BELLAGIO – Passeggiata romantica
“Quel ramo del lago di Como” di manzoniana memoria culmina proprio qui, a Bellagio, piccolo borgo avvolto in un’atmosfera intima e un po’ schiva. Se cercate una meta romantica, cominciate con un aperitivo vista lago ai tavolini della piazzetta. La passeggiata in saliscendi comincia lì e culmina a Punta Spartivento, con il porticciolo sul pittoresco promontorio che separa i due rami del Lago. Sulla via del ritorno, scegliete le stradine lastricate del centro, per curiosare tra le vetrine, e fate una sosta alla chiesa romanica di San Giacomo, al termine di via Garibaldi. Quindi, proseguite fino alla neoclassica Villa Melzi sul lungolago occidentale, in cui soggiornò anche Stendhal; visitare il parco e i giardini, la cappella e un piccolo museo che ospita alcuni cimeli del periodo napoleonico.
Villa Serbelloni si scorge, invece, dai giardini accanto all’imbarcadero, da cui partono i battelli che collegano le perle del Lario. L’edificio sorge sull’area di un castello medievale, fatto abbattere nella seconda metà del XIV secolo da Galeazzo II Visconti e sui cui resti fu edificata una residenza di campagna, trasformata in villa solo alla fine del Quattrocento. Dal 1870 è un albergo di charme di cui è possibile visitare solo l’ampio parco.
Informazioni
www.bellagiolakecomo.com
www.lakecomo.it
www.giardinidivillamelzi.it
MONTE ISOLA – A piedi sull’acqua
Un minuscola collina che sembra galleggiare sulle acque del lago d’Iseo. È la meta perfetta se volete staccare la spina: a Monte Isola si arriva solo a piedi, col battello. E a piedi, o in bici, la si percorre in lungo e in largo, per catturarne l’anima e assorbirne suoni e sentori. In bilico tra terra e lago, l’isola sorprende per i suoi contrasti e affascina per i suoi ritmi lenti che animano le case dei borghi pittoreschi, le mulattiere e le rive dove i pescatori sono intenti a riparare le reti; ritmi che si perdono tra gli uliveti e i boschi di castagni e frassini, racchiusi da lunghe file di agoni e persici stesi a essiccare, che formano un inconsueto filo di cinta. Un piccolo mondo antico in cui ritirarsi per un intero giorno, da soli o in coppia, coi bambini o con gli amici, fino al tramonto. Prima di lasciare l’isola, merita una visita il Museo della rete, con il piccolo cantiere di barche, a Peschiera Maraglio; nel porticciolo sono ormeggiati i naèt, le barche tipiche del lago d’Iseo.
Informazioni
Comune di Monte Isola
www.comune.monteisola.bs.it
Ufficio Turistico Monte Isola
Tel. 030 98.25.088;
E-mail: [email protected]
CREMONA – Seguendo le note
Capitale mondiale dell’arte della liuteria, stretta attorno al Torrazzo, Cremona è una città a misura d’uomo, da visitare a piedi e prendendosi tutto il tempo per guardarsi in giro. La silhouette del Torrazzo spicca da lontano: i suoi 112 metri la classificano tra le torri campanarie più alte d’Europa. Il bello è arrivarci sotto, con la passeggiata nel cuore della città: se ne sta in compagnia del Duomo, al cui antico impianto romanico si sono aggiunti, con splendidi risultati, elementi gotici, rinascimentali e barocchi; del Palazzo Comunale e della Loggia dei Militi, uno tra gli edifici più datati della città. Una volta lì, non si può fare a meno di guardarlo dall’alto, il Torrazzo: 500 scalini portano al cospetto di uno degli orologi astronomici più importanti al mondo, con la volta celeste e le costellazioni attraversate dal moto del sole e della luna.
Poi ci si sposta sulle note dei violini tra lo storico Teatro Ponchielli e oltre duecento botteghe dei liutai che offrono l’emozione di vedere all’opera grandi maestri artigiani. Quest’arte iniziata nella prima metà del ‘500 da Andrea Amati, portò Antonio Stradivari a diventare il suo maggior esponente. La sua casa in corso Garibaldi è meta turistica mentre la Scuola di Liuteria a lui intitolata richiama aspiranti da tutto il mondo. All’interno del Palazzo Comunale è possibile visitare la Sala dei Violini, una collezione con gli strumenti realizzati dai più famosi liutai cremonesi.
Non si può ignorare che la città è stata anche “la casa” di una delle voci più calde d’Italia, quella di Mina, non a caso soprannominata la tigre di Cremona: qui visse le prime esperienze della sua carriera e a Cremona dedicò negli anni Novanta un disco che ne porta il nome. Infine, il dolce! A Cremona fu servito il torrone durante le nozze tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti; da allora il perfetto mix di mandorle, albume, zucchero e miele ha raggiunto la perfezione in mille varianti da gustare nelle botteghe cittadine.
Informazioni
Comune di Cremona
www.turismo.comune.cremona.it
IL NAVIGLIO PAVESE – In bici da Milano a Pavia
In fuga dalla città spingendo sui pedali, per catturare frammenti di paesaggio che spesso sfuggono all’osservazione. Parte dalla Darsena di Porta Ticinese il breve viaggio attraverso la storia, la cultura e le tradizioni lombarde, che sfila, per circa 35 chilometri, dai vecchi barconi ormeggiati alla periferia di Milano, alla confluenza del Naviglio nel Ticino, a Pavia.
Appena oltre il primo tratto un po’ caotico all’altezza della tangenziale di Milano, la scena è occupata dalle vaste risaie e dai campi coltivati, risultato dell’opera iniziata secoli orsono dai Cistercensi di Bernardo di Chiaravalle che, per primi qui, introdussero le marcite. Se Binasco, il primo centro sulla rotta per Pavia, vi ricorda solo la barriera dell’autostrada per il mare, provate a spingervi fino al maestoso Castello Visconteo, oggi sede municipale.
Oltre Casarile si scorre accanto agli specchi d’acqua delle risaie; immense, circondano, alternate da campi di granoturco, la meravigliosa architettura della Certosa di Pavia.
Dedicata a Santa Maria delle Grazie, fu fondata da Gian Galeazzo Visconti nel 1396 come monumento funebre. L’immenso complesso comprende la chiesa, gli edifici dei monaci e l’antica residenza estiva dei Visconti e Sforza che oggi ospita il Museo della Certosa. All’imbocco del viale di accesso alla Certosa, non passa inosservata la mole imponente dei Molini Certosa, i cui nuclei antichi macinavano sfruttando la ruota ad acqua. Una fascia boschiva separa la Certosa da Borgarello; è l’ultimo dei centri agricoli che si superano prima di raggiungere Pavia. La città, sede universitaria e scrigno d’arte e di storia, si fa notare da lontano per le sue altissime torri. L’alzaia del Naviglio circonda alle spalle il Castello Visconteo, prima di raggiungere le sponde del Ticino a sud-est dell’abitato.
Informazioni
www.turismo.regione.lombardia.it
www.naviglilombardi.it
L’ABBAZIA DI MORIMONDO – Ascoltare il silenzio
Qualche ora spesa tra le mura del complesso abbaziale o nella pace monastica del chiostro: la visita a Morimondo è come un “reset” dalla frenesia quotidiana, in una dimensione che induce ad ascoltare il silenzio. Un silenzio che piace.
Era il 1134 quando dodici monaci provenienti dall’Abbazia francese di Morimond fondavano l’Abbazia di Morimondo. L’evento segnò l’arrivo in Lombardia dell’Ordine Cistercense, fautore dell’unione tra il lavoro nei campi e la spiritualità; ancora oggi se ne citano i i motti “ora et labora” (prega e lavora) e “cruce et aratro” (con la croce e con l’aratro).
L’edificio sacro sorge non lontano da Abbiategrasso, nel cuore del Parco del Ticino, in una campagna costellata da raccolti nuclei rurali. L’Abbazia, la più antica tra le quattro della Bassa, è un gioiello storico incomparabile, preannunciato dai colori caldi dell’architettura in laterizio. La facciata a vento della chiesa si rifà alle architetture delle chiese gotico lombarde; l’interno, a croce latina, è suddiviso in tre navate e culmina in un abside rettangolare.
Non sfuggono all’attenzione i preziosi arredi, tra cui l’acquasantiera del XIII secolo, la decorazione in terracotta sulla porta della sacrestia e il coro ligneo rinascimentale.
Bellissimi il silenzioso chiostro, che collega la chiesa al monastero, e la Sala Capitolare, sobria ed elegante, caratterizzata da slanciate colonne in pietra.
Orari
– da aprile a settembre, da lunedì a venerdì, 8.30-12.00 e 14.30-18.00; il sabato fino alle 19.00; domenica e festivi, 9.00-12.00 e 14.30-19.00
– da ottobre a marzo, da lunedì a venerdì, 8.30-12.00 e 14.30-16.00; il sabato fino alle 17.00; domenica e festivi, 9.00-12.00 e 14.30-18.00
Informazioni
www.abbaziadimorimondo.it
IL SACRO MONTE DI VARALLO – Il museo a cielo aperto della Valsesia
Si sale per dare un’occhiata, in due minuti di funicolare o, per chi ha voglia di entrare adagio in sintonia con l’ambiente, con una piacevole passeggiata, e non si verrebbe più via. La visita al Sacro Monte di Varallo non è una questione di fede; ha semmai a che fare con l’arte pittorica e scultorea. Il museo a cielo aperto è costituito da una basilica, 45 cappelle isolate o inserite in complessi monumentali, più di 800 statue in legno o terracotta a grandezza naturale cui fanno da sfondo affreschi dove prendono vita oltre 4000 figure.
La Riserva Naturale Speciale avvolge questo luogo fantastico, alto sui tetti del paese, che pare sospeso su una nuvola. Patrimonio Unesco dal 2003, la “Nuova Gerusalemme”, com’è storicamente definito il Sacro Monte, è generosa di graziosi giardini ombreggiati che invitano alla sosta; per chi vi giunge curioso, è un patrimonio di grande valore artistico e naturalistico, visitabile tutto l’anno e fruibile liberamente.
La salita a piedi culmina alla Porta Aurea; inizia così la visita al Sacro Monte, strutturata scandendo le tappe della storia di Cristo. La prima, magnifica cappella rappresenta il peccato originale, poi, man mano, si scorre attraverso l’Annunciazione, la Visitazione e a tutti gli episodi della vita di Gesù, fino alla Passione e alla Resurrezione. Impressiona la drammatica veridicità delle figure e delle scene rappresentate: in ogni cappella gli episodi sembrano “vita vera” grazie alle dimensioni delle quinte, alla bellezza degli affreschi, all’efficacia rappresentativa delle sculture a grandezza naturale.
Per scovare l’architettura tardo-rinascimentale delle cappelle più antiche, bisogna spingersi oltre il bosco del Vallone dell’Inferno; qui è rappresentato il Battesimo di Gesù e l’arrivo di Gesù a Gerusalemme. La visita culmina alla Basilica dell’Assunta; accanto, il Palazzo di Pilato accoglie le ultime tappe del giudizio di Cristo davanti a Pilato e la Passione.
Informazioni
ATL di Varallo Sesia
Tel. 0163.56.44.04
www.sacromonte-varallo.com
COME ARRIVARE
Tutte le destinazioni sono facilmente raggiungibili dalle principali arterie autostradali e strade statali che attraversano la Lombardia.






