doveva essere completato il percorso. Le procedure avviate dall’IST, quindi, potranno trovare completamento nella misura n cui risultino rispettate le disposizioni di legge. In merito alla vicenda segnalata dal consigliere Chiesa, ogni valutazione dovrà essere effettuata dal nuovo IRCCS, che dovrà accertare per ciascuna unità di personale interessata, il possesso dei requisiti di servizio, temporalmente definiti, che consentono la stabilizzazione». L’assessore ha concluso: «Le nuove procedure di mobilità che hanno interessato il nuovo IRCCS, presumibilmente riguardano la figura del “data manager”, che deve possedere specifiche professionalità e competenze, presenti in numero insufficiente fra il personale attualmente in servizio. Si ritiene, quindi, appropriato il ricorso a specifiche procedure di mobilità attivato dall’IRCCS per reperire queste professionalità»

Chiesa si è detto solo in parte soddisfatto, ritenendo la risposta ancora interlocutoria e ha ricordato che l’apertura di nuovi bandi, relativamente alle categorie da lui prese in esame, aprirebbe la strada a contenziosi. Ha ricordato «C’è una graduatoria ancora in essere».

Controlli effettuati nei ricoveri per anziani

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) con un’interrogazione ha chiesto alla giunta notizie sui controlli da effettuare nei ricoveri per anziani. In particolare ha domandato alla giunta «cosa intenda fare per garantire controlli periodici e continuativi che coinvolgano anche i parenti degli ospiti, per verificare che le strutture convenzionate rispondano realmente ai criteri previsti nei dettami normativi». Siri ha, inoltre, chiesto se corrisponda al vero quanto emerso da una indagine giornalistica che ha analizzato l’operato degli ospizi genovesi, le cui le rette mensili vanno da 1800 a 3000 euro, più riscaldamento e oneri di decesso, e ha preso in esame alcuni casi “limite” come la circonvenzione di incapace, abusi e maltrattamenti. Siri ha ricordato che le Asl forniscono un contributo sulle rette che va dai 28 ai 65 euro giornalieri. Ha aggiunto. «Le indagini giornalistiche sono culminate in verifiche dei Nas che hanno aggiunto particolari sconcertanti. L’assessore Montaldo sui giornali ha promesso controlli per stilare un preciso report, del quale, però, non ho notizia. Si sa che una delle strutture incriminate dai Nas ha risolto la sua posizione con una semplice ammenda di diecimila euro. Chiedo all’assessore che cosa è stato fatto di concreto in questo ultimo anno».

L’assessore alla salute, Claudio Montaldo ha risposto «Quanto emerge dalle inchieste giornalistiche per noi è oggetto di attenzione e spesso interviene la magistratura. In molti casi emerge alla fine che i fatti evidenziati non erano rilevanti. Un singolo caso non può giustificare il giudizio sull’intero sistema che assiste migliaia di anziani nell’intera regione e che viene sistematicamente verificato. In base alle normativa vigente i controlli vengono effettuati in maniera molto ravvicinata ed in particolare, laddove vengono sollecitati dai parenti, l’intervento è tempestivo. Buona parte di questa attività di vigilanza viene effettuata in collaborazione con i Nas. Il fatto che un caso si sia concluso con un’ammenda di diecimila euro rientra in quanto previsto dalla legge e non siamo in presenza di casi particolarmente gravi. Dove si sono verificati fatti gravi, si è agito di conseguenza. Alcuni anni fa, ad esempio, nel territorio genovese è stata sospesa un’autorizzazione ad una struttura e assegnato un termine di trenta giorni per rientrare nei parametri di legge. A Imperia una struttura era stata commissariata.». Montaldo ha annunciato che nel nuovo strumento di programmazione 2012- 2015 in fase di elaborazione da parte dell’assessorato alle politiche sociali, in collaborazione con quello alla salute, sono previsti precisi criteri, ancor più puntuali, per la residenzialità e la semiresidenzialità. «Fornirà – ha detto – i necessari punti di attenzione, non solo di controllo»

Siri ha auspicato che ciò avvenga, ribadendo la necessità di vigilare attentamente.

Codici Verdi a pagamento

Edoardo Rixi (Lega nord Liguria – Padania) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta «il modo in cui si faranno pagare i codici verdi per evitare che le spese per le doverose cure agli extracomunitari vadano a pesare sulle casse pubbliche e quindi sui cittadini liguri». Dopo aver ricordato che l’interrogazione giace senza risposta da un anno Rixi ha sostenuto che quella del ticket potrebbe essere vista da taluni, e la giunta sembrava essere fra questi, una soluzione per evitare l’uso improprio dei pronti soccorso. Questi ultimi in molti casi, come quello di Villa Scassi, sono al limite del collasso «a causa della cattiva abitudine, ormai diventata comune nella numerosa comunità extracomunitaria, di ricorrere al pronto soccorso specie al lunedì anche per patologie che dovrebbero essere risolte dal medico di base. La Giunta ha dichiarato la volontà di estendere il ticket sanitario anche alle prestazioni ospedaliere non gravi, classificate con il cosiddetto codice verde, e ha ricordato che moltissimi extracomunitari, che si rivolgono ai reparti di emergenza, vengono registrati con questo livello di gravità. Tuttavia, poiché «è notoriamente più difficoltoso richiedere il pagamento» agli stranieri Rixi ha paventato che una innovazione del genere finirà per determinare «un costo per il pubblico erario. Vorrei sapere se la giunta ha cambiato visione, dato che i ticket non sono stati introdotti e i pronto soccorso sono sempre più intasati»..

Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «Il tema dell’utilizzo improprio dei pronti soccorso non riguarda sola la nostra regione. Le situazioni più difficili in termini di affollamento si verificano il lunedì, ma la causa non sembra legata ad un maggiore afflusso dopo il week end, periodo durante il quale non c’è l’assistenza dei medici di famiglia, ma al fatto che i posti letto nei reparti ospedalieri sono ancora occupati. Nel fine settimana, per la ridotta presenza di medici o per cattiva abitudine, non si verificano dimissioni di ricoverati. Il problema quindi è da affrontare da due punti vista: l’appropriatezza dell’acceso ai pronto soccorso e il governo dei posti letto che spesso sono ancora prenotati per l’attività elettiva». Montaldo quindi ha trattato il problema dei ticket sui codici verdi: «Abbiamo soprasseduto a ogni decisione perché sul tema è in corso un confronto con il Governo. Altre Regioni li hanno introdotti, noi stiamo aspettando che si trovi un orientamento di carattere nazionale il meno punitivo possibile. Come tutti sanno, abbiamo abbandonato il tavolo del confronto dopo l’ultima riduzione dei finanziamenti. Tra l’altro su noi tutti incombe una norma della finanziaria del luglio 2011 che prevede per il 2014 5 miliardi e mezzo di tagli e due miliardi di ticket. Ora i famosi 10 euro che paghiamo valgono 800 milioni quindi per arrivare a due miliardi occorre portare il ticket a 30 euro: una soluzione davvero pesante».

Edoardo Rixi si è dichiarato solo parzialmente soddisfatto: «E’ giusto aspettare le decisioni nazionali, ma la Liguria deve trovare autonomamente e subito delle soluzioni perché i nostri conti sono peggiori di quelle di altre regioni. Alcune di queste hanno già introdotto i ticket ai pronto soccorso ma contemporaneamente hanno potenziato la rete di base evitando che prosegua la corsa al pronto soccorso. E’ questa la strada giusta».

Risorse per asl e enti equiparati

I criteri di assegnazione delle risorse finanziarie alle asl e agli enti equiparati è stato l’argomento di una interrogazione presentata da Marco Scajola (Pdl).

Il consigliere ha ricordato che la Giunta regionale con la delibera del 21 giugno n. 719 ha stabilito la quota parte delle risorse finanziarie da assegnare alle aziende sanitarie e agli enti equiparati per il 2011 con un impegno complessivo di 1.430.795.608,00 di euro,. «Ancora una volta – ha aggiunto – la provincia di Imperia viene decisamente penalizzata rispetto ad altri territori». Scajola ha sottolineato che, «escludendo la Asl4, la Asl 1 è maglia nera nel riparto delle risorse con 338.000.000,00 di euro, avendo ricevuto 201 milioni di euro in meno rispetto all’Asl savonese, 532 milioni in meno rispetto all’Asl 3 di Genova ed, infine, 32 milioni in meno rispetto alla Asl 5 spezzina». Da queste considerazioni è nata la richiesta al presidente della giunta e all’assessore competente per conoscere «con quali criteri e modalità vengano distribuite le risorse economiche e perché la provincia di Imperia sia sempre la più penalizzata». Ha aggiunto Scajola: «L’Asl 1 viene ritenuta molto virutosa, perché quindi questa disparità di trattamento?». Il consigliere ha anche chiesto se «l’ipotetico intervento dello Stato, in materia sanitaria, con 35 milioni di euro, del quale si è parlato alcuni mesi fa sia o meno in arrivo».

L’assessore alla salute, Claudio Montaldo, ha risposto «Una precisa deliberazione della conferenza delle Regioni, che prevede il riparto delle risorse statali, assegna a noi 35 milioni di euro in più, per quanto è stato fatto. Saremmo dunque in una situazione che ci darebbe respiro, ma il ministero dell’economia ha bloccato l’intesa Stato-Regioni. Naturalmente auspichiamo che la vicenda si sblocchi. L’intenzione del ministero dell’economia è di effettuare una revisione dello “spending rewiew”. Ha continuato: «La quota capitaria per l’Asl 1 è di 1792 euro , per la Asl 3, con tutto il carico ospedaliero, è 2182 euro. E’ chiaro che la Asl genovese deve produrre ulteriori riduzioni. Ci sono squilibri strutturali che stiamo attentamente valutando, L’intento è quello di andare, nel 2012, progressivamente all’avvicinamento delle quote capitanerie. Spendere di meno non significa avere servizi peggiori: in genere dove si spende di più ci sono servizi peggiori».

Scajola ha ribadito la necessità di tenere in maggiore considerazione le realtà virtuose, anziché penalizzarle. Ha insistito sullo sforzo che deve essere fatto per annullare la differenza tra le quote capitarie applicate nelle asl liguri.

Una nuova sede genovese per l’Istituto idrografico della Marina

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato una interrogazione per conoscere «quali iniziative intenda assumere la giunta per salvaguardare la presenza a Genova dell’Istituto Idrografico della Marina ed, in particolare, per individuare un sito atto ad ospitare una nuova sede».

L’Istituto Idrografico della Marina nazionale, che dipende dal Ministero della Difesa, è l’organo cartografico dello Stato designato alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale: conduce il rilievo sistematico dei mari italiani, avvalendosi delle navi idro-oceanografiche della Marina Militare e di proprie spedizioni, valorizza e controlla i dati raccolti per la produzione della cartografia e della documentazione nautica, sia tradizionale sia in formato elettronico e, infine, cura la diffusione delle informazioni nautiche in ambito nazionale e internazionale”. Pellerano ha ricordato che la collocazione dell’istituto nell’edificio di Forte S. Giorgio di Genova risale a 140 anni fa, ma «oggi la sede non risponde più ai requisiti richiesti ad un moderno stabilimento di lavoro, con ovvie ripercussioni sul funzionamento e diviene, quindi, sempre più urgente l’individuazione di una sede alternativa. Riteniamo quindi opportuno identificare al più presto una nuova sede per garantire la continuità del servizio compiuto e salvaguardare a livello cittadino una importante realtà produttiva ed occupazionale». Il consigliere ha ribadito «l’alto valore tecnico e scientifico di questo Istituto e la possibilità di positive sinergie con altre realtà del tessuto economico e scientifico genovese (il futuro Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli, l’I.I.T.,l’Acquario, l’Università, la Fondazione dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile) ». Negli ultimi mesi era stata valutata l’ipotesi di collocare l’Istituto presso un’area adiacente al Porto Antico di Genova, le ex lavanderie industriali: «Tale soluzione permetterebbe non solo positive sinergie con la Capitaneria di Porto ed una maggiore vicinanza al porto ed alle navi dell’Istituto – ha spiegato Pellerano – ma anche la possibilità di valorizzare e far conoscere alla città ed ai visitatori dell’area del Porto Antico il patrimonio di tecnica e cultura che l’Istituto e la sua biblioteca custodiscono». Le rappresentanze sindacali avrebbero manifestato unanime apprezzamento per l’ipotesi di trasferimento dell’Istituto in tale area mentre proprio il 21 giugno 2012 ricorre la giornata mondiale dell’idrografia dedicata al tema “Cooperazione Idrografica Internazionale a sostegno della sicurezza della navigazione”, in occasione della quale l’Istituto Idrografico della Marina di Genova ha in programma di organizzare un open day all’interno della sua sede a Forte San Giorgio. Pellerano ha ricordato, infine, che il prossimo 26 dicembre ricorrerà il 140° anniversario dell’Istituto Idrografico della Marina a Genova «che meriterebbe di essere celebrato con l’unità di intenti di tutti gli enti locali interessati – Regione, Comune ed Autorità Portuale – per l’individuazione della nuova sede». Occorre individuare una nuova sede perché quella attuale è affascinante ma poco adatta al lavoro oggi ex lavanderie industriali all’interno del porto antico vicino alle navi e alla capitaneria di porto

Per la giunta ha risposto il presidente Claudio Burlando: «Da tempo stiamo lavorando con l’Idrografico per trovare una soluzione alle loro necessità. Da quando le lavanderie si sono trasferite a Bolzaneto abbiamo valutato la possibilità di utilizzare il loro edificio. Poi si è affacciata l’ipotesi di una sede completamente nuova agli Erzelli, una soluzione che la Marina sembra preferire per realizzare sinergie con il polo scientifico che si sta creando. Regione, Comune e Autorità portuale lavoreranno insieme per realizzare una soluzione che affronti la valorizzazione dell’insieme delle proprietà della Marina: c’è la sede di Punta Vagno, il Forte San Giorgio dove ha sede l’Idrografico e altre. La questione ha anche una valenza occupazionale: l‘Idrografico da solo occupa oltre 100 persone. In ogni caso la scelta definitiva la farà la Marina».

Pellerano ha auspicato che nell’agenda del nuovo sindaco di Genova la questione idrografico sia ai primi posti e che il tema venga affrontato con una sinergia con l’autorità portuale. «Tra l’altro quest’anno ricorre il 141° della nascita dell’Istituto e sarebbe bello che si potesse celebrare con l’individuazione di una nuova sede bloccando sul nascere ipotesi o iniziative che potrebbero danneggiare la nostra città privandola dell’occupazione e di una attività storica e prestigiosa».

Applicare la norma sugli scarichi delle acque reflue urbane

Giacomo Conti (Federazione della Sinistra) ha illustrato un’interrogazione sugli scarichi delle acque reflue urbane. Conti ha chiesto l’applicazione della legge regionale n.4 del 2012 che subordina eventuali nuovi interventi urbanistici al funzionamento del servizio fognario depurativo. «Di fronte ad una norma così chiara – ha detto – appaiono incomprensibili le proteste dei sindaci dei Comuni “fuorilegge” che non si sono ancora adeguati alle normative comunitarie in materia di scarichi fognari. Ma sono anche inaccettabili le titubanze contenute nelle note esplicative del Dipartimento Ambiente del 10 maggio 2012. Da questa struttura ci saremmo aspettati una maggiore determinazione per mettere a norma la depurazione delle acque reflue e non, invece, suggerimenti in senso opposto». L’assessorato ha fatto tre interventi: sull’alluvione, sulla difesa della costa e sulla depurazione. Ogni volta si è cercato di aggirarli: c’è stata l’alluvione e qualcuno ha chiesto 3 mesi di sospensiva in modo da realizzare l’outlet di Brugnato in una zona esondabile, c’è la moratoria dei porti turistici e si cerca di aggirarla nonostante ormai l’offerta di posti barca superi la domanda; c’è la legge 4 che dice basta ai carichi insediativi fino a quando il comune non si doti di una struttura per la depurazione delle acque, ma dagli uffici del dipartimento ambiente escono ben due note che hanno un orientamento diverso. Per quanto riguarda i comuni, si dovrebbero impegnare un po’ di più a fare i depuratori: non si può più transigere sulla depurazione delle acque che è importante come le altre questioni di emergenza».

Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Renata Briano: «La nostra legge andava nella filosofia della prevenzione per non aumentare il carico inquinante. Questa legge è stata approvata a larghissima maggioranza e noi intendiamo applicarla fino in fondo. Siamo una regione turistica che ha nel mare uno delle sue principali attrattive e da questo punto di vista la sua pulizia ha un’importanza enorme. Questo non vuol dure bloccare tutto, ma dove non c’è depurazione bisogna accelerare la realizzazione degli impianti necessari. Il carico inquinante insediativo non deve essere aumentato. Non necessariamente questo obiettivo si realizza con i depuratori, anzi: ad Albenga ci sono progetti di auto depurazione con riuso delle acque per l’agricoltura. E’ giusto anche l’atteggiamento dei comuni che differenziano i progetti diversi sulla base del fatto che una zona sia allacciata o meno ai depuratori. In quanto alle dichiarazioni sulla stampa cui si allude, posso assicurare di non averle rilasciate».

Giacomo Conti ha replicato: «I comuni devono impegnarsi nella depurazione delle acque, è una priorità. Certi progetti edilizi possono aspettare. Questa legge è utile anche per l’economia ligure che per tanta parte si basa sul turismo» .

Dimissioni di un membro del Consiglio di Amministrazione di Datasiel

Luigi Morgillo (Pdl) ha illustrato un’interrogazione in cui aveva chiesto «se il presidente della giunta e l’assessore competente non ritenessero giusto, opportuno e coerente con quanto sempre sostenuto, richiedere a Francesco Oddone di rassegnare le dimissioni da membro del C.D.A. di Datasiel dopo la sua nomina ad assessore comunale». Morgillo ha aggiunto in aula che Oddone pochi giorni fa, dopo la presentazione dell’interrogazione, ha rassegnato le dimissioni. «L’incarico di presidente della S.p.A. Datasiel comporta un impegno consistente – ha detto Morgillo – e nelle nomine di competenza della Regione, per quanto non previsto dalle norme vigenti, si cerca di evitare il cumulo di incarichi e la sovrapposizione tra cariche istituzionali ed incarichi operativi e gestionali nelle società controllate. Dico la verità: le dichiarazioni di Oddone, quando affermò che on voleva abbandonare l’incarico in Datasiel, mi hanno suscitato sconcerto e anche un po’ di rabbia: se si sceglie di servire le istituzioni lo si fa a tempo pieno e non part time. Credo inoltre che ci siano casi in cui, pur non incorrendo la illegittimità formale, ci sia l’opportunità di non mantenere due incarichi: è un segnale importante e doveroso da offrire all’opinione pubblica. Non si devono occupare due poltrone o fare il doppio lavoro perché c’è gente che di lavoro non ne ha neanche uno».

Per la giunta ha risposto il presidente Claudio Burlando: «Non so bene cosa rispondere in quanto il problema ha già trovato soluzione: Oddone si è dimesso e ha depositato le sue dimissioni nella giornata di ieri. Se non lo avesse fatto avrei chiesto agli uffici come stavano le cose, ma credo che non avrebbero verificato incompatibilità formali: quello di presidente del Consiglio di amministrazione non è un incarico esecutivo. Sulla questione di opportunità politica, qualora non si fosse dimesso, avrei chiesto al Consiglio di pronunciarsi in proposito, perché la nomina è fatta dall’Assemblea. A questo proposito, voglio sperare che guardando alla futura nomina, vista la delicatezza del momento, in futuro, accanto ad un management valido, ci sia un Consiglio di amministrazione autorevole che punti ad razionalizzazione della società e dei costi di un’azienda che è così importante per la sanità e per la Regione. Voglio dare atto che Datasiel ha lavorato bene, in un rapporto positivo con l’azionista, raggiungendo obiettivi importanti. Sono certo che la commissione nomine farà il suo lavoro con celerità e che si potrà avere una nuova presidenza con la stessa autorevolezza e capacità di incidere della precedente».

Luigi Morgillo ha ribattuto sulle questione incompatibilità e opportunità politica in fatto di nomine: «Spero che Doria alle parole faccia seguire i fatti. Penso a Isabella Lanzone, appena nominata assessore comunale al Personale e dirigente della Asl. Quest’ultima non ha bisogno di personale part time e lei deve fare una scelta».

Polo ostetrico-ginecologico del San Martino

Raffaella Della Bianca (Gruppo misto – Riformisti italiani) ha presentato una interrogazione alla giunta «sull’ipotizzato sdoppiamento del polo ostetrico ginecologico». Della Bianca ha ricordato che il piano di riorganizzazione del San Martino – Ist (ancora in attesa di approvazione definitiva da parte della Regione), «invece di seguire un regime di austerità e di risparmio», prevede lo sdoppiamento in due unità dell’Area afferente il Polo Ostetrico-Ginecologico nel reparto di Ginecologia e Clinica Ostetrica. Questa decisione avrebbe scatenato l’ira dei medici che – ha spiegato il consigliere – hanno disertato il bando di mobilità interna per trasferirsi nella nuova unità ospedaliera di Ostetricia e Ginecologia, nata dallo sdoppiamento della Clinica Universitaria diretta dal professor Pierluigi Venturini. Secondo alcune fonti di stampa, ha aggiunto il consigliere, «il futuro primario dovrà essere il senatore dell’Udc Claudio Gustavino, ma i ginecologi definiscono ‘incredibile’ questa decisione della Direzione Generale, di fronte ad una crisi economica che sta provocando non solo il blocco delle assunzioni e delle carriere ma anche il mancato acquisto di strumenti e materiale d’uso». Il consigliere ha chiesto alla giunta «come sia possibile proseguire nella riorganizzazione del nuovo Ente senza un documento ufficiale approvato dal Consiglio regionale, se la Giunta intenda intervenire sulle decisioni prese dal direttore generale del San Martino, ponendo fine ai continui rimpalli di competenze tra l’Assessore Montaldo e lo stesso Barabino». Il consigliere ha quindi invitato la giunta a «essere coerente con gli slogan elettorali che recitano “fuori la politica dalle nomine” e ad affidare incarichi senza seguire logiche politiche ma solo meritocratiche».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo «Non è serio dire che siamo in presenza dello sdoppiamento della struttura di ginecologia: due strutture c’èrano già prima. Quindi non siamo in presenza della creazione di una nuova struttura ad hoc per un politico. In realtà poi non è vero che si sceglie un politico perché in realtà Claudio Gustavino per anni è stato primario della struttura di oncologia dell’Ist. Venne nominato nei primi anni del 2000 e attualmente è in aspettativa avendo un incarico parlamentare. Per altro è in corso un’analisi, sulla base delle proposte di Università e San Martino-Ist, sulla possibile ristrutturazione dei servizi. Nessun rimpallo: un documento verrà portato dalla Giunta in commissione e in quella sede si deciderà la struttura definitiva che del Polo ostetrico – ginecologico. Nel frattempo si soprassiederà a qualsiasi decisione definitiva».

Raffaella Della Bianca non si è detta soddisfatta della risposta: «Se dobbiamo razionalizzare che senso ha mantenere due strutture? Se dobbiamo basare le nostre scelte sulla meritocrazia come possiamo affidare una struttura di questo rilievo ad una persona che, pur avendo i titoli, da diversi anni non esercita più la professione a tempo pieno? In quanto alla ristrutturazione attendo di vedere i dati in commissione per valutare l’entità di questa struttura con assoluta serenità e assoluta franchezza. Quando c’è da tagliare o da risparmiare non possiamo fare figli e figliastri a seconda del nome in ballo».

Blocco delle operazioni chirurgiche negli ospedali savonesi

Marco Melgrati (Pdl) ha illustrato un’interrogazione relativa al blocco delle operazioni chirurgiche nelle strutture del savonese, preannunciate già nel mese di aprile da alcuni articoli di stampa, secondo i quali il direttore generale della Asl 2 avrebbe deciso di interrompere l’attività chirurgica per sette settimane, in prossimità delle festività più importanti: due settimane a Pasqua, tre settimane a ferragosto, due settimane a Natale. Le motivazioni, secondo Melgrati, sarebbero solo di «fare cassa».

Il consigliere ha contestato che questa soluzione porti ad un vero risparmio dato che il personale infermieristico e medico resterà comunque in servizio durante tale periodo. Il blocco, a suo avviso, avrà soltanto l’effetto di allungare le liste d’attesa. Melgrati ha chiesto, pertanto, alla giunta, «quale sia il reale risparmio, se questo metodo contempera il diritto all’assistenza sanitaria dei cittadini ed infine se questo servizio sia accettabile e se non vi sia altro modo per evitare sprechi e sovrapposizioni. «Il blocco delle due settimane Pasqua c’è già stato e ora possiamo valutare quale risparmio abbia portato. Così come possiamo sapere quale risparmio sia stato ottenuto a livello di day surgery. Certamente ha allungato le liste di attesa da 6 a 9 settimane. Se l’assessore vuole risparmiare davvero qualche suggerimento io e il collega Rosso possiamo darglielo. Otterrà risultati concreti senza peggiorare il servizio».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «Io valuto tutti i suggerimenti – ha detto – ma in realtà non me ne arrivano tanti. Con questa sospensione temporanea delle attività i risparmi ci sono stati e consistenti. L’operazione, che in ogni caso garantisce che gli interventi urgenti vengano fatti e mantiene le sale operatorie aperte a questo scopo, nasce dalla necessità di ottimizzare le risorse a disposizione tenendo conto della ridottissima copertura del turnover. In pratica si evita che si creino situazioni di sovraccarico per il personale con ricorso allo straordinario o a periodi di congedo aggiuntivo con giornate di lavoro che, a seconda dei contratti, devono essere retribuite o recuperate. Occorre considerare che anche le ferie non godute rappresentano un costo per l’amministrazione. Con il blocco delle due settimane a Pasqua sono stati risparmiati 400 mila euro e numerose giornate di congedo. In generale le prossime chiusure previste consentiranno di risparmiare altre 695 giornate di congedo. Non siamo in presenza della volontà di peggiorare il servizio ai cittadini ma di applicare le regole della buona amministrazione. In quanto all’aumento delle settimane di attesa queste potranno essere riassorbite nei periodi successivi quando l’organico sarà completo».

Servizi di radioterapia e offerta sanitaria alla asl4

Matteo Rosso (Pdl) ha presentato una interrogazione alla giunta «per sapere, alla luce delle recenti notizie, quale sia, e quale sarà, l’offerta sanitaria dell’ASL 4». Rosso ha ricordato la possibile riduzione dei servizi di radioterapia relativamente al territorio di competenza dell’Asl 4 e «i molteplici tagli che l’assistenza sanitaria ligure sta subendo nell’ultimo periodo» e ha ribadito «che è necessario garantire un efficiente servizio sanitario su tutto il territorio ligure». Rosso ha denunciato un altro problema legato alle lunghe liste di attesa per le prestazioni ambulatoriale di radiologia: «Per una ecografia alla mammella si deve attendere anche un anno e questo va contro tutiti i principi della prevenzione sanitaria oppure obbliga la paziente a rivolgersi a strutture private» e ha chiesto che il direttore della asl4 venga ascoltato in commissione. Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo che ha ricordato che l’offerta sanitaria della asl4 è consolidata e, a parte il servizio dialisi, non ci sono altri aspetti da razionalizzare. L’assessore ha ricordato che c’è una struttura specializzata nell’emergenza a Lavagna mentre i poli di Sestri Levante e Rapallo lavorano sugli interventi di elezione»

Rosso ha ribadito la richiesta di audizione del direttore chiedendo certezze sulla futura collocazione del polo ambulatoriale di Santa Margherita .

Tunnel Rapallo-Fontanabuona

Il progetto del tunnel fra Rapallo e la Fontanabuona è stato argomento dell’interrogazione presentata da Roberto Bagnasco (Pdl).

Il consigliere ha sottolineato che «quest’opera è di strategica importanza e costituisce il primo step dell’indispensabile “Gronda di Levante”. Il consigliere ha ricordato che «la Giunta regionale, in particolare l’Assessore Boitano, aveva dichiarato che per la fine del 2011 sarebbe stato pronto il progetto preliminare del collegamento Rapallo – Fontanabuona». Bagnasco ha quindi chiesto alla giunta «quale sia la situazione reale di un progetto che ha costituito un momento fondamentale della campagna elettorale del Presidente Burlando e di molti esponenti dell’attuale maggioranza consigliare». Infine Bagnasco all’assessore le ultime notizie relativamente al tunnel fra Santa Margherita e Rapallo.

Per la giunta ha risposto l’assessore alle Infrastrutture Raffaella Paita: «Apprezzo l’attenzione del consigliere Bagnasco alle problematiche infrastrutturali della Regione. A Marzo la Regione ha ricevuto una copia del progetto preliminare, elaborato comunque in forma avanzata poiché fornisce informazioni sui costi, lo studio di fattibilità e, soprattutto, cambia il giudizio sull’opera, definita ora strategica e positiva nel rapporto costi-benefici. E’ stata già distribuita ai comuni della zona perché ne prendano conoscenza e a giugno inizierà il dibattito con gli enti sul territorio per avere la loro approvazione». L’assessore ha ricordato che la Regione si è dichiarata disponibile a cofinanziare l’opera e che il Governo, attraverso il ministro Passera ha dimostrato «comprensione per l’importanza strategica dell’opera per l’intera zona. Ora però si apre la fase politica con società autostrade per attuare il finanziamento. Credo, con tutte queste premesse, che non siamo mai stati così vicini alla possibilità di vedere realizzata quest’opera». Riguardo al collegamento fra Santa Margherita e Rapallo Paita ha annunciato che dovrà prendere contatti con la nuova amministrazione di Rapallo per valutare l’orientamento del Comune sul progetto e ha ribadito: «Ovviamente la Regione si impegna in queste opere se c’è la piena condivisione da parte di tutte le amministrazioni locali coinvolte».

Bagnasco si è dichiarato soddisfatto e ha chiesto all’assessoire di essere costantemente informato sull’evoluzione della vicenda.