La canadese Brooke M. Henderson, numero due mondiale, ha vinto con 274 colpi (65 68 71 70, -14) il Cambia Portland Classic (LPGA Tour) sul percorso del Columbia Edgewater Country Club (par 72), a Portland nell’Oregon, confermando il titolo ottenuto lo scorso. Hanno guadagnato sei posizioni nel turno finale, classificandosi 33.e con 286 (-2), Giulia Sergas (73 69 73 71) e Giulia Molinaro (72 70 73 71).
Non hanno potuto far nulla per contrastare la superiorità della 19enne di Smiths Falls (Ontario) Stacy Lewis, seconda con 278 (-10), la norvegese Suzann Pettersen, terza con 279 (-9), Austin Ernst e la colombiana Mariajo Uribe, quarte con 280 (-8).
Al sesto posto con 281 (-7) Christina Kim, Lee Lopez, Cheyenne Woods, nipote di Tiger Woods, e la sudafricana Lee-Anne Pace, al 10° con 282 (-6) la spagnola Carlota Ciganda e al 13° con 283 (-5) la svedese Anna Nordqvist. Mai in corsa la taiwanese Candie Kung, 25ª con 285 (-3), e l’australiana Karrie Webb, 41ª con 287 (-1).
Brooke Mackenzie Henderson è al terzo successo nel LPGA Tour: in mezzo, tra i due conseguiti a Portland, il KPMG Championship, secondo major stagionale disputato a giugno. La canadese lo scorso anno era nel Symetra Tour dove il 21 giugno si è imposta nel Four Winds Invitational. Ha avuto occasione, con inviti, di cimentarsi nel circuito maggiore e il 3 luglio si è imposta in questo torneo, poi in meno di dodici mesi è divenuta la numero due del Rolex ranking. Nel giro conclusivo non ha forzato più di tanto, ma il 71 (-1), con tre birdie e due bogey, è stato più che sufficiente per lasciare a debita distanza le avversarie. Stesso score per Giulia Sergas, con un eagle, tre birdie e quattro bogey, e per Giulia Molinaro, con cinque birdie, due bogey e un doppio bogey, entrambe a un passo dai Giochi Olimpici di Rio 2016.
La Henderson ha avuto un assegno di 195.000 dollari su un montepremi è di 1.300.000 dollari.
WGC BRIDGESTONE INVITATIONAL: CROLLA JASON DAY, VINCE DUSTIN JOHNSON – Dustin Johnson, dopo l’US Open, ha fatto suo anche il WGC-Bridgestone Invitational, concludendo la sua rincorsa, iniziata dal quinto posto, con 274 colpi (69 73 66 66, -6) al South Course (par 70) del Firestone CC, ad Akron nell’Ohio. Il titolo lo ha condotto dal terzo al secondo posto nel World Ranking, avendo sorpassato Jordan Spieth per due millesimi di punto.
Probabilmente Johnson non sarebbe riuscito nell’impresa senza il vistoso aiuto di Jason Day, numero uno mondiale, che in vetta a quattro buche dal termine, ha perso quattro colpi lasciandogli via libera e terminando terzo con 277 (-3) alla pari con Jordan Spieth, Matt Kuchar e Kevin Chappell. Seconda posizione più che meritata per Scott Piercy con 275 (-5) e settima con 278 (-2) per William McGirt, per il sudafricano Charl Schwartzel e per lo svedese David Lingmerth.
Sono risaliti in decima con 280 (par) Rickie Fowler, Zach Johnson, l’australiano Adam Scott e il sudafricano Branden Grace, ma questo non toglie il grigio dalla loro prestazione, così come in quella di Bubba Watson, 14° con 281 (+1). Tra metà e bassa classifica il sudafricano Louis Oosthuizen, 21° con 283 (+3), Phil Mickelson, 27° con 284 (+4), l’irlandese Shane Lowry, campione uscente, 36° con 286 (+6), Jim Furyk, 42° con 289 (+9, e l’inglese Justin Rose, 46° con 290 (+10).
Dustin Johnson, 32enne di Columbia (South Carolina), ha recuperato terreno portandosi a un colpo da Jason Day alla 14ª buca con cinque birdie e un bogey, poi le cose sono precipitate per l’australiano. Palla che ha sbordato sul bersaglio e bogey alla 15ª e disastro subito dopo con doppio bogey alla 16ª (par 5). A quel punto Day è scomparso dal campo e nell’ultima buca, dopo aver spedito la pallina tra gli alberi, è stato anche vittima di una flappa, antefatto del terzo bogey di giornata, contro un eagle in apertura e un birdie (72, +2). Nel frattempo Johnson era entrato in club house, dopo un birdie e un bogey a chiudere, con un 66 (-4).
Scott Piercy è andato in altalena, ma ha blindato il secondo posto (che aveva ottenuto anche nell’US Open) con il quarto birdie del suo giro alla 18ª. Quattro però anche i bogey per il 70 (par). Jordan Spieth, che non ha ancora trovato la splendida forma dello scorso anno, ha condotto un buon ultimo turno con quattro birdie e un bogey per il 67 (-3), rimontando dalla decima piazza.
Dustin Johnson, all’undicesimo titolo in carriera (ne consegue almeno un all’anno dal 2008) è divenuto il secondo giocatore nella storia del PGA Tour a vincere la gara successiva disputata dopo il vittorioso US Open eguagliando Jordan Spieth che aveva fatto la medesima cosa nel 2015 (US Open e John Deere Classic). Inoltre Johnson, che è stato gratificato con 1.620.000 dollari su un montepremi di 9.500.000 dollari, nella classifica dei plurivincitori dei tornei WGC si è portato con tre successi al secondo posto, affiancando l’australiano Geoff Ogilvy. Imprendibile Tiger Woods con diciotto. Quanto a Jason Day ha affrontato per la 13ª volta il giro finale da leader o da coleader prevalendo solo in sei occasioni.
PGA TOUR: NELLA STABLEFORD PREVALE GREG CHALMERS – L’australiano Greg Chalmers ha colto il primo titolo nel PGA Tour imponendosi con 43 punti (14 8 11 4) nel Barracuda Championship sul percorso del Montreux G&CC, a Reno in Nevada. L’evento si è svolto con una formula stableford modificata in cui si assegnavano otto punti per l’albatross, cinque per l’eagle, due per il birdie, nessuno per il par e se ne perdevano uno per il bogey e due per il doppio bogey o peggio.
Chalmers ha assommato solo quattro punti nel giro finale (un eagle, due birdie, cinque bogey), ma sono bastati per avere ragione di Gary Woodland (37). Alle loro spalle Colt Knost (35), Tim Herron (34), Brendan Steele e Steve Wheatcroft (32), Ben Martin e lo scozzese Martin Laird (31). Al nono posto con 30 punti Kyle Reifers, Sam Saunders e l’argentino Miguel Angel Carballo.
Greg Chalmers, 43enne di Sydney, prima di questo successo aveva nel palmares due titoli conquistati nel Web.com Tour e cinque ottenuti nell’Australasia Tour. Per lui 576.000 dollari su un montepremi di 3.200.000 dollari.






