Il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” ricorda mercoledì 3 novembre 1943 quando, con una ville imboscata dentro la Sinagoga, a Genova iniziò la deportazione degli Ebrei genovesi arrivando a deportare in tutto 261 persone in pochi giorni, di cui soltanto in 20 sopravvissero.
“Ricordando i miei nonni Jugoslavi, scappati dalle deportazioni nei centri di sterminio, non dimentichiamo che la follia nazi-fascista ha cancellato milioni di vite di cui:
– 5,9 milioni Ebrei
– 2–3 milioni Prigionieri di guerra sovietici
– 1,8–2 milioni Polacchi non Ebrei
– 220.000-500.000 Rom e Sinti
– 200.000–250.000 Disabili e Pentecostali
– 80.000–200.000 Massoni
– 5.000–15.000 Omosessuali
– 2.500–5.000 Testimoni di Geova
– 1-1,5 milioni Dissidenti politici
– 1-2,5 milioni Slavi
Supportiamo la Marcia che si terrà a Genova 3 novembre. L’appuntamento è alle ore 17:30 da Galleria Mazzini fino alla Sinagoga di Via Giovanni Bertora. Perché non c’è futuro senza memoria. Oggi siamo molto orgogliosi per aver raccolto e consegnato oltre a 52mila firme chiedendo alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, al Presidente del Senato Pietro Grasso, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Premier Matteo Renzi ed al Ministro della Giustizia Andrea Orlando che la Legge contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia venga finalmente approvata. Siamo nati nel 2012 proprio per questo, contro ogni forma di discriminazione. Domani invitiamo tutta la cittadinanza e residenza ligure, ricordando anche la piccola Anna Frank e le sue ultime parole: «Mi opprime anche più di quanto non possa dire il fatto che non possiamo mai uscire, e ho una paura tremenda che ci scoprano e ci fucilino», per lei, e per tutti i caduti nei campi di concentramento, domani presentiamoci”, enuncia la Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” Aleksandra Matikj.






