La seduta odierna
Chirurgia toracica e vascolare: concentrazione di reparti e situazione dell’ospedale “Villa Scassi”
Stefano Quaini (Idv) ha presentato un’interrogazione per «avere chiarimenti circa la funzionalità dei servizi deputati all’emergenza nel Ponente genovese e per sapere se sia stata considerata l’eventualità che determinate emergenze sanitarie in particolare di carattere toracico o cardiovascolare se non vengono trattate tempestivamente possano condurre a morte il paziente in tempi rapidi,. Quaini ha ricordato che il nosocomio di “Villa Scassi” a Genova – Sampierdarena rimane l’unico di riferimento del Ponente genovese zona dove questi servizi esistono. Il consigliere ha sottolineato che l’ospedale di Sampierdarena è sede di un Dipartimento di emergenza di 1° livello e che fra breve sarà pianificata la nuova organizzazione delle strutture complesse e semplici dell’ospedale da parte della direzione generale dell’ASL3. «La divisione di chirurgia vascolare e la struttura semplice e dipartimentale di chirurgia toracica – ha spiegato Quaini – rappresentano realtà fondamentali per l’inserimento di pazienti afferenti al DEA, sia in regime di elezione che in regime di emergenza, e la chirurgia toracica svolge un ruolo fondamentale di supporto all’attività della pneumologia interventistica, della rianimazione, del pronto soccorso, così come la chirurgia vascolare svolge un ruolo fondamentale in appoggio all’attività di pronto soccorso, rianimazione, nefrologia, trattamento di vasculopatia in caso di piede diabetico».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo «Abbiamo in atto da tempo un impegno della Asl 3 affinché, nelle condizioni logistiche e strutturali date, si operi per migliorare le funzioni del pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi per garantire ad un bacino di ben 300 mila abitanti interventi di media complessità e difficoltà. Questo avviene avendo a disposizione un ospedale abbastanza piccolo: 150 posti letto. In questa situazione si è deciso di spostare alcune discipline per garantire uno spazio maggiore per il potenziamento della “osservazione breve intensiva” e alla medicina d’urgenza, che operano come articolazione organizzativa del pronto soccorso. Questa strategia ha ottenuto il risultato di garantire standard strutturali tecnologici e organizzativi uniformi per l’erogazione dei livelli assistenziali e di ridurre il numero di persone in barella in attesa di ricovero. Questo accade con l’eccezione del lunedì, giorno in cui il problema resta grave. Per quanto riguarda chirurgia toracica, sulla base di una deliberazione del Consiglio regionale, che ha deciso di ridurre il numero eccessivo di questi reparti nell’area metropolitana, si è concentrata l’attività al San Martino – Ist facendola confluire in un’unica struttura dedicata all’attività elettiva. Contemporaneamente si è deciso di confermare una struttura semplice di chirurgia toracica a Villa Scassi in funzione di pronto soccorso e di emergenza. Questo ha una coerenza con la volontà di mantenere quell’ospedale legato al emergenza e urgenza. Per l’attività di chirurgia vascolare si era deciso di andare alla soppressione di una delle tre strutture presenti nell’area metropolitana genovese lasciando “vive” quelle del San Martino e del Galliera e facendo confluire la struttura di Villa Scassi al San Martino. In generale per le attività più complesse che necessitano delle migliori competenze professionali e delle tecnologie più costose e innovative, la concentrazione nelle sedi più idonee, per logistica e missione dell’Azienda, sono la migliore garanzia di prevenzione di eventi tragici connessi con la frammentazione dei percorsi terapeutici. Occorre – ha concluso l’assessore – svolgere un approfondimento riguardo le attività legate alla terapia del piede diabetico per dare risposte che non implicano necessariamente la moltiplicazione delle strutture ma una diversa organizzazione dei reparti di ortopedia, diabetologia e medicina vascolare in modo da eliminare le duplicazione e la triplicazione delle strutture» .
Quaini ha replicato: «In un Dea di primo livello la chirurgia toracica è importante e va mantenuta. La chirurgia vascolare del Villa Scassi aveva una sua dignità professionale che va salvaguardata così come il centro diabetico. Si spera che gli accorpamenti in corso riescano a mantenere stesse potenzialità e si inseriscano positivamente in un nuovo contesto. Faremo opera di monitoraggio in proposito».
Nuova sede dell'Arpal a Savona
L’assessore all’ambiente Renata Briano ha risposto ad un’interrogazione con risposta scritta di Matteo Rosso (Pdl) sull’acquisto di una nuova sede dell'Arpal a Savona la cui risposta non era pervenuta nei termini previsti. Nell’interrogazione Rosso chiedeva di sapere se la giunta fosse a conoscenza del motivo per cui si sta procedendo all’acquisto della sede, nonostante ve ne sia una già presente e ristrutturabile, e a quanto ammonti l’importo relativo all’acquisto della struttura. «Secondo recenti notizie – ha detto Rosso – sembrerebbe che Arpal stia per comperare una nuova sede per il suo dipartimento di Savona nell’area del Parco Doria. Tale edificio viene venduto dalla Società a partecipazione maggioritaria pubblica I.P.S. di Savona. Arpal, tuttavia, possiede già una sede in pieno centro a Savona, che potrebbe essere ristrutturata risparmiando somme ingenti. Inoltre occorre considerare che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente ligure, tutt’ora in crisi anche dal punto di vista economico, dovrebbe acquisire una sede con un esborso di svariati milioni di euro, soldi pubblici che potrebbero essere sicuramente più utili a soddisfare le esigenze dei cittadini».
Briano ha replicato: «Il problema della sede era all’ ordine del giorno già della giunta precedente che aveva fatto ragionamento rispetto ad una operazione immobiliare decidendo di acquisire una nuova sede e vendendo la vecchia per fare un’operazione a costi contenuti. Quando si è insediata la nuova giunta abbiano iniziato a ragionare come risparmiare ancora di più sulla nuova sede e abbiamo avviato uno studio per ridurre gli spazi da acquisire, spendendo così ancora meno pur mantenendo invariati gli attuali livelli di controllo di Arpal. Su questo abbiamo attivato un tavolo tecnico. Siamo in attesa degli esiti di questa valutazione tecnica per dare una risposta definitiva».
Del tutto insoddisfatto il consigliere Rosso: «Innanzitutto – ha detto – questa risposta doveva essere data dall’assessore alle risorse finanziarie e patrimoniali Sergio Rossetti che è competente sulla materia. L’assessore all’ambiente, infatti, non è informato, perché fonti interne affermano che il tavolo tecnico è già concluso e si sta procedendo a investire ben 7 milioni di euro per l’acquisto di un immobile. Sette milioni in un momento di disastro economico come questo non sono poca cosa. Non solo: della compravendita si starebbe occupando Carlo Ruggeri, ex sindaco ed ex assessore regionale Pd. Siamo assolutamente contrari a questa operazione: questi soldi si potrebbero investire in Arpal, per i controlli, per il personale per dare risposte alle esigenze della sanità e non per comperare un immobile. Chiedo che l’interrogazione venga rimessa all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio e che le risposte siano puntuali e aggiornate».
Sicurezza del torrente San Francesco di Rapallo
Il consigliere Ezio Armando Capurro (Noi con Claudio Burlando) ha presentato un’ interrogazione per sapere dalla giunta, «anche alla luce delle recenti esondazioni che ci hanno colpito, quali provvedimenti intenda assumere nei confronti del Comune di Rapallo affinché metta in sicurezza il torrente San Francesco».
Capurro ha ricordato che è stato più volte evidenziato lo stato di degrado della copertura del torrente San Francesco: un tecnico, impegnato nella pianificazione territoriale e di bacino della Liguria, il 29 ottobre 2011 su un quotidiano, dopo le perizie di un altro tecnico che dal 2006 certificano lo stato di degrado della copertura del torrente, aveva affermato che su Rapallo incombe la minaccia del torrente San Francesco” il torrente è coperto nella sua parte finale con una copertura ormai vetusta….una piena di notevole portata potrebbe provocare un’esondazione disastrosa…”. Il consigliere ha sottolineato che, in seguito alle risultanze dell’ingegnere incaricato dal Comune di Rapallo, fin dal febbraio 2006 veniva evidenziata la necessità che sulla copertura del torrente fosse interdetto il transito ai mezzi di peso superiore alle 9 tonnellate e che solo eccezionalmente fosse autorizzato il passaggio ai mezzi di soccorso e della nettezza urbana, comunque sempre di peso inferiore alle 15 – max 18 – tonnellate. Non solo: l’amministrazione comunale prevedeva per il 2009 interventi pari a 2 milioni e 650 mila euro per il rifacimento della copertura di via Milite Ignoto, ma nel 2011 tale previsione veniva modificata inserendo a bilancio solo un intervento di 350 mila euro per il consolidamento strutturale della copertura del torrente San Francesco, che non prevedeva il rifacimento del tratto a monte. Capurro ha denunciato che «fino ad oggi gli interventi previsti, già fortemente ridimensionati rispetto alla previsione del 2009, non sono stati realizzati e che la situazione statica di via Milite Ignoto, in questi anni, si è ulteriormente aggravata per il continuo transito di mezzi pesanti. «Il problema è che su questa strada – ha aggiunto – passa traffico diretto all’Aurelia e nel caso in cui venga chiuso il casello di Chiavari e si debba far passare tutto il traffico pesante nella viabilità ordinaria si crea un tappo perché c’è il limite di tonnellaggio. Il problema va quindi affrontato e con urgenza. Ma è chiaro che da solo il Comune non può realizzare l’intera opera: si ipotizzano cifre che variano fra i 9 e gli 11 milioni di euro. Del resto non si tratta di viabilità solo comunale e occorre un intervento quantomeno della Regione».
Per la giunta ha risposto l’assessore all’ambiente Renata Briano: «Compito della Regione è innanzitutto capire le esigenze del Comune – ha spiegato l’assessore – . Anche perché dobbiamo agire utilizzando capitoli di spesa, quelli volti alla difesa del suolo, che negli ultimi anni sono assai limitati e si sono concentrati sulle zone colpite da eventi alluvionali. Questo non vuol dire che non siamo attenti alla situazione del San Francesco che passa “sotto” Rapallo e dell’altro torrente della zona: il Boate. Si tratta di rivi tombinati la cui copertura si basa su impalcati molto vecchi con notevoli problemi di stabilità. Per questo quando il comune nel 2009 ha fatto richiesta di contribuiti dai fondi viabilità di 2 milioni e 450 mila euro per la copertura del San Francesco, il competente dipartimento ha esaminato la pratica immediatamente chiedendo delle integrazioni al progetto. Ma il Comune di Rapallo non ha dato ancora dato seguito alla richiesta. Insieme, a questo punto, possiamo riattivare un rapporto con il Comune e andare avanti nella progettazione di questa opera indispensabile».
Capurro si è detto “fortemente preoccupato” dalle affermazioni dell’assessore: «In pratica dal marzo 2009 il Comune non ha mai risposto alle sollecitazioni della Regione! Chiedo all’assessore Briano di fare un sollecito sottolineando che siamo in attesa di una integrazione progettuale da 3 anni e tre mesi e che la copertura è talmente vetusta che una piena di notevole portata potrebbe avere effetti disastrosi».
Assunzioni insufficienti di infermieri alla Asl4
Alessio Saso (Pdl) ha illustrato un’interrogazione sulla carenza di organico nella Asl 1. «L’asl imperiese, anche a causa dei suoi comportamenti virtuosi che l’hanno portata sempre a rispettare le disposizioni e i limiti di bilancio, si trova in una situazione di assoluta insufficienza nella copertura del necessario personale infermieristico. Una situazione intollerabile che ha portato addirittura alla chiusura della sala operatoria di Sanremo perché mancava il personale sufficiente per tenerla aperta. Fortunatamente – dopo le nostre sollecitazioni – alcuni infermieri con contratto a tempo determinato sono stati riconfermati e c’è stata qualche nuova assunzione. Però dobbiamo impegnarci a considerare tutte le Asl sullo stesso piano: chi ha ridotto gli sprechi non può subire penalizzazioni». Il consigliere ha chiesto alla giunta «come intenda intervenire, tenuto conto che, ferma restando la necessità di contenimento delle spese sanitarie, non si devono penalizzare i livelli di assistenza ai cittadini e nemmeno le condizioni dei lavoratori del settore».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo : «La Asl 1 aveva richiesto 27 infermieri. Fra il 21 febbraio il 9 marzo sono state concesse deroghe per l’assunzione di 10 infermieri: si sta procedendo, infatti, a 5 nuove assunzioni, al passaggio di una unità da tempo determinato a tempo indeterminato e all’assunzione di 4 infermieri che avevano contratto interinale. La Asl chiederà una nuova deroga per l’assunzione di altre 17 unità infermieristiche a tempo indeterminato e di 9 a tempo determinato per far fronte ad assenze prolungate, per maternità, legge 104 e malattie. Il dipartimento regionale periodicamente prenderà in esame la situazione tenendo conto che la Asl 1, avendo avuto una maggiore virtuosità in passato ha anche meno possibilità di riconvertire il proprio personale spostandolo da una mansione ad un’altra».
Saso ha replicato: «Posso considerarmi soddisfatto della risposta anche se il pregresso pesa sulla Asl 1 e occorre garantire che le carenze non incidano sui servizi essenziali di assistenza».
Realizzazione della nuova galleria del Turchino.
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha illustrato un’interrogazione per conoscere i motivi che hanno causato la sospensione del cantiere per la nuova galleria del Turchino; i tempi previsti per la ripresa dei lavori e per la loro ultimazione; a quanto ammonterà la spesa finale dell’intera opera, considerato il costo aggiuntivo legato all’interruzione dei lavori. L’intervento, del costo di circa 7 milioni e 500 mila euro è stato finanziato per metà dalla Regione e per metà dalla Provincia di Genova.
«I lavori per la realizzazione della nuova galleria tra Mele e Masone, che sostituisce l’attuale galleria del Turchino, diventata ormai troppo vecchia e stretta per rispondere alle esigenze di un traffico sempre più intenso, sono iniziati nel 2010. – ha ricordato il consigliere – ma i lavori di costruzione del valico appenninico sono bloccati dal 2011, provocando un ritardo che inciderà sulle casse pubbliche e il perdurare di rischi di incolumità per chi transiti all’interno del tunnel. Occorre ricordare – ha aggiunto Siri – che il nuovo tunnel è un’opera d’importanza fondamentale per la viabilità dell’intero territorio, in quanto la strada provinciale 456 del Turchino rappresenta l’unica arteria di collegamento tra la costa ligure, la Valle Stura e, quindi, il basso Piemonte, alternativa all’autostrada A26 e, proprio per questo, viene utilizzata in caso di incidenti o blocchi autostradali».
Per la giunta ha risposto l’assessore alle infrastrutture Raffaella Paita: «Ritardi ci sono stati ma non influiranno sulla tempistica generale. L’appalto risale al 2008 ma, a causa di ricorsi contrari ai risultati della gara, il contratto è stato sottoscritto solo nel 2009.e i lavori sono iniziati il 3 dicembre 2009. Successivamente nel corso dei lavori è emersa la necessità di redigere una perizia di variante tecnica, di parziale modifica al tracciato in seguito alla quale è stata convocata una Conferenza dei Servizi che ha approvato la perizia il 18 gennaio 2012 I lavori sono, quindi, ripresi il 20 gennaio scorso ma, a causa delle avverse condizioni meteorologiche e della scarsità di approvvigionamenti idrici nel luogo, sono stati interrotti per circa un mese. Il tempo contrattuale, in seguito alle sospensioni, si conclude formalmente il 5 agosto 2013 e al momento attuale, considerato che restano da eseguire circa 50 metri di traforo ed il completamento delle opere esterne di accesso, si ritiene che l’opera, nel suo complesso, possa essere terminata entro la fine dell’anno e la spesa preventivata di 7 milioni e 500 mila euro viene confermata. Monitoreremo, comunque, l’attività in modo di arrivare al più presto alla conclusione dell’opera»
Siri ha replicato: «La situazione del vecchio tunnel è sempre più preoccupante. Mi auguro che, incentivando l’orario di apertura del cantiere, si possa recuperare sui riardi e confermare le tempistiche previste per l’entrata in funzione della nuova galleria».
La vendita dei locali ASL non penalizzerà il "Centro Antiviolenza" di Imperia.
Marco Scajola (Pdl) ha illustrato un’interrogazione sulla richiesta della Regione alla Asl1 di farsi restituire urgentemente dalla Provincia di Imperia i locali adibiti al “Centro antiviolenza” della cittadina rivierasca. Secondo il consigliere, la richiesta è stata formulata in quanto l’immobile è da inserire nelle alienazioni regionali «utili a fare cassa». Una scelta «discutibile visto che il Centro provinciale antiviolenza è stato inaugurato grazie ad una legge regionale, con 125 mila euro di fondi regionali, pari a e svolge un’opera importantissima che assicura sostegno ed aiuto alle donne ed ai minori che subiscono violenza: oltre 50 casi nel 2011 e ben 140 nel 2012». Il consigliere ha chiesto che l’Amministrazione regionale rispetti i termini naturali della scadenza della convenzione (il 2017) o, comunque, metta a disposizione, fin da subito, un altro edificio con le stesse caratteristiche di quello di viale Matteotti 28, per far sì che il territorio non venga penalizzato con l’eliminazione di un servizio veramente importante per la collettività. Siamo d’accordo che occorre vendere immobili per risanare i bilanci, ma occorre farlo con saggezza evitando di chiudere servizi utili e sperperare il denaro investito in precedenza».
Per la giunta ha risposto Claudio Montaldo, assessore alla Salute, politiche della sicurezza dei cittadini: «ricordo che dobbiamo recuperare 76 milioni di euro dalla vendita del patrimonio immobiliare e queste sono risorse: indispensabili per contribuire al ripiano del bilancio 2011 evitando così nuove imposte. Per questo siamo andati ad individuare Asl per Asl tutti i beni che erano suscettibili di alienazione. Ci siamo impegnati, però, con la Asl 1 a trovare una soluzione per dare continuità all’importante lavoro del centro antiviolenza. L’organismo, quindi, non verrà sfrattato fino alla fine delle procedure di sostituzione della sede e potrà quindi continuare a lavorare, garantiremo piena continuità alla sua opera» .
Scajola ha replicato: «Le sue parole mi confortano: si temeva che il centro fosse destinato a chiudere i battenti. Sono felice che ci sia la volontà di tenerlo aperto e di trovarge un’altra, adeguata collocazione».
Ristrutturazione dell'ex manicomio di Cogoleto
Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria – Padania) ha illustrato un’interrogazione sui tempi previsti per la ristrutturazione dell'ex manicomio di Cogoleto. «Sono ormai quattro anni che i pazienti dell’ex manicomio di Cogoleto, che si trova in località Prato Zanino, sono alloggiati in strutture prefabbricate provvisorie – ha detto – e cioè da quando i precedenti padiglioni sono stati dichiarati inidonei dai NAS. L’assessore alla Salute Claudio Montaldo, in risposta a varie interrogazioni, ha dichiarato che i lavori di ristrutturazione del primo padiglione sarebbero stati completati entro gennaio 2012 ma in località Prato Zanino le maestranze sono ancora impegnate nella ristrutturazione dei padiglioni che dovranno ospitare i pazienti psichiatrici». Rixi ha aggiunto: «Non mancano, inoltre, i dubbi sulla regolarità delle assunzioni degli operai impegnati nella ristrutturazione. A questo punto l’assessore deve chiarire quando i lavori di ristrutturazione saranno terminati, quando i malati saranno trasferiti e se l’ASL3 sia al corrente di eventuali negligenze della ditta appaltatrice in materia di normative sul lavoro». Il consigliere ha anche detto che nel novembre scorso l’assessore Montaldo, dopo aver ascoltato i diirgenti della Asl 3, aveva fatto sapere che i lavori sarebbero stati ultimati entro giugno di quest’anno. Rixi ha concluso: «Per far luce sulla vicenda sono intervenuti anche i Nas, poiché risulta che i malati dopo le otto di sera resterebbero senza alcuna sorveglianza».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute, Claudio Montaldo: «Anche in seguito ad una discussione che si era verificata su questo aspetto nel consiglio comunale di Cogoleto, è stato effettuato un controllo dei Nas nella struttura di Cogoleto, reparto e prefabbricati, e la verifica si è conclusa senza alcun rilievo e non è vero che i malati in certi orari restino senza sorveglianza. Ci sono stati, in passato, soltanto alcuni momenti di difficoltà relativi al personale». Ha proposito dei lavori, Montaldo ha spiegato: «I tempi previsti per la conclusione dei lavori dei padiglioni predisposti ad ospitare i pazienti psichiatrici sono: il 17 ottobre per il padiglione 7 e il 12 giugno per il padiglione 9» e ha precisato che «c’è qualche lieve scivolamento nei tempi, ma nel corso dell’anno entrambe le strutture saranno ultimate». In relazione alla regolarità dei contratti di quanti stanno lavorando nel cantiere Montaldo ha risposto: «La Asl 3 ha precisato che ad oggi non risulta la presenza di personale non autorizzato e che, in caso contrario, sarebbero state messe in atto tutte le misure normative previste. Come predisposto dalla normativa, inoltre, presso il cantiere è regolarmente tenuto il registro nel quale sono descritte quotidianamente le generalità di coloro che accedono al quel luogo di lavoro. Il registro viene aggiornato ogni giornocon i nomi del personale impiegato nei lavori e verificato dal direttore dei lavori, nominato dalla Asl 3 che controlla le generalità delle maestranze».
Rixi si è dichiarato insoddisfatto per i pesanti ritardi accumulati nell’ultimazione dei lavori.
Servizio di trasporto per i dializzati del Tigullio
Bagnasco (Pdl) ha illustrato un’interrogazione sulle notizie riguardanti la possibile riduzione del servizio di trasporto per i dializzati del Tigullio. «Abbiamo saputo che la Asl 4 Chiavarese avrebbe intenzione di ottemperare in toto all’applicazione della direttiva della Giunta regionale n. 441/2007 che regola l’erogazione dei servizi di trasporto sul territorio dei pazienti sottoposti a dialisi – ha detto il consigliere – e questo comporterebbe che circa un centinaio di cittadini nefropatici del Tigullio, che si rivolgono alle pubbliche assistenze per raggiungere l’ospedale di Sestri Levante, dal 1° aprile 2012 non possono più usufruire del trasporto gratuito». Secondo i consiglieri tale misura, «pur rappresentando un risparmio economico, penalizza pesantemente le persone sottoposte a dialisi e le loro famiglie, che trovano nelle Pubbliche Assistenze un sostegno ed un riferimento per far fronte alle difficoltà in un territorio in cui non è facile spostarsi». Come se non bastasse – ha aggiunto il consigliere – nell’ospedale di Rapallo non è stato ancora aperto il reparto di dialisi, già pronto da oltre un anno, con uno spreco evidente di denaro pubblico. Il consigliere ha quindi chiesto quale sia l’orientamento della Asl4 rispetto al servizio di trasporto dei pazienti in trattamento di emodialisi e se la riduzione rappresenti un risparmio economico e come la Giunta intenda sopperire alla mancanza di questo servizio necessario al territorio del Tigullio. Bagnasco ha chiesto se il “giro di vite” sia stato fatto da tutte le Asl liguri e ha posto l’accento sulla necessità di aprire la dialisi nell’ospedale di Rapallo. «Molti pazienti – ha denunciato – attualmente vengono addirittura trasportati all’ospedale di Sestri Ponente», ha detto.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo «Non solo la Asl 4, ma anche le altre, stanno rivedendo il trasporto dei dializzati, adattandolo ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), secondo le direttive di una delibera di giunta. Era, infatti, necessario mettere ordine in una situazione articolata, che generava costi elevati e a rischio di contestazione da parte del tavolo di monitoraggio, in quanto il servizio aveva margini più ampi, rispetto a quanto previsto nei Lea. I Lea prevedono il trasporto a cura delle Asl, effettuato tramite Croce Rossa, se il paziente non deambula o è barellato. I pazienti che non posseggono questi requisiti hanno, per contro, diritto al rimborso da parte della Asl, alle spese di trasporto pubblico o privato sostenute. La situazione nuova è stata comunicata dal direttore della struttura di Nefrologia e dialisi con congruo anticipo attraverso un verbale e poi tramite lettera ai pazienti interessati, che sono stati infirmati sulle modalità per richiedere il rimborso spese. Molti pazienti hanno deciso, comunque, di rivolgersi alle pubbliche assistenze per il trasporto. L’Asl si è resa disponibile a raccogliere le eventuali richieste di versare direttamente la quota di rimborso alla pubblica Assistenza che effettua il servizio, evitando oneri burocratici al cittadino interessato». Montaldo ha precisato che le nuove disposizioni hanno consentito comunque un risparmio e ha poi affrontato la questione della dialisi a Rapallo. «Il problema non è costruire le strutture, ma gestirle – ha spiegato – Abbiamo promosso una valutazione con Asl 3 e Asl 4, per comprendere se, nell’ambito della riorganizzazione che necessità nel San Martino, possiamo pensare di creare le condizioni affinché si possa aprire a Rapallo la struttura al servizio del Golfo Paradiso e del Levante cittadino. Ma deve esserci una corrispondenza di costi».
Bagnasco ha sottolineato che al momento il trasporto dei dializzati del levante ligure all’ospedale genovese di Sestri Ponente comporta un aggravio notevole di posti. A suo avviso è necessario ottimizzare gli investimenti,
Trasferimento del servizio di medicina legale di Quarto
Matteo Rosso (Pdl) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha chiesto se corrisponda al vero la notizia dello spostamento della struttura di medicina legale, che assolve anche le pratiche per il rinnovo della patente di guida per molti utenti provenienti dall’asl 4, dall’attuale sede di Quarto al Celesia. In particolare Rosso, in caso di risposta affermativa, vuole sapere «quale saranno le soluzioni per garantire un corretto ed efficiente servizio sanitario agli utenti dell’Asl 4». Il consigliere ha rimarcato che molti, fra coloro che si rivolgono alla struttura di Quarto per il disbrigo di pratiche di invalidità, sono persone anziane e invalidi. «Sono molteplici – ha detto – le difficoltà che queste persone incontrerebbero se gli uffici amministrativi della sede di Medicina legale dovessero essere spostati definitivamente al Celesia, visto che la zona è difficile da raggiungere sia con i mezzi pubblici che privati». Rosso ha quindi sollecitato l’assessore a portare alla Fiumara quei servizi ambulatoriali che devono essere raggiunti dal pazientei.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo «L’indirizzo della Asl 3 è quello di togliere dalla Fiumara, pur con qualche protesta, tutti i servizi non al pubblico. Proprio alla Fiumara, infatti, si vogliono spostare i servizi al pubblico. Al Celesia, dove il pubblico non è presente, si devono recare solo dipendenti. Per quanto riguarda la medicina legale, farò presente alla Asl la necessità di definire una soluzione più baricentrica, capace di dare una risposta anche al levante cittadino. Anche perché a Bolzaneto c’è già un altro sportello. Non avrebbe senso pensare ad un’apertura nella Val Polcevera. Si sta discutendo, inoltre, la possibilità di svolgere alcune sedute della commissione di medicina legale presso la Asl 4».
Gruppo di lavoro per il monitoraggio delle Asl liguri
Raffaella Della Bianca (Gruppo misto-Riformisti italiani) con un’interrogazione ha chiesto alla giunta se sia vera la notizia, riportata dalla stampa, secondo la quale sarebbe stato attivato «l’ennesimo gruppo di lavoro con il compito di monitorare i conti delle aziende sanitarie e che del medesimo farebbe parte il sig. M. C. sodale dell’assessore alla salute». In caso affermativo, Della Bianca chiede se il gruppo sia stato effettivamente formalizzato e con quale atto e quali titoli e competenze il componente già citato «vanta in campo sanitario o in materia contabile».Il consigliere ha anche chiesto di conoscere i Conti economici semestrali.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo in quale ha premesso «Si è determinato uno slittamento nei termini di presentazione dei Ce semestrali, a causa di una decisione del governo, di un decreto dello scorso anno che modifica le modalità di elaborazione e presentazione di questi documenti. Il termine di presentazione dei Ce previsionali è il 30 giugno quindi non avrò alcuna difficoltà a metterli a disposizione a luglio.»L’assessore ha poi puntualizzato: «Si è costituito un gruppo di lavoro, del quale fanno parte anche soggetti esterni, con il compito di lavorare sul monitoraggio mensile delle Aziende e degli Enti del servizio sanitario regionale. In sostanza si tratta della prosecuzione del lavoro impostato da Agenas. Il gruppo ha quindi il controllo di tutte le nostre Aziende: deve in particolare verificare che gli obiettivi vengano raggiunti. Non si tratta certo di un compito banale». Montaldo ha chiarito che ne fanno parte, tra gli altri, funzionari e dirigenti del settore controllo economico, controllo direzionale e settore affari giuridici del personale, del dipartimento risorse finanziarie di bilancio e due soggetti esterni alla Regione: un dirigente dei sistemi informatici della Asl 1 ed un collaboratore di Filse. «Tutti operano senza alcun costo aggiuntivo per la Regione. Non si tratta di prestazioni aggiuntive – ha concluso l’assessore- ma della prosecuzione del lavoro di Agenas che ci fornirà dati importanti».
Della Bianca ha replicato: «Mi auguro che il gruppo di lavoro dal compito non semplice abbia fortuna, infatti, dovrebbero monitorare la spesa e vorrei sapere se questi super dirigenti porteranno a qualcosa di buono. Vedremo e valuteremo fra qualche mese il loro lavoro, ma mi chiedo la compatibilità di tutti questi organi, dal dipartimento regionale della sanità, all’Agenzia regionale sanitaria, Agenas e ora questo nuovo gruppo di lavoro che dovrebbero svolgere tutti la stessa funzione cioè tenere sotto controllo la spesa».
Depotenziamento dei reparti di ortopedia degli ospedali di Sarzana e La Spezia
Luigi Morgillo (Pdl) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha denunciato «il continuo depotenziamento del reparto di ortopedia di Spezia e Sarzana, che nel 2011 ha visto diminuire l’organico di due medici mentre nel 2012 sono previste ulteriori riduzioni di medici ed infermieri». Il consigliere ha ricordato che la Asl 5 ha più volte richiesto, inutilmente, deroghe alla Regione per l’assunzione di medici ortopedici e di infermieri e poter, così, garantire il servizio sia alla Spezia che a Sarzana. «A rendere ancor più grave la situazione – ha detto Morgillo – è il fatto che la Asl 5 ha recentemente programmato la chiusura del reparto di ortopedia di Sarzana dal 15 giugno al 15 settembre, con un conseguente allungamento delle liste di attesa e l’aumento del numero di “fughe sanitarie” fuori dalla Asl 5. Eppure, secondo il piano di riorganizzazione ospedaliera alla chiusura del punto nascita presso l’ospedale di Sarzana, avvenuta da tempo, avrebbe dovuto far seguito un potenziamento dell’attività di ortopedia» Morgillo, infine, ha domandato quali iniziative la giunta intenda mettere in atto per evitare un ulteriore indebolimento dell’ortopedia di Sarzana e per evitare l’allungamento delle liste di attesa. «Oggi si dice bianco, domani nero – ha dichiarato – in una prima fase sembrava che la strategia fosse quella di potenziare l’ortopedia di Sarzana, a fronte della chiusura del punto nascita, avvenuta da tempo, e il suo trasferimento alla Spezia». Morgillo ha aggiunto che si è avuto notizia, attraverso la stampa, del fatto che la Regione ha concesso deroghe per l’assunzione di medici ortopedici ortopediche. «Ma – ha aggiunto – Queste deroghe arrivano a giugno, troppo tardi per impedire la chiusura estiva dell’ortopedia di Sarzana, prevista tra una settimana. Perché, quindi, non pensarci prima? Non mi sembra questo il modo serio di programmare i servizi : si chiudono dei reparti per mesi».
Ha risposto l’assessore alla salute Claudio Montaldo «La programmazione prevede una distinzione tra l’urgenza, traumatologia alla Spezia e l’attività elettiva a Sarzana. Nel corso di questo anno sono intervenuti problemi nelle posizioni apicali, con l’uscita dall’attività dei primari a Sarzana e la Spezia. Recentemente stata concessa la deroga per consentire all’Asl di ricercare una nuova figura, il direttore della struttura complessa di ortopedia che dovrà organizzare l’ attività come previsto dalla programmazione regionale, con la traumatologia e l’attività elettiva. Quando abbiamo disegnato il riassetto della rete ospedaliera, abbiamo delineato il ruolo dell’ortopedia di Sarzana nel quale l’attività deve in parte ancora decollare. Il nuovo responsabile avrà il compito di farlo, dovrà impegnare competenze e risorse. In questo momento ci sono soltanto problemi contingenti, non contraddizione con il disegno iniziale. Dobbiamo tener conto della disponibilità limitata delle risorse umane e della necessità di consentire le ferie ai dipendenti. C’è l’impegno serio a far ripartire in maniera adeguata polo di attività elettiva. Non vedo alcuna contraddizione strategica.».
Morgillo ha ribattuto di avvertire una sorta di “schizofrenia”: «Come si concilia il fatto che Sarzana deve diventare polo per ortopedia elettiva, con la sua chiusura per tre mesi? – ha domandato – A fianco del reparto c’è un polo riabilitativo. La chiusura, a questo punto, potrebbe riguardare entrambi. Se una fabbrica chiude la sua filiale per tre mesi, i suoi clienti non ritornano più. In campo sanitario questo significa che i pazienti scelgono di andare fuori regione, anche perché in questo caso il reparto della Spezia è già saturo. In questo modo si sceglie di far aumentare le fughe»
Analisi dei carnieri venatori delle ultime dieci stagioni
Francesco Bruzzone (Lega Nord Padania) ha illustrato un’interrogazione con la quale ha chiesto alla giunta quanti sono «per ogni singola specie di migratori cacciabili, i capi abbattuti nei mesi di ottobre e novembre nelle ultime dieci stagioni venatorie (dalla stagione venatoria 2002/2003 inclusa alla stagione venatoria 2011-2012 inclusa)». Il consigliere ha sottolineato che i dati sono necessari «per motivare scelte particolari inerenti a tempi e condizioni per il prelievo dell’avifauna migratrice». Bruzzone ha spiegato che i dati degli abbattimenti segnati sui tesserini risultano essere determinanti per tali obiettivi. Il consigliere ha ricordato che i numeri sono fondamentali per decidere quali specie proteggere e di quali, invece, aumentare il numero dei capi cacciabili.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’Ambiente Renata Briano che ha fornito i dati annuali delle specie cacciabili negli anni compresi fra il 2002 ed il 2011 ed ha promesso, già per il prossimo anno, dati ancor più nel dettaglio.
Bruzzone ha rimarcato che la protezione deve scattare per le specie che registrano un calo, mentre non è opportuno fare restrizioni per le specie di cui si evidenzia una presenza di animali massiccia.
Educare gli studenti a pace, democrazia e tutela dei diritti umani
E’ stato approvato all’unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi (primo firmatario Matteo Rossi Sel) in cui si impegna la Regione “a introdurre convenzioni volte alla realizzazione programmi e iniziative nelle scuole incentrati sull’educazione alla pace, ai diritti umani, alla cittadinanza democratica”.
Nel documento si ricorda che “la promozione di politiche culturali atte a diffondere la cultura della pace è un obbiettivo perseguito dalle Nazioni Unite” e che l’articolo 11 della Costituzione italiana auspica “un ordinamento che assicuri al pace e la giustizia fra le nazioni” mentre a livello globale i conflitti sono ancora attuali. L’ordine del giorno rileva, quindi, “la necessità di impegnare i giovani in attività e iniziative che promuovano il dialogo e la solidarietà fra i popoli” ricordando che molte scuole e comuni italiani aderiscono al programma “educazione alla pace” promosso dal Coordinamento nazionale degli Enti locali e dalla Tavola della Pace”. Fra questi casi il documento cita il protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Puglia, l’Ufficio scolastico regionale e la Tavola della pace per “arricchire l’offerta formativa delle scuole” e invita, così, la Regione Liguria a muoversi in questa direzione.
Trasferimento nucleo elicotteristi dei carabinieri di Villanova d’Albenga
All’unanimità è stato approvato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi (primo firmatario Matteo Rosso Pdl) che impegna la Regione “a mettere in campo, di concerto con gli altri enti locali, tutte le azioni volte a garantire il mantenimento del 15° Nucleo Elicotteristi dei Carabinieri preso l’Aeroporto Clemente Panero di Villanova d’Albenga evitando così qualsiasi provvedimento di smembramento e/o riduzione del 15° Nucleo dei Carabinieri Elicotteristi dislocato presso l’Aeroporto Clemente Panero di Villanova d’Albenga”.
Nell’ordine del giorno, infatti, si ricorda la “paventata ipotesi di trasferimento del 15° Nucleo elicotteristi “con il “conseguente trasferimento delle attività presso il 1° Nucleo Elicotteri di Volpiano, in provincia di Torino” e si sottolinea il “prezioso lavoro di prevenzione e contrasto alla criminalità svolto in questi anni, pubblico soccorso in genere e intervento sul territorio nel caso di eventi climatici gravi” e la “sollevazione delle amministrazioni locali sul territorio”, fra cui il Comune di Villanova d’Albenga che sta preparando una delibera di condanna di questa ipotesi di trasferimento.
Il Nucleo è operativo sul territorio ligure dal 1998 e nei suoi primi tre anni ha prodotto oltre 3 mila missioni di volo pari a 7 mila 700 ore “tra perlustrazioni aeree volte a prevenire e reprimere ogni forma di criminalità, supporti aerei all’Arma territoriale e altri comparti di specialità, missioni aree di ricerca e soccorso”. Non solo: presso il Nucleo nei fine settimana del periodo estivo viene ospitato un elicottero dei vigili del fuoco di Genova per fornire alla popolazione del Ponente un servizio di soccorso più efficace e meno costo.
Assenti: Rambaudi Vesco
Quorum:20






