Prendiamo spunto dall
Prendiamo spunto dall’ultima “telenovela”, relativa a un ventilato “Hotel a 5 stelle” in località Covo di Nord Est, che rischia di pesare ancora sull’immagine sempre più deteriorata, dal punto di vista paesaggistico, di S. Margherita per alcune riflessioni e una rapida sintesi della situazione.
Prima dell’articolo apparso sulla prima pagina del quotidiano nazionale “La Stampa” il 28 giugno scorso, nessuno in città sembrava saperne nulla, e nulla era riuscito a trapelare.
Nessuno poteva sospettare che si avesse l’ardire di progettare un aumento volumetrico in una zona che si trova sotto il “Regime Normativo di Conservazione”, nella quale non è consentito costruire nuovi edifici né alterare quelli esistenti.
Si veda in proposito il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico) emesso dalla Regione Liguria e sovraordinato ai Piani Regolatori locali.
Il ben noto giornalista della “Stampa”, tuttavia, qualcosa aveva scoperto, grazie, forse, a un’imprevista fuga di notizie dal “Palazzo”.
Una fortuna insperata, dacché ha evitato quella che ormai sembra una consuetudine: porre la città di fronte a “fatti compiuti”, in una materia di governo cittadino così basilare.
Venuta a galla la questione, ora si assiste a un vero e proprio balletto di conferme e smentite da parte dei due principali Enti (Amministrazione Comunale ed Ente Parco), deputati a valutare ogni importante operazione immobiliare sul territorio cittadino, ed eventualmente respingere prontamente ogni invasiva speculazione.
La “fuga di notizie” ha, fortunatamente, scompigliato i nebulosi tentativi speculativi da tenere sotto rigoroso silenzio, costringendo tutti a venire allo scoperto.
Ma il balletto è proprio finito?
Si teme di no, come confermato da un articolo, pubblicato il 30 giugno da “La Repubblica”, che sembra negare veridicità alle dichiarazioni del Sindaco, che aspetterebbe il formale parere negativo, già anticipato dai tecnici del Comune.
Dati i numerosi precedenti, si rimane nel dubbio circa la reale situazione e su cosa farà questa Amministrazione, che sembra solita praticare durezza verso i deboli e debolezza verso i potenti.
Resta, infatti, scolpita nelle menti di tutti una delle tante “perle” del florilegio di frasi storiche del Sindaco: “Anche i Potenti hanno i loro diritti”!
Basta guardarsi in giro e si potrà presto fare l’elenco dei “potenti”.
Se, ora, qualcuno si assumesse il non indifferente onere di fare il punto sull’operato urbanistico della Giunta De Marchi, fin qui manifesto, non potrebbe non esser preso da grande preoccupazione.
A sintetica dimostrazione dell’assunto, ci si limita, solo esemplificativamente, a richiamare l’attenzione sul posizionamento della Giunta stessa rispetto ad alcuni suoi “obiettivi” seguiti con cura.
Li elenchiamo sinteticamente:
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Progetto Porto e Retroporto Santa Benessere Spa.
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Progetto Porto e Retroporto Ati Porto Cavour.
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Terzo progetto della Santa Benessere, che dovrebbe, peraltro convivendo con gli stessi, superare i primi due. Si potrebbe chiamare il progetto “ecuadoriano”, in quanto figlio dichiarato dell’allievo prediletto di uno dei maggiori architetti italiani nel mondo, che, tuttavia, nel frattempo ha smentito di esser coinvolto.
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Vecchio Ospedale.
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Nuovo Ospedale.
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Fonte del Diavolo.
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Villa Attilia.
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Palazzetto dello Sport.
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Teorie urbanistiche quali la cosiddetta riqualificazione di aree degradate per riempirle di cemento, beninteso nel limite di aggiuntivo “consumo suolo zero o quasi”.
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Il tutto ben frullato e confluito nel PUC.
E’ possibile non temere e non osteggiare il processo di “riminizzazione” in corso?
Ma la succinta esemplificazione non si esaurisce in quanto sopra.
Poteva mancare una chicca, quasi una ciliegina sulla “torta”, che si lascia per ultima?
E’ la strana vicenda dei Nuovi Servizi Igienici di Piazzale Cagni, in Calata del Porto, così fortemente voluti e vantati da Sindaco e Vice Sindaco.
Si veda il Disegno approvato dalla Giunta.
Dall’esame dello stesso apparirebbe che:
– nel nuovo, importante, necessario edificio in costruzione a Piazzale Cagni, la cui esecuzione non era più rimandabile, pena a far passare il porto, come dichiarato dal Sindaco De Marchi, per un “Porto Africano”, sembrerebbe trovar posto… un solo (dicasi uno) Servizio Igienico promiscuo: maschile, femminile e per invalidi.
Certo il condizionale potrebbe sparire se fossero esibiti anche i disegni del progetto esecutivo, che conferma (quanto appare logico) che nei vani dei locali definiti spogliatoi, viste le loro dimensioni, alloggeranno semplici docce…
Non si può omettere di osservare che un semplice esame visivo della struttura fa pensare a un generoso sovradimensionamento quale necessario per poter permettere un possibile sovralzo e importanti carichi aggiuntivi.
Non sarebbero, quindi, casuali le dichiarazioni del Vicesindaco, che a suo tempo affermava:
“Al posto dei containers, che richiamavano ormai ricordi di sperduti porti industriali africani, è in corso di realizzazione un funzionale piccolo edificio allocato nel retrostante terrapieno e ben integrato nell’ambiente marinaro in cui si colloca.
Per quanto attiene la spesa, questa è un’opera pubblica in relazione alla quale il Comune ha un sicuro diritto di ristoro nei confronti di futuri, eventuali subentranti: il Comune è quindi perfettamente tutelato.”
Ora si è preoccupati per la “telenovela” (o, se si preferisce, l’“Affair Covo”), ma è certo che, se si concretizzassero i timori relativi all’edificio Servizi Igienici del Porto, allora la preoccupazione si tramuterebbe in disperazione!
Comitato DIFENDI SANTA






