Diario di viaggio giorno II Danzica
La stanchezza e la pioggia battente, tra vento forte, allarmi che scattano, tuoni e fulmini, rendono la notte poco proficua, dormo poco e male, sotto la trapunta, come da usi nordici, si suda, ma appena metti le bracci afuori la casa è freddina.
In più il sole di primo mattina si insinua sotto le tapparelle puntandomi diritto al volto, alle 8 mi alzo più stanco della sera prima, una doccia e la circolazione riprende il suo corso normale.
Andiamo subito a fare colazione lungo la Motlava in un Segafredo Caffè (è arrivato fin qua, ma il Bologn anon lo ha voluto comprare, mah?!), prendiamo un cappuccino grande e un abella fetta di torta di fragola, slurp, buonissima con tutta quella panna.
L'aria è frizzante, in giro per strada c'è ancora quasi nessuno, conveniamo che è sabato e la gente se la prende comoda, dopo i bagordi della sera prima, pur se la Polonia non ha vinto.
Ritorniamo sui nostri passi ed attraversiamo il ponte che dà accesso all'isola Spichlerze, creata nel 1576 al tempo dello scavo del canale sulla Motlava, a quei tempi ospitava oltre 300 granai, di cui sono rimasti pochi resti, dopo gli incendi e le devastazioni dei secoli seguenti.
Sul ponte quasi a far da sentinella si ergono due torrioni del castello gotico del XVII secolo, sopravvissuti alla guerra, e , affettuosamente, soprannominati bidoni del latte.
Dalla sponda opposta finalmente poassiamo vedere per bene la gru Zuraw e ci sbizzarriamo con un po di foto. All'interno della zona, che è detta Marina di Danzica,
ci sono diversi alberghi e musei rimessi a nuovo in antichi palazzi storici, andiamo anche sotto la Soldek, la prima nave d'altura costruita dopo la fine della II guerra mondiale e varata nel 1948, che non riusciamo a visitare, perchè l'orario di visite non è ancora cominciato.
La bella giornata, luminosa e calda, ci permette di riammirare monumenti e vie del centro con una luce diversa che regala magnificenza e lucore ai colori.
Percorriamo la Via Mariaka, la più elegante di Danzica, che raccoglie esempi di architettura tradizionale ed è tutts un susseguirsi di gioiellerie che espongono i loro bellissimi manufatti di ambra, per cui è celebre questa città e di caffè che si affacciano sulla via con le loro terrazze.
Sbuchiamo dopo un po' di viuzze davanti all'arsenale, vivido esempio di manierismo olandese del 1600, con la sua facciata ricca di fregi dorati.
La bella giornata di sole, finalmente caldo, dopo un paio d'ore di cammino, ci invita ad una sosta 'abbronzante', che ci permette di vedere come la città si stia lentamente , ma decisamente, ispanizzando,
sono centinaia i fans spagnoli con maglie rosse e bandiere giallorosse che affollano le vie e lanciano cori al cielo, se ieri li guardavamo con curiosità, ora iniziano a starci poco simpatici.
Arrivata dagli States Mariela, moglie di Gianluca, ne approfittiamo per un ulteriore sosta a casa e poi nel pub di ftonte per mangiare i nostri primi pierogi accompagnati dalla solita birra polacca, alla modica cifra complessiv adi 48 zloti.
Il pomeriggio ricomincia con la visita della Chiesa di Santa Maria, la chiesa medioevale in mattoni più grande d'Europa, costruita in un secolo e mezzo, la navata è lunga 100 metri e l'interno contiene arredi in stile gotico, manierista e barocco.
Quando siamo lì lì per uscire siamo bloccati dall'ennesimo temporale, violento con un vento fortissimo, che ci costringe a prolungare la sosta.
Dopo oltre mezzora, finalmente, riusciamo a riprendere il cammino, il centro ormai pullula di spagnoli, pochi, troppo pochi, gli italiani per le strade.
Prendiamo dalla Porta Superiore, il sottopasso che ci porta alla fermata del tram numero 6 che dopo una mezzora e 20 stazioni, ci lascia nella zona della Cattedrale di Oliwa, sede di un ricco ordine cistercense, in stile gotico, vide l'inizio dei lavori nel XIV secolo, al suo interno c'è uno degli organi iù grandi d'Europa.
Capitiamo nel bel mezzo di un matrimonio, ne approfittiamo per assistere all'uficio religioso, meno sfarzoso di quelli italiani. Subito dopo, in pochi istanti gli addetti della Chiesa, preparano la celebrazione successiva: la prima comunione di un sacco di ragazzini, tagliamo la corda….
Dopo un giro nel bel parco di Oliwa, tra fiori e giardini molto curati, ritorniamo in centro con il tram numero 12.
Qua ormai pare d'essere a Madrid o sulle ramblas, ovunque sale la marea giallorossa, l'ultima tappa culturale è la visita della chiesa di Santa Caterina, la più antica ed importante della città vecchia, risalente al 1227, i cui arredi vennero in gran parte saccheggiati nel 1945, caratterizzata dalla grande torre , alta 76 metri ed elevata nel 1486.
Dopo tanto cammino e cultura chiudiamo la serata con una cena in uno dei locali del lungo Motlava, questa volta tutta a base di pesce, si comincia da una zuppa di vegetali e pesce misto, poi attacco una trota, decisamente saporita e chiudo con uno Jagermeister, effetto idraulico liquido.
Dopo tanto peregrinare rientriamo a casa giustappunto per assistere in tv al secondo tempo di Germania-Portogallo, i primi minuti di caqlcio giocato che riesco a vedere da quando è iniziato Euro 2012…
E domani ci aspetta un'altra giornata intensa, con il clou alle 18 quando saremo allo stadio a sostenere gli azzurri contro i campioni euro-mondiali della Spagna!
Forza azzurri non ci crediamo!!!
In più il sole di primo mattina si insinua sotto le tapparelle puntandomi diritto al volto, alle 8 mi alzo più stanco della sera prima, una doccia e la circolazione riprende il suo corso normale.
Andiamo subito a fare colazione lungo la Motlava in un Segafredo Caffè (è arrivato fin qua, ma il Bologn anon lo ha voluto comprare, mah?!), prendiamo un cappuccino grande e un abella fetta di torta di fragola, slurp, buonissima con tutta quella panna.
L'aria è frizzante, in giro per strada c'è ancora quasi nessuno, conveniamo che è sabato e la gente se la prende comoda, dopo i bagordi della sera prima, pur se la Polonia non ha vinto.
Ritorniamo sui nostri passi ed attraversiamo il ponte che dà accesso all'isola Spichlerze, creata nel 1576 al tempo dello scavo del canale sulla Motlava, a quei tempi ospitava oltre 300 granai, di cui sono rimasti pochi resti, dopo gli incendi e le devastazioni dei secoli seguenti.
Sul ponte quasi a far da sentinella si ergono due torrioni del castello gotico del XVII secolo, sopravvissuti alla guerra, e , affettuosamente, soprannominati bidoni del latte.
Dalla sponda opposta finalmente poassiamo vedere per bene la gru Zuraw e ci sbizzarriamo con un po di foto. All'interno della zona, che è detta Marina di Danzica,
ci sono diversi alberghi e musei rimessi a nuovo in antichi palazzi storici, andiamo anche sotto la Soldek, la prima nave d'altura costruita dopo la fine della II guerra mondiale e varata nel 1948, che non riusciamo a visitare, perchè l'orario di visite non è ancora cominciato.
La bella giornata, luminosa e calda, ci permette di riammirare monumenti e vie del centro con una luce diversa che regala magnificenza e lucore ai colori.
Percorriamo la Via Mariaka, la più elegante di Danzica, che raccoglie esempi di architettura tradizionale ed è tutts un susseguirsi di gioiellerie che espongono i loro bellissimi manufatti di ambra, per cui è celebre questa città e di caffè che si affacciano sulla via con le loro terrazze.
Sbuchiamo dopo un po' di viuzze davanti all'arsenale, vivido esempio di manierismo olandese del 1600, con la sua facciata ricca di fregi dorati.
La bella giornata di sole, finalmente caldo, dopo un paio d'ore di cammino, ci invita ad una sosta 'abbronzante', che ci permette di vedere come la città si stia lentamente , ma decisamente, ispanizzando,
sono centinaia i fans spagnoli con maglie rosse e bandiere giallorosse che affollano le vie e lanciano cori al cielo, se ieri li guardavamo con curiosità, ora iniziano a starci poco simpatici.
Arrivata dagli States Mariela, moglie di Gianluca, ne approfittiamo per un ulteriore sosta a casa e poi nel pub di ftonte per mangiare i nostri primi pierogi accompagnati dalla solita birra polacca, alla modica cifra complessiv adi 48 zloti.
Il pomeriggio ricomincia con la visita della Chiesa di Santa Maria, la chiesa medioevale in mattoni più grande d'Europa, costruita in un secolo e mezzo, la navata è lunga 100 metri e l'interno contiene arredi in stile gotico, manierista e barocco.
Quando siamo lì lì per uscire siamo bloccati dall'ennesimo temporale, violento con un vento fortissimo, che ci costringe a prolungare la sosta.
Dopo oltre mezzora, finalmente, riusciamo a riprendere il cammino, il centro ormai pullula di spagnoli, pochi, troppo pochi, gli italiani per le strade.
Prendiamo dalla Porta Superiore, il sottopasso che ci porta alla fermata del tram numero 6 che dopo una mezzora e 20 stazioni, ci lascia nella zona della Cattedrale di Oliwa, sede di un ricco ordine cistercense, in stile gotico, vide l'inizio dei lavori nel XIV secolo, al suo interno c'è uno degli organi iù grandi d'Europa.
Capitiamo nel bel mezzo di un matrimonio, ne approfittiamo per assistere all'uficio religioso, meno sfarzoso di quelli italiani. Subito dopo, in pochi istanti gli addetti della Chiesa, preparano la celebrazione successiva: la prima comunione di un sacco di ragazzini, tagliamo la corda….
Dopo un giro nel bel parco di Oliwa, tra fiori e giardini molto curati, ritorniamo in centro con il tram numero 12.
Qua ormai pare d'essere a Madrid o sulle ramblas, ovunque sale la marea giallorossa, l'ultima tappa culturale è la visita della chiesa di Santa Caterina, la più antica ed importante della città vecchia, risalente al 1227, i cui arredi vennero in gran parte saccheggiati nel 1945, caratterizzata dalla grande torre , alta 76 metri ed elevata nel 1486.
Dopo tanto cammino e cultura chiudiamo la serata con una cena in uno dei locali del lungo Motlava, questa volta tutta a base di pesce, si comincia da una zuppa di vegetali e pesce misto, poi attacco una trota, decisamente saporita e chiudo con uno Jagermeister, effetto idraulico liquido.
Dopo tanto peregrinare rientriamo a casa giustappunto per assistere in tv al secondo tempo di Germania-Portogallo, i primi minuti di caqlcio giocato che riesco a vedere da quando è iniziato Euro 2012…
E domani ci aspetta un'altra giornata intensa, con il clou alle 18 quando saremo allo stadio a sostenere gli azzurri contro i campioni euro-mondiali della Spagna!
Forza azzurri non ci crediamo!!!






