GLI “AMICI DEL MONTEâ€
SULLA VICENDA DEI BOX DI PARAGGI:
QUELLA ZONA ERA INTERDETTA
E QUELLE AUTORIZZAZIONI ILLEGITTIME
 NESSUNO HA MAI SMENTITO L’ARCHITETTO FRANCESCO GHILARDI, ESTENSORE DEL PIANO REGOLATORE SAMMARGHERITESE VOLUTO DAL “SINDACO ANTICEMENTO†RAFFAELE BOTTINO
Dopo le inopportune dichiarazioni dell’assessore Andrea Bernardin, ritorna d’attualità la vicenda dell’illegittima operazione di edilizia speculativa che ha portato alla realizzazione dei box per auto in località di altissimo pregio paesistico-ambientale qual è la località Paraggi del Comune di Santa Margherita Ligure.
L’assessore Bernardin, che inspiegabilmente sveste i panni di “pubblico amministratoreâ€, quasi additando al pubblico ludibrio le associazioni ambientaliste ree di aver denunciato le illegittime autorizzazioni, dovrebbe sapere che nessun ente, a distanza di due anni, ha mai smentito (né lo potrebbe fare, del resto, essendo in torto marcio) la posizione della nostra Associazione, avvalorata dalle dichiarazioni e dai documenti redatti dall’Architetto Francesco Ghilardi, estensore del primo Piano regolatore generale del Comune di S. Margherita Ligure approvato nel 1974 dalla Regione Liguria, documento urbanistico (non dimentichiamolo) fortemente voluto dal “Sindaco anticemento†Raffaele Bottino.
In una lettera-denuncia, pubblicata due anni or sono anche sul periodico “Bacherontius†(e mai smentita sul piano tecnico), il professionista che progettò il primo Piano regolatore generale del Comune di S. Margherita Ligure e, cioè, il primo strumento urbanistico approvato, nel 1974, dalla Regione Liguria dopo che divenne titolare della materia a seguito del trasferimento di competenze dallo Stato alle Regioni, denunciò (sono parole sue) «l’abominevole operazione edilizia di Paraggi, autorizzata (illegalmente) dal Comune sotto il profilo urbanistico-edilizio ed avallata, in maniera altrettanto illegittima, dai Dirigenti dell’Ufficio Pianificazione Territoriale della Regione Liguria».
L’autorizzazione paesaggistica, secondo l’Arch. Ghilardi, «non avrebbe potuto essere rilasciata agli interessati se non previa formazione di un Piano Organico di Insieme (P.O.I.) stante la presenza, nelle immediate vicinanze del luogo scelto per la realizzazione dei box, del “Castello di Paraggi†che figura quale “Manufatto emergente†(inserito in zona di “Conservazioneâ€) nelle tavole del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico regionale. Ed è proprio in sede della obbligatoria “pubblicazione†del suddetto Piano che chiunque (e a maggior ragione i rappresentanti delle Associazioni ambientaliste) avrebbe potuto depositare in Comune le proprie motivate “osservazioni†in merito all’operazione edilizia di cui si tratta».
Tutte queste denunce sono rimaste “lettera mortaâ€. Al pari della cartografia esibita, da cui si ricava che gli interventi sul territorio del “Monte†non avrebbero potuto essere autorizzati perché ricadenti in “Zona verde di rispetto assoluto†e, secondo la relazione geologica del Piano Regolatore del Comune di S. Margherita Ligure redatta dal geologo Dott. Giacomo Canepa (relazione confermate oggi dal nuovo PUC), addirittura indicata come “zona interdetta per le oggettive condizioni di pericolosità determinate da precarie e ben definite caratteristiche geomorfologicheâ€. Una zona, dunque, recuperabile solo con molti limiti per “situazioni puntuali e per usi non qualsiasiâ€. E poiché la lingua italiana non è un optional e il termine “interdetto†significa “vietato, proibitoâ€, mentre per situazioni “puntuali†e “usi non qualsiasi†si intendono tutti gli interventi volti a mettere in sicurezza l’area, non ci sembra né “puntuale†e meno che mai un “uso non qualsiasi†l’insediamento di un parcheggio.
Ma per rafforzare questo concetto, il geologo Dott. Canepa pone “come immediata conseguenza†la “necessità di realizzare, in tali porzioni di territorioâ€, solo “quegli interventi espressamente finalizzati alla difesa del suolo, alla conservazione del paesaggio e al consolidamento di strutture ed infrastrutture già presenti che, allo stato attuale, appaiono gli unici realizzabiliâ€.
Ecco perché qualcuno dovrebbe ancor oggi spiegarci, alla luce degli importanti documenti da noi prodotti, per quali motivi non sono scattati gli automatismi che avrebbero portato ad un ampio confronto con le prescrizioni del Piano regolatore e all’allestimento di un “tavolo tecnico†tra i vari enti.
La risposta alle anomali e “separate†autorizzazioni di Comune, Provincia, Regione, Sovraintendenza, VVFF ed Ente del Parco di Portofino dovrebbe farci riflettere sul fatto che le leggi esistono, ma poi, in pratica, non vengono applicate. E, quel che è peggio, come nel caso delle dichiarazioni dell’assessore Bernardin, i “colpevoli†diventano sempre e soltanto gli “accusatoriâ€. Bell’esempio di rispetto!
Per l’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofinoâ€
Il Presidente Raffaello Uboldi
Il Vice Presidente Marco Delpino






