Gli approcci sbagliati alle gare e un pò di sfortuna vanificano i progressi mostrati nel gioco. Ecco l’analisi del momento della Sampdoria.
Tutte partite in fotocopia, almeno a livello mentale. La Sampdoria in edizione montelliana non si smentisce (quasi) mai nell’approccio mentale, vanificando così per questo difetto i potenti progressi mostrati nel gioco. Nell’ultimo mese i blucerchiati hanno spesso iniziato a digrignare i denti dopo aver incassato due uppercut al mento, non prima. I loro avvii così placidi e molli rappresentano una handicap troppo grave per poter accampare diritti ad un bottino più pingue.
DodòIntendiamoci, la jella è stata fedele compagna della Montella’s Band nelle ultime gare, poiché beccare un gol da due punti a quattro secondi dalla fine del match, pagare in un altro finale di partita un fallo da rigore ai più apparso inesistente, vedersi negare il pari dalla traversale in pieno recupero significa anche avere il destino pervicacemente contrario. Occorre dunque attendere che il periodaccio passi, ma non senza un profondo esame di coscienza. Quei primi tempi così flaccidi e inconsistenti non si possono attribuire alla sfortuna, ma ad un carattere debole.
Iniziare ad esprimere un calcio propositivo solo quando non si ha più nulla da perdere non è un segnale tranquillizzante ma induce per contro a discutere i metodi costantemente buonisti di un allenatore sempre disposto a consolare e a difendere i propri giocatori ma non a porli realmente di fronte alle proprie responsabilità. Non basta allenarsi con serietà ed impegno se poi, in partita, si resta a lungo in balìa degli avversari, anche quelli meno dotati tecnicamente. La reazione successiva va apprezzata, ma nel contempo accresce il dispetto di chi non può tollerare una squadra costantemente a due volti.
Ad una scarsa concentrazione si debbono anche parecchi errori da matita rossa. Quale altra squadra avrebbe concesso al Toro un comodo cross e l’incornata vincente nell’ultimo giro di orologio? E a Roma non è forse stato un suicidio battere, in pieno recupero, una punizione nella maniera più innocua consentendo agli avversari di punirti in un contropiede facilitato anche da una pessima disposizione tattica?
Certo, servirebbe una vittoria, anche rubacchiata, per una prolifica scossa psicologica, ma per propiziarla occorre un’inversione di tendenza. Consola la frequenza con la quale questa Samp produce occasioni da gol nei periodi propizi. A conferma che la tecnica sopraffina di Soriano, Correa, Cassano, Muriel, Dodò (rivedibile nella copertura ma promosso a pieni voti come propulsore) e il mestieraccio di Quagliarella garantiscono una base importante sulla quale fondare i successi salvezza. Montella ha in attacco e in rifinitura alternative a josa, e le sue scelte domenicali si presteranno inevitabilmente a discussioni: per esempio, è giusto insistere su Correa e Muriel a scapito di Fantantonio e dell’ex granata?
E’ in retroguardia però, che si deve cambiare volto. Ranocchia, in teoria l’innesto più qualificante del mercato doriano di riparazione, sta dando sempre più ragione ai numerosi addetti ai lavori che non si erano entusiasmati per il suo ingaggio. Soprattutto nel suo caso, il carattere e la psicologia sembrano incidere più di tecnica, tattica ed atletica. Non si trascuri poi che al suo fianco la continua girandola di elementi – dovuta a infortuni e squalifiche – mina ulteriormente le fondamenta già deboli di un reparto forse inadeguato per la categoria e privo di irrinunciabili punti fermi.
Il quartultimo posto attuale non può essere sottovalutato ma deve preoccupare il giusto, anche perché basterebbe rispettare il pronostico contro l’Atalanta per guadagnare più di una posizione in classifica. Basilare sarà, però, una risposta collettiva a livello di mentalità: e qui qualche dubbio è lecito, tenuto conto delle caratteristiche di Montella – così lontano dal target del sergente di ferro – e dalla scarsa preparazione di tutta la squadra a dover lottare per la sopravvivenza dopo aver frequentato, seppur fuggevolmente, il palcoscenico europeo non più di otto mesi or sono.
PIERLUIGI GAMBINO
Liguria Sport






