Variante del Piano di Bacino per l’assetto idrogeologico del torrente Lavagna
E’ stata approvata all’unanimità la “Proposta di approvazione della variante sostanziale del Piano di Bacino Stralcio per l’assetto idrogeologico del Torrente Lavagna” . Si tratta di una variante relativa agli aspetti connessi all’assetto idrogeologico, con riferimento quindi alle problematiche connesse alla pericolosità per frana e per alluvioni. Il bacino interessato è quello del torrente Lavagna, da monte della confluenza con il torrente Sturla (escluso quini il f. Entella) e i comuni interessati sono: Bargagli, Carasco, Cicagna, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Leivi, Lorsica, Lorsica, Lumarzo, Moconesi, Neirone, Orero, S. Colombano Certenoli, Tribogna, Uscio. La variante consiste nella revisione generale degli elaborati di piano, in conformità con i criteri regionali e i vari aggiornamenti intervenuti successivamente all’approvazione. I suoi principali contenuti riguardano: l’aggiornamento del quadro dei dissesti, per frane e inondabilità, anche al fine di tener conto dei recenti eventi alluvionali, la definizione della fascia di riassetto fluviale per il corso d’acqua principale e l’adeguamento delle norme di attuazione ai criteri dell’Autorità di Bacino, in conformità con gli altri piani di bacino regionali (DGR 1265/2011 e DGR 1208/2012) L’approvazione della variante, dopo un lungo iter che ha compreso anche una fase di pubblicità partecipativa con la presentazione e valutazione di osservazioni da parte dei soggetti interessati, comporterà la sostituzione degli elaborati previgenti. Con questa approvazione, tutti i piani di bacino della Provincia di Genova sono adeguati ai criteri regionali ed uniformi tra loro, sia dal punto di vista cartografico sia normativo. Tutti gli elaborati si trovano sul portale regionale dedicato all’ambiente, nella sezione relativa ai piani di bacino regionali:
Luca Garibaldi (Pd) ha spiegato che il provvedimento era lungamente atteso dai comuni della zona e che il testo definitivo apporta validi correttivi.
Andrea Costa (gruppo misto-Ncd Area Popolare) in qualità di presidente della IV Commissione-Territorio e ambiente, ha ringraziato i consiglieri che hanno collaborato ai lavori della Commissione stessa e ha ribadito il proprio voto favorevole al testo.
Programma strategico digitale 2016-2018
Il Consiglio regionale ha approvato con 16 voti a favore (maggioranza di centro destra) e 14 voti astenuti (minoranza) il Programma strategico digitale 2016-18 che individua gli obiettivi strategici a valenza pluriennale e la programmazione degli investimenti.
Le linee di intervento e azioni da attuare nel triennio 2016 – 2018 riguardano il settore sanitario, il mondo economico e turistico, la pubblica amministrazione e prevedono il potenziamento della rete digitale e della banda ultra larga.
Fra i progetti previsti ci sono: il fascicolo sanitario elettronico, che sarà consultabile da ogni cittadino e dall’operatore di riferimento; la condivisione dei referti diagnostici verso i cittadini; i servizi di assistenza domiciliare favoriranno il monitoraggio a distanza e, quindi, la permanenza a domicilio del paziente. Previsto, inoltre, lo Sportello Unico per la Liguria “One-Stop”, un contatto multicanale accessibile a tutti: da casa o dal lavoro, attraverso lo smartphone o allo sportello più vicino, il cittadino, l’impresa, il turista trovano informazioni e servizi offerti dalla PA ligure mediante un sistema integrato di soluzioni che raccoglie tutto il patrimonio di informazioni in un unico accesso. Verrà inoltre rafforzata la Piattaforma per la gestione dei fondi di finanziamento, che consente da un unico punto d’accesso ad imprese, enti e cittadini di presentare istanze relative a finanziamenti che la Regione e gli enti attuatori offrono mediante l’informatizzazione dell’istruttoria; i beneficiari possono seguire l’iter amministrativo delle pratiche aperte e vengono garantite la trasparenza amministrativa e il controllo delle autorità di vigilanza.
Per le imprese è programmata la creazione di Servizi di marketing territoriale che rappresentano una sorta di banca dati dei terreni, delle aree e degli immobili disponibili in modo tale da consentire alle imprese di conoscere e progettare la propria espansione e ai nuovi imprenditori di capire dove creare start-up e insediamenti produttivi. Nel settore turistico il programma prevede, fra l’altro, la creazione di App integrata con i servizi online disponibili “Easy Holiday”, che consentirà al turista di scoprire e visitare la Liguria pianificando tramite internet ogni tipo di itinerario (turistico, culturale, enogastronomico e sportivo) portando con sé, in tasca su qualunque apparecchio mobile, tutte le informazioni e i servizi utili .
Più in generale il piano prevede il potenziamento della rete digitale per garantire un accesso ultraveloce a internet da casa, dal lavoro, in mobilità e alla pubblica amministrazione ligure. Il programma comprende anche l’estensione e il potenziamento della rete WiFi Liguria “Liguria WiFi 3.0”, che consentirà di passare dagli attuali 100 Comuni a tutta la Liguria, con servizi di automazione della connessione e integrazione tramite i social network.
Il programma consente un significativo intervento nella formazione scolastica digitale potenziando l’innovazione nel settore attraverso le linee guida introdotte dal Programma nazionale per la cultura e le competenze digitali. In particolare il programma intende sviluppare nuovi modelli di apprendimento e di diffusione della conoscenza che facciano leva sulle potenzialità della cultura digitale consentendo ad un maggior numero di giovani e non solo di accedere alla formazione e alle nuove opportunità lavorative e di potersi qualificare. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione è previsto il completamento della digitalizzazione dei pagamenti (bollo auto, i ticket sanitari, i servizi per l’ambiente, ecc.) e del processo di fatturazione elettronica. Per il settore occupazione, infine, verrà costruito il Click & Work: le imprese pubblicano il proprio fabbisogno professionale e il sistema seleziona i candidati più adeguati.
Sergio Rossetti (Pd) ha rilevato che il testo non contiene adeguati finanziamenti ma ha ribadito l’importanza di avere inserito nel dibattito in commissione un emendamento che introduce la formazione scolastica «che era una lacuna nel piano. Saremo attenti affinché gli enunciati contenuti nel programma si traducano in progetti concreti. Ma attualmente non ci sembra ci siano temi tali da consentire da parte del gruppo il voto favorevole».
Raffaella Paita (Pd) ha annunciato, quindi, il voto di astensione: «Il documento, che appare un po’ fumoso, contiene però aspetti che potrebbero anche produrre risultati negli anni. Il nostro, quindi, è un approccio di attesa». Il consigliere ha assicurato particolare attenzione all’applicazione del programma soprattutto in campo sanitario.
Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha criticato «l’assenza di investimenti che sono poi quello che consentiranno lo sviluppo del digitale, credo che solo un piano specifico in tal senso darebbe il senso al programma, tuttavia ci sono elementi positivi per la formazione, il settore culturale e sanitario. Vigileremo sulla sua applicazione».
Salvaguardare l’“Ospedale San Giuseppe” a Cairo Montenotte.
Con 23 voti favorevoli (maggioranza di centro destra, Pd e Rete a Sinistra), e 6 astenuti (Mov5Stelle) è stata approvata la mozione presentata da Angelo Vaccarezza (FI) e sottoscritta da Luigi de Vincenzi (Pd), Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) Andrea Costa (Gruppo misto-Ncd Area popolare) e Matteo Rosso (Fratelli d’Italia-An) che chiede alla giunta di salvaguardare la struttura complessa denominata “Ospedale San Giuseppe” di Cairo Montenotte, valutando anche la possibilità di classificarla come Ospedale di Area Disagiata. Vaccarezza ha rilevato che il territorio in cui si trova il polo sanitario è particolarmente accidentato e abitato da circa 42 mila persone con una forte incidenza di anziani. «In questo contesto, l’ospedale “San Giuseppe” a Cairo Montenotte è l’unico presidio ospedaliero. Il Punto di Primo Intervento – ha aggiunto il consigliere – è dotato di risorse umane e tecnologiche capaci di garantire sia una risposta agli accessi di persone, che rientrano nella casistica trattabile nel presidio, sia la prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, ed è funzionalmente integrato con il Dipartimento Emergenza e Accettazione (DEA) di primo livello dell’ospedale San Paolo di Savona. La struttura garantisce funzioni ospedaliere di base e rappresenta un cardine nei percorsi di integrazione tra assistenza ospedaliera e assistenza distrettuale». L’eventuale classificazione come Ospedale di Area Disagiata, (venti letti di medicina, una chirurgia elettiva con interventi in day surgery o eventualmente in week surgery con la possibilità di appoggio nei letti di medicina, pronto soccorso presidiato da un organico medico dedicato all’emergenza ecc) permetterebbe alla struttura ospedaliera di assicurare i livelli di assistenza sanitaria indispensabili per il nostro territorio, con particolare riferimento alla gestione delle emergenze.
Classificazione dell’ospedale di Cairo Montenotte come ospedale di Area Disagiata
Con 16 voti contrari (maggioranza di centro destra) e 13 favorevoli (minoranza) è stata respinta la mozione presentata da Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) e sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Fabio Tosi, Francesco Battistini , Gabriele Pisani e Marco De Ferrari che impegna la Regione a classificare l’ospedale di Cairo Montenotte come ospedale di Area Disagiata, sulla base delle caratteristiche orografiche e strutturali che lo collocano tra quelli compresi in questa categoria, e a garantire, sia a livello di personale sia a livello di strumentazione medica-chirurgica, i livelli di professionalità e di assistenza sanitaria previsti dalla legge. Nel documento si rileva che l’ospedale di Area Disagiata prevede la possibilità di eseguire indagini radiologiche con trasmissione di immagine collegata in rete al centro Hub o Spoke più vicino, indagini laboratoristiche in pronto soccorso, un protocollo per i trasporti secondari dall’Ospedale di zona particolarmente disagiata al centro Spoke o Hub, la presenza di una emoteca e il personale deve essere assicurato a rotazione dall’ospedale Hub o Spoke più vicini. Secondo Melis il rispetto della “Clausola di invarianza finanziaria può essere garantito attraverso una razionalizzazione delle spese computate al bilancio della Regione.
No alla chiusura notturna del Primo Intervento dell’Ospedale di Cairo Montenotte
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Luigi De Vincenzi (Pd) e sottoscritto dal collega di gruppo Giovanni Lunardon che chiede alla giunta di evitare la chiusura notturna del Punto di Primo Intervento dell’ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte. Nel documento si rileva Il consigliere che il 25 novembre 2015 è entrata in vigore la legge 161 del 2014 che darà piena applicazione alla direttiva europea 88 del 2003 sull’orario di riposo e di lavoro dei medici e del personale sanitario dipendente, imponendo un tetto massimo di attività di 48 ore settimanali con una sosta di 11 ore tra un turno e l’altro. La norma diventerà operativa mentre vige il sostanziale blocco delle assunzioni – si legge nel testo – e nell’assenza di un rinnovo contrattuale, che riguardi anche le modalità di svolgimento delle attività sanitarie in termini di orari lavorativi. Su più organi d’informazione, negli ultimi giorni, si legge che il Punto di Primo Intervento rischia di essere penalizzato dall’entrata in vigore delle norme UE, con la conseguente possibile chiusura notturna a causa dell’organico insufficiente. Questa evenienza penalizzerebbe ulteriormente la comunità della Valbormida, già danneggiata dall’avvenuto declassamento del Pronto Soccorso a Punto di Primo Intervento.
Dibattito sui tre provvedimenti
Giovanni Lunardon (Pd) ha annunciato il voto favorevole del suo gruppo anche alla mozione presentata da Vaccarezza e quella di Melis: «Questa è una battaglia che i cittadini della Valbormida stanno combattendo dal 2012 e anche il Consiglio provinciale di Savona a suo tempo aveva votato un ordine del giorno che conteneva precisi impegni per un patto della salute in Valbormida. Siamo nelle condizioni di poter svoltare e questa deve essere una battaglia comune ». Lunardon ha dichiarato che ci sono le condizioni per riconoscere a Cairo l’ospedale di area disagiata e ha chiesto «un salto di qualità» trasformando il punto di primo soccorso in un pronto soccorso vero e proprio.
L’assessore alla sanità Sonia Viale, dopo avere sottolineato che l’assistenza sanitaria richiede comunque ospedali ben attrezzati ai casi più gravi e quindi in grado di salvare il paziente, si è impegnata «di fronte al Consiglio regionale per trovare la soluzione complessiva fra ospedale, territorio e emergenza nell’ambito di una riforma globale della sanità in Liguria, che vedrà trattati tutti i cittadini alla stessa maniera, senza privilegi». L’assessore ha ringraziato sia i consiglieri, che hanno presentato i tre provvedimenti, sia il comitato di cittadini e sindaci della zona che ha assistito, questa mattina, alla seduta riconoscendo i disagi che vive la vallata. Viale, quindi, ha ricordato che è in via di elaborazione la riforma della sanità in Liguria «che parte con metodo e ci sarà equilibrio nelle scelte con giustizia ed equità per tutti i cittadini liguri» e che dovrebbe essere presentata a giugno. Pur ammettendo il contesto difficile, a causa delle scarse risorse disponibili, l’assessore ha assicurato che nessun presidio sarà chiuso ma ha specificato che gli ospedali «non devono diventare grandi ambulatori, ma devono mantenere la propria identità» e ha rilevato che l’alta percentuale di anziani in Val Bormida richiede risposte anche in termini di medicina del territorio e cure per la cronicità, che non richiedono «l’ospedalizzazione ma l’intensificazione delle cure a domicilio e l’assistenza agli anziani su tanti fronti».
Angelo Vaccarezza (FI) dopo avere ribadito i disagi che da tempo subiscono gli abitanti della zona per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, si è rivolto ai consiglieri del Movimento 5Stelle chiedendo di mettere da parte divisioni e distinguo.
Lilli Lauro (Lista Giovanni Toti Liguria) ha ringraziato l’assessore «che ha risposto in modo trasparente, concreto e senza ipocrisie e ha messo ha fuoco il problema. Noi – ha aggiunto – ci facciamo garanti di un libro bianco sulla sanità sul quale l’assessore ha già aperto alle istanze del territorio».
Andrea Melis (Mov5Stelle) ha annunciato l’astensione alla mozione di Vaccarezza perché «non propone nulla di concreto e non dà una soluzione come fa la nostra».
Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha annunciato il voto favorevole ai tre provvedimenti perché «interi territori in passato sono stati privati di ospedali senza sostituirli con altri servizi. Occorre tutelare le persone di quella zona anche se mi domando con quali soldi, visto che i governi continuano a tagliare,secondo una logica che intende cancellare la sanità pubblica».
Raffaella Paita (Pd) ha annunciato il voto favorevole ai tre provvedimenti: «Le parole dell’assessore sono state vaghe e contengono un impegno generico. La mozione del Movimento5Stelle – ha spiegato – è stata più stringente rispetto a quella di Vaccarezza. Fra pochi mesi, dopo avere assunto un impegno forte in quest’aula, vogliamo vedere i risultati».
Francesco Battistini (Mov5Stelle) ha ribadito l’astensione sulla mozione di Vaccarezza ribadendo la necessità di un ospedale di area disagiata.
Ok a agevolazioni per gli artigiani
Il Consiglio regionale ha approvato con 22 voti favorevoli (maggioranza di centrodestra, Pd e Rete a sinistra) e 5 astenuti (Mov5Stelle) il Programma Triennale degli interventi in materia di artigianato 2015-2017
Il programma rappresenta lo strumento di coordinamento degli interventi in campo artigiano, attraverso il quale la Regione individua le risorse finanziarie e la rete di soggetti pubblici e privati, a vario titolo coinvolti nella materia, sulla base di obiettivi prioritari di volta in volta individuati per lo sviluppo ed il sostegno dell’artigianato in Liguria.
Le imprese continuano a incontrare rilevanti difficoltà anche a causa del difficile accesso al credito mentre i tempi di pagamento da parte dei clienti sono mediamente superiori ai tre mesi. Pertanto attraverso il programma triennale la Regione intende promuovere l’artigianato, puntando al miglioramento qualitativo, alla sicurezza dei processi di lavorazione. Gli obbiettivi del programma triennale del settore artigiano sono: rafforzare la competitività e sostenere l’ampliamento della base produttiva; supportare il percorso di tutela e valorizzazione dell’artigianato artistico tradizionale e tipico di qualità; migliorare le condizioni per l’operatività delle imprese artigiane. I campi di intervento riguardano il supporto alla nascita e al consolidamento delle imprese artigiane (attraverso il fondo regionale istituito presso FI.L.S.E), la semplificazione dell’accesso al credito per le medie e piccole imprese artigiane, il sostegno alle imprese artigiane in difficoltà attraverso l’Ente Bilaterale Ligure dell’artigianato (Eblig), il sostegno all’ammodernamento delle imprese artigiane attraverso i Centri di Assistenza per facilitare l’accesso alle informazioni e il rapporto tra amministrazione regionale e imprese e, infine, la promozione e tutela delle lavorazioni dell’artigianato artistico, tradizionale e tipico di qualità. A livello operativo potranno essere attivati incentivi diretti alle imprese (contributo in conto interessi o in conto capitale con risorse reperite nell’ambito di altri Programmi); progetti definiti anche in raccordo con le Camere di Commercio, le associazioni regionali degli artigiani maggiormente rappresentative a livello regionale; sostegno alle imprese artigiane in difficoltà e ai loro dipendenti.
Modifica alla legge su raccolta differenziata e riciclaggio.
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il Disegno di legge 70 che prevede l’abrogazione dell’articolo 8 della legge regionale 1 dicembre 2015, n. 20 “Misure per lo sviluppo della raccolta differenziata e del riciclaggio” per adeguare la normativa regionale a quella nazionale, in seguito ad alcune osservazioni del Governo. La norma in questione, infatti, prevede che la Giunta regionale possa disporre annualmente l’esenzione dal versamento del tributo di conferimento in discarica dei rifiuti in caso di dichiarazione di stato di emergenza per eventi calamitosi, ma questo andrebbe in contrasto con la legislazione statale che attribuisce questa facoltà al Ministro dell’economia e delle finanze. Secondo i principi espressi dalla Corte Costituzionale in materia tributaria, infatti, il tributo viene istituito e disciplinato nei suoi aspetti principali dalla legge statale anche se il gettito spetta poi alle Regioni
Andrea Costa (Gruppo Misto- Ncd Area Popolare), presidente della IV Commissione Territorio Ambiente, relatore di maggioranza ha ribadito che la norma, prevedendo che la giunta regionale possa disporre annualmente l’esenzione del tributo di conferimento in discarica dei rifiuti in caso di dichiarazione di stato di emergenza per eventi calamitosi, comporterebbe problemi di allineamento con la legislazione statale di riferimento, come detto attribuita al Ministro dell’economia e delle Finanze. Il consigliere ha quindi auspicato l’approvazione del disegno di legge da parte dell’Assemblea legislativa «in funzione di un corretto inquadramento delle disciplina in questione».
Assenti: De Vincenzi






