“Anche se questo è un momento in cui è necessario puntare al massimo risparmio su tutti i capitoli di spesa, quindi anche su turismo e cultura, per mantenere i necessari servizi sociali e di aiuto alla persona, sono lieto di annunciare che il Festival della Parola tornerà a Chiavari anche quest’anno.
Per la nostra amministrazione e per la nostra città è infatti un fiore all’occhiello, un appuntamento annuale ormai consolidato, conosciuto e apprezzato anche oltre i confini del nostro comprensorio. Quest’anno, come peraltro nelle prime due edizioni, sono in programma iniziative culturali a 360° legate alle politiche culturali, dedicate ai giovani della nostra città ed eventi serali di forte richiamo, anche turistico, che si svolgeranno all’interno del Teatro Cantero.
Desidero ringraziare tutti gli sponsor e tutti coloro che stanno collaborando e ci stanno sostenendo per la migliore riuscita del Festival, in particolare Due Energie, il Teatro Cantero che, attraverso la convenzione, mette a disposizione i suoi spazi prestigiosi, la Regione Liguria e tutti gli enti e le associazioni culturali e sportive della città che come sempre contribuiscono, nell’ambito delle loro competenze, a rendere più articolato il Festival. Un grande evento come il Festival Della Parola rappresenta un indubbio richiamo turistico-culturale consentendo di fare apprezzare Chiavari in tutte le sue declinazioni.
Roberto Levaggi, Sindaco di Chiavari
“Sono orgogliosa di poter confermare quello che è ormai un appuntamento fisso per il comune di Chiavari: il Festival è nato proprio con questa ambizione, di essere un punto di riferimento nel mondo della cultura fra i grandi eventi nazionali, grazie all’attrattiva rappresentata dalla presenza di artisti e intellettuali di altissimo livello; di dare a Chiavari un’ulteriore identità, oltre a quelle commerciale, sportiva e turistica: mi riferisco a un’identità culturale, dinamica e attiva; sono certa che anche quest’anno il Festival avrà il successo che merita.
Daniela Colombo, Assessore al Turismo e ai Grandi Eventi
Il Festival della Parola è un evento unico, che oltre alle forti valenze turistico-culturali riempie, colora ed anima gli spazi più suggestivi della nostra bellissima cittadina, che si presta molto a questo tipo di manifestazioni, con aree all’ aperto come Piazza Mazzini, Piazza Fenice, Piazza Matteotti e prestigiose location interne – il Teatro Cantero, privato ma convenzionato con l’amministrazione, e l’ Auditorium San Francesco, patrimonio della città. Voglio ringraziare tutte le nostre associazioni cittadine, in particolare la Società Economica, che esprimono appieno il fermento e la vivacità culturale di Chiavari in tutte le sue espressioni, per la grande collaborazione generale durante tutto l’anno e che quindi non si esaurisce in questa occasione”.
Maria Stella Mignone, Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione
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Per la terza edizione del festival, l’Amministrazione Comunale insieme alla produzione ha ideato una sezione denominata “La magia della Parola” consistente in un progetto di scrittura da tenersi presso la Casa di Detenzione di Chiavari la cui finalità è di dare concreta espressione al dettato dell’Art. 27 della Carta Costituzionale, secondo il quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato anche tenendo conto delle proprietà socialmente riabilitative del lavoro, in modo particolare del lavoro intellettuale in ragione del circolo virtuoso che le attività di pensiero e di scrittura inducono. Il percorso, che si articola da un minimo di 4 ad un massimo di 8 appuntamenti tenuti da professori già in servizio di volontariato presso la struttura di detenzione, prevede la stesura di poesie e racconti da parte dei detenuti. Le opere inedite prodotte saranno lette durante il festival da ragazzi degli istituti superiori di Chiavari aderenti al progetto e da un testimonial di fama nazionale (attore/cantante/filosofo/etc).
All’iniziativa daranno la propria collaborazione letterati, giornalisti e artisti di chiara fama. A tale proposito, verrà organizzato un evento speciale del festival all’interno del carcere con la partecipazione di uno dei principali testimonial.
Le opere dovranno essere inedite ed originali ed ispirarsi al tema: “La parola Libertà” e potranno consistere in:
? stesura di poesie: un massimo di 5 poesie per partecipante;
? stesura di un racconto: un massimo di 5 pagine composte da un massimo di 30 righe ciascuna, per partecipante.
I testi dovranno essere se possibile, su supporto informatico oppure dattiloscritto, oppure scritti a mano, ma ben leggibili.
Così l’Assessore ai Servizi Sociali, Avv. Nicola Orecchia: “L’iniziativa vuole rappresentare un “ponte” tra i detenuti e la città e tra i detenuti e la scuola attraverso il coinvolgimento dei giovani studenti. Per questi ultimi, in particolare, l’iniziativa rappresenta un momento educativo di altissimo valore sul concetto di libertà, di rieducazione, e di riabilitazione della persona nella società. Ringraziamo la dirigente del carcere di Chiavari Dott.ssa Penco ed il comandante Dott. Andrea Tonellotto per la disponibilità e la sensibilità manifestata”.
Tutto è pronto… Mancano 7 giorni all’inizio di un nuovo spettacolo della “Parola”
Signore e signori mettetevi comodi, perché sta per alzarsi il sipario sulla 3° edizione del Festival della Parola di Chiavari. Quattro giorni scoppiettanti, dal 26 al 29 maggio, durante i quali si potrà gustare la piacevolezza della “città del buon vivere”, come ama definire Chiavari il suo primo cittadino, Roberto Levaggi. Quattro giorni di incontri con l’autore, conferenze, dibattiti, momenti musicali, mostre e chissà cos’altro ancora, il tutto finalizzato ad esplorare il caleidoscopico universo della parola. Non esiste materiale più versatile e multiforme della “parola”, qualcosa capace più del “logos” degli antichi di rappresentarci, raccontare, mostrare, ferire ma anche curare, divertire ma anche far riflettere, allontanare ma allo stesso tempo avvicinare. Insomma il “Festival della Parola” si prepara ad essere un bellissimo contenitore di piccoli e grandi eventi.
Il modello sarà quello consueto, al quale chi ha già seguito le passate edizioni, è ormai abituato: come un delta che porta il proprio contributo allo stesso oceano, verranno sviluppati diversi “filoni” capaci di affrontare la parola da un’angolazione diversa. Le parole della Politica; la Grande Guerra; i G-Local heroes ovvero quei fondamentali tasselli della storia minima, che costuituiscono il substrato sul quale si sviluppa la storia che finisce nei libri di scuola; la parola come esperienza del divino, che quest’anno prosegue il suo incontro con le diverse confessioni religiose; le conferenze-conversazione dedicate quest’anno soprattutto ai grandi anniversari culturali; la scelta di un grande “artigiano” della parola, che dopo Gassman, quest’anno è caduta su Aldo Giuffré, attore, regista, doppiatore, figura interessante, che sarà ri-scoperta anche grazie alla presenza della moglie Elena, che ha generosamente messo a disposizione del festival materiale inedito. Naturalmente non potevano mancare gli incontri con gli autori, che avranno luogo, come intime conversazioni, nei vari locali del centro cittadino, quest’anno cresciuti nel numero e gli appuntamenti musicali con la canzone d’autore. E per concludere la serata, ogni giorno, al Teatro Cantero (ore 21.15) l’appuntamento con quattro personaggi, appartenenti a mondi diversi e dotati di personalità e storie molto differenti ma certamente ricchi di cose da dire: GiulioRapetti “Mogol” (giovedì 26), Shel Shapiro (venerdì 27), Cristiano De André (sabato 28) e Vittorio Sgarbi (domenica 29).
Riconferme ma anche novità, il Festival 2016 riserva anche qualche sorpresa: la collaborazione con il mondo della scuola, che sarà protagonista di alcuni appuntamenti; il progetto dedicato al carcere, presentato in apertura; la nuova location del porto turistico dopo il recente restyling, che ospiterà gli appuntamenti musicali; la presenza on the road della radio, che è un altro mondo ancora legato alla parola.
L’edizione 2016 guarda già al futuro e segnerà anche il lancio di una nuova iniziativa per il festival del 2017 ovvero un concorso on line, che verrà bandito a partire dal 1 ottobre, nato dall’idea di Roberta Brizzolara nell’ottica del “riciclo” de muro, l’icona-installazione del festival, che quest’anno sarà collocato in piazza Fenice e accoglierà tutte le parole che il pubblico vorrà legare ad esso. Chiunque lo vorrà potrà presentare la propria idee di riciclo creativo del muro, idea che verrà giudicata da una giuria tecnica e dal pubblico on line.
Che lo spettacolo abbia inizio!
Autore di parola
Il festival della Parola di Chiavari è anche un’occasione privilegiata per incontrare e conoscere scrittori e autori in genere, in un contesto conviviale e piacevole, assistendo a conversazioni informali ambientate in bar, caffè e dehors. Una modalità colloquiale e informale, che darà modo al pubblico di scoprire nuovi coté della personalità degli autori e di rivolgergli le proprie domande sull’affascinante lavoro di costruzione di una storia. Tanti gli appuntamenti della serie “Autore di parola” disseminati nelle quattro giornate. Ecco tutti i nomi degli scrittori che parteciperanno:
Maria Paola Colombo; Anselmo Roveda e Fiammetta Capitelli; Bruno Morchio; Carlo Martigli; Giorgio Pollio; Simone Beta; Walter Lazzarin; Rosa Matteucci; Alberto Pezzini; Lorenzo Licalzi; Daniela Annetta; Nadia Giannoni; Lorenzo Beccati; Max Manfredi; Guido Catalano; Emilia Marasco.
Aldo Giuffrè: il genio
Raffinato interprete dell’autentica e immensa tradizione teatrale napoletana e allo stesso tempo dei grandi classici della letteratura nazionale e mondiale. Attore cinematografico amatissimo e versatile. Autore e scrittore ma soprattutto uomo dotato di una profonda sensibilità e di una pudica grazia. Aldo Giuffré è stato senza dubbio un artista a tutto tondo, che ha vissuto una carriera variegata e appagante. A lui il Festival della Parola (primo in Italia) tributa un doveroso omaggio, ripercorrendo nei quattro giorni, una vita fatta di successi, riconoscimenti, soddisfazioni ma anche di sacrifici, momenti difficili e forza di carattere. Grazie alla disponibilità della moglie Elena, che ha messo a disposizione prezioso materiale inedito, il pubblico potrà conoscere più a fondo la sfaccettata personalità di Aldo Giuffré, che amò il levante ligure, dove trascorse le ultime felici estati della sua vita.
Così racconta lui stesso gli esordi nello spettacolo (dal sito ufficiale: www.aldo-giuffré.it)
La mia avventura nel mondo dello spettacolo comincia quando Napoli viene liberata dalle truppe americane: stazione radio compresa. Lì sono approdato leggendo che cercavano annunciatori. Mi sono presentato e mi hanno preso, portandomi con loro quando sono entrati a Roma. La notizia della fine della guerra l’ho data io, dai microfoni della Eiar.
Insieme al concorso di speaker, avevo vinto anche quello per entrare in banca. Mia madre, che era una donna molto pratica, mi disse: “Fai quello che ti senti di fare”. E io scelsi lo spettacolo.
Fu un critico teatrale a presentarmi a Eduardo. Ebbi così nel 1947 la mia prima scrittura, una piccola parte nel film “Assunta Spina”con Anna Magnani. A novembre dello stesso anno, debuttai in teatro, al Piccinni di Bari in “Napoli Milionaria”. Da quel momento non mi sono più fermato. Io ho avuto tre maestri, tre stelle comete che mi hanno formato artisticamente. Eduardo De Filippo, che mi ha insegnato il mestiere, quello autentico fatto di tempi, di pause, di espressioni; Giorgio Strehler, che mi ha insegnato il rigore e Cesco Baseggio, che mi ha insegnato la semplicità con cui dominare lo strumento teatrale. Tutti e tre questi grandi insegnamenti sfociano nell’arte somma di Totò con il quale ho lavorato in dieci film. Totò è la luce delle luci.
… e ancora:
Visconti era senza dubbio un grande. Con la sua regia, ho interpretato “Le tre sorelle” di ?echov e “La locandiera” di Goldoni. Ma l’ambiente in cui si muoveva non era fatto per me. Troppo snob e distaccato. Intesa perfetta, invece, con due grandi attori di teatro: Andreina Pagnani e Renzo Ricci. Molte le soddisfazioni anche in televisione: da “Laura Storm” a “La figlia del capitano”, e nel cinema: da “Un turco napoletano” a “Guardie e ladri”, ma anche “Racconti romani”, “Questi fantasmi”, “Mi manda Picone” e “Ieri, oggi, domani”, che mi procurò una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista.
Fra gli spettacoli teatrali, non dimentico il successo di “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello (che al Teatro Comunale di Bologna mi valse il Premio Nettuno d’Oro, un riconoscimento prestigioso perché assegnato esclusivamente dal pubblico) e “La fortuna con l’effe maiuscola”, di Armando Curcio e Eduardo De Filippo, un successo sbalorditivo che raggiunse quasi mille repliche. Questa commedia è anche il fiore all’occhiello del mio decennale sodalizio con mio fratello.
Ho vissuto da teatrante senza credere ai luoghi comuni né alle superstizioni. Non ho mai battuto il copione quando è caduto e ho sempre lasciato indossare il viola alle mie attrici.
L’Art. 27 della Costituzione?
Il Festival lo prende in parola
Nel florilegio delle iniziative e degli appuntamenti proposti dalla III edizione del Festival della Parola, merita un’attenzione particolare un progetto, in virtù della sua originalità e del suo valore sociale. Discostandosi, infatti, dai modelli più o meno condivisi da tutti i festival, fatti di “incontri con l’autore”, l’Amministrazione Comunale in sinergia con la produzione del festival, ha ideato quest’anno una sezione denominata: “Il laboratorio della Parola”. Si tratta di un progetto di scrittura, che si è tenuto nei mesi precedenti alla manifestazione, presso la Casa di Detenzione di Chiavari e la cui finalità primaria è dare concreta espressione al dettato dell’Art. 27 della Carta Costituzionale, secondo il quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, anche tenendo conto delle proprietà socialmente riabilitative del lavoro, in modo particolare del lavoro intellettuale, in ragione del circolo virtuoso che le attività di pensiero e di scrittura inducono.
Il percorso si è articolato in una serie di appuntamenti tenuti da professori già in servizio di volontariato presso la struttura di detenzione e si è concretizzato nella stesura di poesie e racconti da parte dei detenuti. Le opere, inedite, che testimoniano sogni, speranze, stati d’animo di chi si trova a vivere una circostanza molto delicata della propria esistenza, saranno lette durante il festival. Saranno gli studenti dell’Istituto Professionale “G. Caboto” e delle scuole medie degli Istituti Comprensivi Chiavari I e Chiavari II a leggere i testi, giovedì 26 maggio, in apertura di festival, nell’ambito di un incontro che si svolgerà all’Auditorium San Francesco, a partire dalle ore 10.15, intitolato: “La Parola che ferisce”, al quale parteciperanno: Paola Penco, direttrice del carcere di Chiavari; Anna Maria Sanguineti; la cantante Roberta Alloisio, Marilena Vittori di Telefono Azzurro; Nicola Orecchia, assessore alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità del Comune di Chiavari e Fulvio Di Sigismondo, educatore professionale e coordinatore del Centro Giovani Chiavari.
Così l’Assessore ai Servizi Sociali, Avv. Nicola Orecchia: “L’iniziativa vuole rappresentare un “ponte” tra i detenuti e la città e tra i detenuti e la scuola, attraverso il coinvolgimento dei giovani studenti. Per questi ultimi, in particolare, l’iniziativa rappresenta un momento educativo di altissimo valore sul concetto di libertà, di rieducazione, e di riabilitazione della persona nella società. Ringraziamo la dirigente del carcere di Chiavari Dott.ssa Penco ed il comandante Dott. Andrea Tonellotto per la disponibilità e la sensibilità manifestata”.
La Grande Guerra & Parola e storia
La storia è fatta senza dubbio di fatti, azioni, accadimenti ma le parole sono fondamentali per raccontare, comprendere e interpretare quanto è accaduto, base sulla quale poggia quello che siamo e quello che saremo. Particolare attenzione ha rivolto il Festival della Parola alla storia, già dai suoi esordi e quest’anno il viaggio continua. Continua la commemorazione dei cento anni dalla Grande Guerra, con appuntamenti che intendono ricostruire quella che la scuola francese de Les Annales chiamava histoire événementielle , basata su quel substrato di avvenimenti, che non necessariamente finirono nei libri di scuola ma che per le comunità furono fondamentali e che concorsero (talvolta ob torto collo) a realizzare il mosaico generale. In quest’ottica si inseriscono ad esempio gli appuntamenti dedicati ai “G-local heroes” oppure le iniziative dedicate alle donne, alla letteratura per l’infanzia, tutti preziosi e indimenticabili testimoni di quegli anni. L’ideale dialogo del Festival con la Storia, si avvierà il primo giorno con l’incontro fra lo storico Alessandro Barbero, intervistato dal giornalista Massimo Bernardini /Auditorium San Francesco, ore 18.30.
CHIAVARI
PROGETTO FESTIVAL DELLA PAROLA 2016
26-29 maggio 2016
PROGETTO CONGIUNTO DELLE ASSOCIAZIONI :
CIF – LE ARTI SI INCONTRANO – SNOQ TIGULLIO –
ASSOCIAZIONE CULTURALE TIGULLIO EVENTI,
CON LA PARTECIPAZIONE
DEGLI ISTITUTI SUPERIORI LICEO LUZZATI E ISTITUTO CABOTO.
TITOLO DEL PROGETTO: 1916 DONNE ARTI, MUSICA E PAROLE.
Le donne al tempo della Grande Guerra, nel territorio, nell’arte, nella musica, nella letteratura, nello sport, nella vita quotidiana, nei costumi del tempo.
Ritratto di un’epoca, ritratto di donna.
L’idea è quella di proporre delle mostre permanenti durante tutta la durata della manifestazione, in spazio o spazi adeguati dove contemporaneamente organizzare degli incontri sui temi proposti ed esibizioni dal vivo degli artisti, in modo da creare dei veri e propri eventi interattivi.
A) AUDITORIUM MOSTRA DAL 26 AL 29 MAGGIO
1916 – Donne al tempo della Grande Guerra
Mostra fotografica a cura di una studentessa del secondo anno Anna Maria Diaconescu dell’Istituto Caboto di Chiavari, che coadiuvata dalle Prof. Fornasari e Rocca ha effettuato una ricerca bibliografica e iconografica sulle donne nel 1916. Una fotografia di gruppo di come le donne affrontano il secondo anno della Grande Guerra: a casa, sui giornali, nelle arti, nelle fabbriche, al fronte e nelle retrovie nel servizio delle donne della CRI.
Verrà rappresentata una raccolta fotografica che comprenderà circa 30 fotografie e relativo materiale di presentazione del progetto.
B) Mostra e conferenza Sull’Ardesia.
“Le portatrici” Donne, lavoro e territorio a cura di Pietro Burzi.
DAL 26 AL 29 MAGGIO MOSTRA ALL’AUDITORIUM sul tema dell’ardesia. La mostra comprende l’esposizione di antichi strumenti per la cavatura, e di sculture in pietra di ardesia, anche in fase di lavorazione e corredate dagli strumenti necessari alla lavorazione stessa, il tutto accompagnato da pannelli didattici, con antiche fotografie di cavatori e portatrici.
IL 26 maggio alle ore 11,30 al Teatrino della Filarmonica CONFERENZA sul tema dell’ardesia a cura di Pietro Burzi. Temi trattati: le caratteristiche e la denominazione dell’ ardesia, la vita dei cavatori e delle portatrici di ardesia, l’utilizzo nell’arte di questa pietra tipicamente ligure. La conferenza sarà accompagnata dalla proiezione di immagini relative agli argomenti trattati.
C) IL 26 MAGGIO TEATRINO FILARMONICA ORE 12
INTERVENTO Liceo Artistico Luzzati
Monografia curata dalla prof.ssa Giulia Marseglia : “l’emancipazione del lavoro femminile a partire dalla nascita della Repubblica Italiana , di cui quest’anno ricorre il 70° anniversario”
Si tratta di una riflessione circa il cammino delle donne come cittadine attive che il due giugno 1946 per la prima volta possono votare e essere votate e come cambia la legislazione in materia di tutela del lavoro femminile. Il contenuto di questa monografia può essere di notevole interesse se rapportato alla condizione delle donne liguri che in quegli anni erano impiegate nel trasporto dell’ardesia .
D) Dott. WALTER FOCHESATO 26 maggio ore 10,15 Società Economica
Studioso di letteratura per l’infanzia e storia dell’illustrazione. Docente di Storia delle illustrazioni all’Accademia di belle arti di Macerata.
Presenta il suo libro “Il Gioco della guerra” L’infanzia nelle cartoline del primo conflitto mondiale.
L’intervento presenta in particolare l’immagine della bambina (e in generale della donna) com’è stata rappresentata nelle cartoline illustrate della prima guerra mondiale,
Una delle più importanti forme di comunicazione tra casa e la trincea sul Fronte Interno.
La conferenza sarà accompagnata dalla proiezione di immagini relative agli argomenti trattati.
F) ARIETTE & ROMANZE nell’ ANNO 1916: Intermezzi musicale con Sara Nastos, Mezzosoprano e Nicola Nastos al pianoforte sabato 28 maggio alle 10, Auditorium di San Francesco nella sezione GRANDE GUERRA – LOCAL HEROES, nell’evento dedicato a Gerolamo Filippini.
(musiche di F.P.Tosti, E.Grieg, P.Abraham, e canzoni napoletane dell’‘epoca).
Le parole della grande politica
Parafrasando la celebre frase del filosofo Feuerbach, potremmo dire che: “Noi siamo quello che… diciamo” intendendo le parole come il nutrimento del quale si alimenta il messaggio che, di volta in volta, vogliamo comunicare all’esterno. Le parole che scegliamo, l’uso che ne facciamo, lo stile con il quale le ammantiamo, raccontano di noi e del tempo al quale apparteniamo. Sin dall’antichità la Politica, ben conscia del potere della parola, ha fatto della retorica un’arte per esercitare il potere. Ogni epoca è rappresentata dalle sue parole, dall’uso che ha saputo fare della comunicazione verbale. “I discorsi della politica” è un’originale sezione del Festival della Parola, che vanta la consulenza tecnica di Fernanda Contri, magistrato, Ministro degli Affari sociali nel Governo Ciampi e vice presidente emerito della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana. Un appuntamento per riascoltare le parole della politica di ieri, riportando nelle sale istituzionali le parole che hanno accompagnato momenti significativi della storia del nostro Paese.
Mogol racconta Mogol
Un “racconto-concerto” in cui il più grande autore di versi della musica italiana, accompagnato dal Maestro Gioni Barbera al pianoforte, narrerà la sua storia: un viaggio ricco di emozioni, di musica e di parole che hanno accompagnato per oltre cinquant’anni diverse generazioni di italiani.
Giulio Rapetti, Mogol è il più grande e importante autore italiano di testi di canzoni, ed è un uomo che vive a fondo la propria vita che poi racconta nei suoi testi come ad un amico, svelando verità umane e pensieri intimi. Mogol è spesso ricordato per il lungo e fortunato sodalizio con Lucio Battisti, ma il suo contributo alla cultura italiana attraverso la musica è stato decisamente molto più ampio. Infatti, dai primissimi anni ’60 ad oggi, vanta oltre millecinquecento canzoni pubblicate e grandissime collaborazioni. Mogol ha condiviso la sua creatività con moltissimi artisti, fra cui Tony Renis, Gianni Bella, Morandi, Cocciante,Celentano, Mango, Mina, Vanoni, Minghi, Patty Pravo, Bruno Lauzi, Equipe 84, Dik Dik, PFM, Bobby Solo, Umberto Tozzi e persino Luigi Tenco, Renato Zero, Gigi D’Alessio, Rino Gaetano.Quella di Mogol è una storia che sembra ormai leggenda, ma che continua ogni volta nella semplice e sincera fotografia di una canzone, fatta di emozioni, pensieri e parole.
Giuseppe Barbera in arte Gioni Barbera è un compositore, arrangiatore e pianista italiano. Dal 1996 è docente al CET (Centro Europeo Toscolano) di Mogol e dal 2000 è coordinatore musicale dei corsi, in tour con Arisa e musical producer ad XF.
Una scuola di parola
Fra le novità di quest’anno la stretta collaborazione con le scuole del territorio. Sarà ad esempio affidata proprio alle scuole cittadine la cerimonia di apertura del Festival. Un colorato e allegro corteo di studenti, giovedì mattina (ore 9.15), percorrerà il “carrugio dritto” da ponente sino in piazza Fenice, per depositare sul muro le proprie parole e dichiarare ufficialmente aperta l’edizione 2016. Saranno ancora i ragazzi, sempre giovedì mattina (Auditorium San Francesco, ore 10.15) a dar voce alle parole dei detenuti della casa di reclusione di Chiavari, che hanno partecipato nei mesi scorsi al “Laboratorio delle parole”, nell’ambito di un appuntamento che affronterà anche il lato oscuro delle parole, le parole usate per far male. Sempre alla scuola saranno dedicati poi diversi appuntamenti a cura delle associazioni locali come: Unicef; I Menditanti; Associazione Ligure Letteratura Giovanile.
Parole d’inchiostro e Parole in versi
Nel 1616, a dieci giorni di distanza l’uno dall’altro, morivano due giganti della letteratura: William Shakespeare e Miguel De Cervantes. Quest’anno ricorre il 400° anniversario della scomparsa di questi due impareggiabili autori, che hanno regalato all’umanità opere immortali. Ma sono soltanto due degli speciali anniversari che ricorrono nel 2016 in ambito culturale. Montale, Ungaretti, Buzzati, Bassani, sono altre personalità del panorama letterario che vedono legate all’anno in corso date chiave della loro attività. Il Festival della Parola non poteva non rendere omaggio a queste date chiave e a queste enormi personalità della cultura di tutti i tempi e lo farà con una serie di appuntamenti originali e articolati, che coinvolgeranno il pubblico più variegato ma con un occhio di riguardo per le scuole.
Parole stampate
Un altro inedito, importante “contenitore” del Festival della Parola di Chiavari. “Parole stampate” è un progetto dedicato all’editoria locale, concepito come un piccolo salotto del libro, dove le cinque case editrici principali del Tigullio presenteranno se stesse, la propria filosofia e, naturalmente, i propri libri.
Edizioni Internòs, Edizioni Gammarò, Panesi Edizioni, Oltre Edizioni, Editrice Zona e Tigulliana Edizioni, sono questi “i magnifici cinque” dell’editoria tigullina che dal 26 al 29 maggio, in via Vittorio Veneto, dalle 15 alle 19, si faranno notare, ognuna con le proprie caratteristiche, la propria storia, la propria fisionomia e… i propri autori.
Sono loro stessi a raccontare: <Il Festival ci offre un’occasione importante, l’editoria del Tigullio è una realtà vivace, che contribuisce moltissimo a diffondere la conoscenza della nostra storia, delle nostre tradizioni, dei nostri autori. Ed è una realtà che vive di passione, entusiasmo e sacrifici, soprattutto in questo periodo di crisi. Durante i quattro giorni di festival, il pubblico avrà la possibilità di toccare con mano come i nostri cataloghi siano ricchi e di qualità. Veniteci a trovare, vi aspettiamo!>
SALUTO DELL’ASSESSORE REGIONALE ALLA CULTURA ILARIA CAVO PER LA 3° EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA PAROLA (CHIAVARI)
E’ un piacere salutare la terza edizione del “Festival della Parola”, fortemente voluta e organizzata dal Comune di Chiavari.
La stessa scelta del nome del Festival, oltre ad essere particolarmente felice dal punto di vista comunicativo, manifesta tutta l’importanza e la centralità di quell’elemento che è al centro di tutta la cultura occidentale: il “logos”.
Se nella mente degli antichi il “logos” era “legge universale” che regolava – secondo ragione e necessità – tutte le cose, nella società contemporanea la “parola” ha rafforzato ancora di più i suoi elementi di “comunicazione”, anche includendo linguaggi di differenti discipline.
Per volontà degli stessi organizzatori, questo Festival intende essere attento alle “differenti discipline umanistiche ed artistiche e sensibile alla contemporaneità e all’urgenza di un’etica di comunicazione”. Alla luce di queste finalità il programma è quanto mai articolato e affianca momenti di riflessione storica e letteraria, anche in ricordo del quattrocentesimo anniversario della scomparsa di Shakespeare e Cervantes, a momenti di attenzione per il linguaggio dello spettacolo.
Il Festival si realizza in differenti e caratteristiche location della città, così da trasformare Chiavari in un unico grande palcoscenico in grado di catturare l’attenzione di tutti coloro, liguri e non solo, che arriveranno in città.
Con queste premesse, la terza edizione del “Festival della parola” non può che confermare e accrescere il successo delle edizioni precedenti.
Fonte: Agenzia Regione Liguria News
In collaborazione con LA VERSILIANA FESTIVAL
Presentano
C A R A V A G G I O
Uno spettacolo di e con
VITTORIO SGARBI
Musiche composte da Valentino Corvino violino, elettronica
Immagini elaborate da Tommaso Arosio scenografia e video
Regia e luci Angelo Generali
“Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c’è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l’importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l’Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un’epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un’attualizzazione, un’interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio.”
(Vittorio Sgarbi)
Vittorio Sgarbi ci condurrà, attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi, in uno spettacolo teatrale arricchito dalla musica di Valentino Corvino, e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo curate dal visual artist Tommaso Arosio. La regia è di Angelo Generali.
Produzione: Promo Music in collaborazione con La Versiliana Festival
Durata: 1 ora e 30 minuti, senza intervallo
Genere: spettacolo di prosa con musica e videoproiezioni
Debutto: Festival La Versiliana. Giovedì 16 Luglio 2015
Tournée: Stag. Teatrale 2015/16: Milano novembre 2015 ; Roma febbraio 2016






