Ennesimo exploit di Mara Navarria. Dopo Doha vince anche a Barcellona, dove l’anno scorso fu argento.
Al termine di una finale al cardiopalma, l’azzurra trionfa 13-12 alla priorità contro la francese Lauren Rambi ed esulta per la seconda volta di fila, consacrandosi di fatto come una delle spadiste da battere verso Rio 2016. La corsa della friulana è perfetta. 15-7 alla coreana Jinsil Yu al primo turno, 15-14 alla rumena Simona Gherman nel secondo, 15-8 all’estone Kristina Kuusk agli ottavi, 15-14 alla tedesca Alexandra Ndolo ai quarti e 9-8 a un’altra rumena, la forte Ana Maria Branza (da sposata Popescu), in semifinale. A 30 anni, e con un figlio che a marzo ne compirà tre, Mara Navarria si è scoperta cannibale. Vincere, nella spada femminile, non è affatto semplice. Confermarsi è quasi impossibile. Lo sa bene la bicampionessa del mondo Rossella Fiamingo, oggi out ai sedicesimi contro la russa Lyubov Shutova (poi terza) per 11-12. La siciliana sta faticando, come faticò del resto nel 2014-2015 dopo l’iride di Kazan poi bissato in estate a Mosca. Con le Olimpiadi sullo sfondo si può dunque rimanere ottimisti.
Una domenica quasi paradossale per la spada femminile, sesta a Barcellona nella grande giornata dell’Estonia che vince e rischia di diventare preziosa alleata delle azzurre. Diciamolo subito: la situazione non è cambiata di molto rispetto al pre Catalogna. I punti da recuperare – tre all’Ucraina e otto alla Francia, al netto dell’esclusione del peggior risultato – sono più o meno gli stessi. Con un podio le Olimpiadi sarebbero realtà. La differenza sostanziale è che si sono dimezzate le occasioni di rimonta: ora servirà andare in all-in il prossimo 14 febbraio a Buenos Aires. Come recita il ranking aggiornato, il successo dell’Estonia ha aiutato l’Italia. Ora le baltiche sono quarte in classifica e, dunque, direttamente a Rio. Scivolano fuori gli Stati Uniti, comunque momentaneamente qualificati come stato americano, e Francia e Ucraina sarebbero a Rio 2016 rispettivamente grazie al pass europeo e a quello africano, ricordando che il regolamento lo prevede in caso di assenza di stati di un certo continente tra i primi 16 della classifica mondiale. E difficilmente il Sudafrica, 20esimo, compirà il miracolo di rientrare in corsa. Rio 2016 è un sogno che ancora non è sfumato, sebbene siano evidenti le difficoltà incontrate negli ultimi mesi. Ma c’è ancora speranza. Anche perché, in caso di mancata qualificazione, da tre atlete nella gara individuale si passerebbe a una sola (al 99%, considerato il ranking, Rossella Fiamingo). Un semi fallimento.
Carattere, grinta e nessuna voglia di mollare. Gli azzurri della spada maschile si sono rialzati – come per altro hanno sempre creduto di poter fare, negli incontri con la stampa – dai fallimentari risultati della prima parte di 2015 e hanno strappato la qualificazione a Rio 2016 con una tappa d’anticipo. Chapeau. Lo scalpo della finale è notevole: a cadere è la Francia, dominatrice della specialità, che ieri ha piazzato due atleti sul podio. L’assalto, combattuto punto su punto, si è deciso alla priorità. E Marco Fichera ha chiuso 40-39 su Jean-Michel Lucenay, dopo il grande lavoro di Paolo Pizzo, Enrico Garozzo e Andrea Santarelli (riserva). Negativi come la giornata delle prove individuali di Heidenheim, di venerdì.
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