Home Altro Varie

Caccia a Capitano Paul Watson, leader di SEA SHEPHERD

PaulWatson

PaulWatson

Il Capitano Paul Watson, il fondatore dell’associazione ambientalista Sea Shepherd di cui Mursia ha appena pubblicato la biografia Ocean Warrior. La mia battaglia contro lo sterminio illegale negli oceani, ha lasciato la Germania dove era trattenuto in libertà vigilata in attesa della sentenza delle autorità tedesche sulla richiesta di estradizione del Costarica. A darne la notizia è l’avvocato del Capitano. L’accusa per Watson è per presunta “violazione del traffico marittimo” che si sarebbe verificata nel 2002 durante le riprese del pluripremiato documentario ‘Sharkwater’ durante il quale Sea Sheperd scoprì un’operazione illegale di asportazione di pinne di squali condotta dalla nave costaricense Varadero.

Nato e cresciuto sulle coste orientali del Canada che ha abbandonato da giovane per diventare marinaio, Capitan Watson è un pioniere dell’attivismo per la salvaguardia dell’ambiente:  nei primi anni ’70 è stato uno dei soci fondatori di Greenpeace dalla quale si è presto allontanato in netta contrapposizione contro una strategia per lui troppo moderata. Nel 1977 ha costuito Sea Shepherd Conservation Society, di cui è presidente, l’organizzazione internazionale senza fini di lucro formata soprattutto da volontari, in prima linea ogni parte del mondo contro lo sterminio illegale di foche, balene, tonni, delfini, squali per la tutela dei quali progetta e realizza campagne di azioni dirette. A tutti gli effetti, vere e proprie battaglie navali non armate  che sono documentate in Ocean Warrior. La mia battaglia contro lo sterminio illegale negli oceani (Mursia, pagg. 448; euro 18,00).

«Sono in molti a condannare me e il mio equipaggio perché pretendiamo di dettar legge e sfidiamo i baroni e i loro profitti aziendali. Alcuni vorrebbero vederci in carcere, forse morti, meglio ancora, tanto sono accecati dall’orgoglio e dalla follia del proprio antropocentrismo. A me non importa. Sono un guerriero, e questo è il modo in cui un guerriero, anche quando la vittoria non è altro che un sogno, continua a combattere contro un destino avverso».