Staccare, inchiodare, accelerare. 500 cavalli sotto il cofano, un rombo ineguagliabile, che lo si può riconoscere a centinaia di metri di distanza, è quello della Ferrari.
Sulla pista di Chignolo Po, in provincia di Pavia, quasi 2.000 metri di lunghezza, con un paio di rettilinei lunghi rispettivamente 400 e 300 metri ed alcune varianti davvero impegnative, si è tenuto un Ferrari Day davvero interessante.
Briefing iniziale con un istruttore/pilota a spiegare il modo per impostare le curve, allargandosi prima e stringendo dopo, quindi la modalità per cambiare (auto che hanno tutte il cambio al volante e le impostazioni identiche a quelle di Formula 1). Leva destra per salire di marcia e leva sinistra, sempre sotto il volante, per scendere. Un quarto d’ora circa in cui l’attenzione degli aspiranti piloti non è mai mancata seguendo attentamente quanto spiegato ed in cui la parte più ostica restava il modo di curvare, del tutto diverso rispetto a quanto fatto sulle strade di tutti i giorni (impossibile invadere la corsia avversaria, pena rischio incidente, cosa invece possibile in pista senza troppe preoccupazioni).
Quindi la chiamata sull’Hummer H2, un enorme Suv dai consumi di benzina assolutamente spropositati (ci vogliono almeno 18 litri di carburante per percorrere solamente 100 chilometri). 6.000 di cilindrata, 315 cavalli. Con un serbatoio dalle ragguardevoli capacità ben 121 i litri di benzina.
Ed eccoci al doppio giro di pista con la precisa e dettagliata spiegazione dell’istruttore, posto alla guida, per capire come impostare le traiettorie lungo il circuito.
Nonostante la velocità non eccessiva, le piegate ai tornanti sono state spettacolari, quasi da tenere il fiato sospeso in gola, con le enormi gomme a stridere sull’asfalto. Quindi il rientro ai box e la preparazione per la vera guida.
Pochi minuti ed arriva la chiamata del co-pilota. La salita sulla Ferrari F430 vale già una grande emozione. Sedili in pelle molto avvolgenti, tanti pulsanti davanti al guidatore, le leve del cambio sotto il volante ed il marchio con il Cavallino Rampante che troneggia praticamente ovunque. Il rombo del motore è musica per le orecchie del pilota. Qualche ragguaglio finale e poi si parte.
L’ingresso in pista e l’inizio dei giri. Una prima frazione di corsa tranquilla, atta alla conoscenza del tracciato ed alla giusta impostazione delle curve. Poi, dal secondo giro, si tirano le marce ed al tempo stesso il piede destro schiaccia maggiormente sull’acceleratore. Una composizione di Chopin si leva alta nel cielo, la musica del motore che varia a seconda dei momenti è un dolce suono che troneggia all’interno della vettura. Si apre il gas e la macchina risponde a dovere, gli oltre 500 cavalli fanno il loro lavoro senza mai stancarsi e senza titubanze.
Alla fine si rientra ai box passando a bassa velocità prima in una stradina molto stretta e quindi sotto il tabellone dell’ingresso al circuito. Il motore regala un ultimo potente ruggito e quindi la sosta viene definitivamente completata.
L’esperienza si conclude con la consegna del diploma di guida e con il CD della propria personale prova. Il Ferrari Day così si chiude mentre in lontananza i motori delle ‘Rosse’ continuano a ruggire impetuosamente.
Franco Avanzini






