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Euro 2012

Diario di viaggio giorno XIV il ritorno

Il concerto di Kasia Kowlanska finisce sotto la pioggia battente, approfittiamo della prima pausa tra uno scroscio e l'altro per tornare in hotel, ci aspetta una notte tutta di tuoni , fulmini e pioggia a dirotto.
kasia kowalska
Non metto la sveglia, ma tanto ci pensa il Doc, me ne resto a letto fino alle 9 , impietrito dalla stanchezza, malinconico per la partenza e di cattivo umore, grigio come il cielo che ci accoglie scostando le tende dalla finestra.
Un abbondante colazione a base di marmellata e frutta è il carburante per la giornata, lunga che ci aspetta.
Finalmente liberi da cose da vedere ce ne andiamo a spasso per la città, tornata completamente polacca, la Fans Zone che, diciamolo pure, deturpa la splendida piazza del mercato, è desolatamente vuota, contribuendo a dare un ulteriore senso di smobilitazione e tristezza.
Passeggiamo tra vicoli e stradine, e ci concediamo un po' di shopping nei centri commerciali.
Il pranzo allo Spritz  è tutt'altro che soddisfacente, la Flammuchen è solo lontana parente di quella deliziosa, mangiata ai tempi del mondiale tedesco, anche le patatine non mi soddisfano, boh, sarà colpa del mio umore, almeno la birra artigianale di loro produzione è buona.
la flammuchen
Facciamo  una foto di rito con le sagome degli gnomi, simbolo della città, e poi una fetta di apple pie e un caffè espresso dall'altra parte dellla piazza.
uno gnomo tutto particolare
Ritorniamo in albergo , recuperiamo i bagagli e con tram e bus andiamo verso l'aeroporto, ci vogliono quasi 40 minuti di percorso tutti oltre le periferie, tra degrado e zone di grande sviluppo commerciale e terziario con moderni palazzoni di vetro che sembrano quelli della zona di Milano Assago, sale pure una controllore di biglietti, che pare una macchietta, ci mette 5 minuti a leggere la nostra Polish Pass e dare l'ok al fatto che non siamo multabili, i ragazzotti sul bus le scattano di nascosto una foto che, immagino, posteranno sui social network perchè tutti possano riconoscerla e comportarsi come si conviene.
L'aeroporto è essenziale, moderno, dalle linee avveniristiche, semplice e funzionale, difficile perdersi o non capire come raggiungere i banchi dei check-in e i gates d'imbarco.
Ci passiamo oltre 4 ore, tra una bevuta e la noia che ci avvince, alle 7 facciamo il check-in ed entriamo nella zona imbarchi, ultimi acquisti e cena a base di salmone e birra.
Si vola Ryan Air, mezzora di ritardo in partenza e poi un volo tranquillo di un'ora ed un quarto che ci permette di vedere uno splendido crepuscolo con il cielo che si incendia di colori arancio, indaco e blu scuro, prima del buio, il tragitto trascorre con hostess e Stewarti che cercano di vendere pasti, bevande, souvenirs e, dulcis in fundo, biglietti del gratta e vinci.
Poi è tempo di planare con le luci della città che si avvicinano e si rendono più evidenti e nitide man mano che scendiamo di quota, si mette il carrello sulla pista alle 11  e mezzo.
I bagagli sono solo da recuperare, senza patemi, visto che li avevamo visti mentre li stavano imbarcando, ed è tempo di salutarci con il Doc che Mariela viene a prendere, io aspetto il buon Fabio che arriva poco dopo.
Si ingrana la prima direzione casa…..
Grazie a tutti quelli che hanno avuto la bontà e, spero, la pazienza, di seguirci in questa bella avventura di seguirci in queste due settimane trascorse in una bella e sorprendente Polonia, spero di essere riuscito a trasmettere un po' delle nostre sensazioni e di aver acceso un po' di curiosità e voglia sia di visitare la Polonia, cosa che Vi consiglio, sia di andare a sostenere gli azzurri nelle prossime grandi occasioni internazionali, cosa che Vi invito assolutamente di fare cari Tifosi azurri e non!!!