
Giuseppe Leo ( a sx) e Riccardo Basta (a dx) davanti all’Hotel Luis di Fiera di Primiero
foto Mediaplan Srl
L’attuale gioiellino italiano del Bayern Monaco si chiama Diego Contento, l’esterno sinistro nato a Monaco e in possesso di passaporto italiano che sogna il Napoli (il padre tifosissimo di Maradona gli ha messo lo stesso nome dell’asso argentino), ma tra qualche anno nella rosa della corazzata di Kalle Rummenigge potrebbero figurare altri due giovani di origine italiana: il difensore Giuseppe Leo e il centrocampista Riccardo Basta, veneto di Jesolo il primo e pugliese di Manfredonia il secondo, entrambi diciassettenni.
Sono tra pilastri della formazione Under 19 campione di Germania che inizierà il campionato tedesco Primavera sabato 11 agosto contro l’Ausburg . In questi giorni la comitiva bavarese è in ritiro a San Martino di Castrozza-Primiero agli ordini di Marc Kienle, già centrocampista dello Stuttgart e Duisburg, che sta sottoponendo il gruppo di ventuno giocatori ad una doppia seduta atletica e tecnica quotidiana, sul campo di Mezzano.
Lo stesso impianto ospiterà domenica prossima della Trentino Cup, il triangolare (diretta su Sportitalia 1 a partire dalle 15.00) che opporrà il Bayern alle formazioni Primavera della Fiorentina e dell’Inter. Quest’ultima è la formazione più forte in Europa nell’ultima stagione: sotto la guida di Mister Stramaccioni (oggi tecnico della prima squadra) ha vinto il titolo d’Italia di categoria e la prima Next Generation Series (Champions League giovanile), battendo in finale l’Ajax ai calci di rigori. Per curiosità va detto che la scorsa estate il Bayern U19 sconfisse in amichevole l’Inter per 5-2e poi andò a vincere il titolo tedesco.
Leo è un possente esterno con il fiuto del gol. Nell’amichevole con i dilettanti dell’Us Primiero (seconda categoria del Trentino) ieri è andato a segno con un gran colpo di testa sovrastando di potenza la difesa di casa. Il ragazzo indossa la casacca numero 5 ed ha un fisico che impressiona. Non è facile bloccarlo a centro area. “Gioco nelle varie squadre del Bayern da 11 anni – spiega il ragazzone – sono nato a Monaco di Baviera. Mia mamma Barbara è originaria di Jesolo dove i miei zii hanno l’Hotel Germania. Li ho molti amici anche se oggi la mia vita è a Monaco. Mi sono diplomato e punto a giocare in prima squadra. Ogni tanti vedo i big – confessa Leo – ma non abbiamo rapporti diretti con loro. Il mio idolo? E’ lo spagnolo Puyol. E’ un gran difensore. Fa impressione a vederlo giocare. Giocare in Italia? Perché no, ma per ora la mia vita è a Monaco di Baviera dove mi trovo benissimo. Se ho una squadra italiana preferita? Direi il Milan.”
Meno massiccio è Riccardo Basta, 17 anni, con il padre originario di Manfredonia (Bari). Gioca a centrocampo, piedi buoni e idee chiare. “Mi ispiro al modo di giocare di Pirlo – spiega -. E’ proprio un grande. Sono da otto anni nelle squadre del Bayern e l’aspirazione è di proseguire in questo mondo. Una squadra italiana preferita? Certamente l’Inter. In assoluto? Be’, il Bayern e il Barcellona”.
E’ in attesa di affrontare Inter e Fiorentina nell’ultimo giorno di soggiorno tra le Dolomiti del Trentino, il Bayern U19 sta conoscendo il Primiero. Alle corse nei boschi e alle escursioni in quota (domani è prevista la gita sul Rosetta, nelle Dolomiti delle Pale di San Martino), alle sedute sul campo, il nuovo tecnico Kienle ha abbinato anche momenti di maggior brivido. Martedì pomeriggio tutta la comitiva si è trasferita in val Noana per provare l’ebbrezza del canyoning. Certamente un fatto inconsueto per una squadra di calcio, anche se non in assoluto non nuovo considerato che in passato altri giovani calciatori del Bayern, come peraltro i campioni del Napoli, hanno già provato il rafting in val di Sole. Accompagnati dallo staff tecnico, indossate mute e imbragature, i giovani leoncini bavaresi hanno affrontato un chilometro di discesa lungo il rio Neva con scivoli, salti di sei-sette metri dentro pozze acquatiche e anche passaggi in corda doppia. Ad accompagnarli le guide Eric Girardini e Luca Boninsegna, che da due anni operano nei pressi del Rifugio Fonteghi. “E’ un tracciato alla portata di tutti – hanno spiegati ai giovani calciatori, tranquillizzandoli -. In questi giorni abbiamo accompagnato anche bambini di sette-otto anni. E si sono divertiti un sacco”. Esattamente quanto poi successo ai giovani tedeschi e ai loro allenatori. Le urla di divertimento sono risuonate a lungo nel canyon che affianca la strada provinciale per la val Noana.
“Serve a fare gruppo – spiega il tecnico Kienle – ed anche a gestire la pressione psicologica”. E’ un fatto di stile nella squadra del Bayern. Così – ad esempio – archiviato il lavoro in campo ai giovani campioncini tocca il lavoro di sistemazione del campo. A fine delle partitelle in famiglia i baldi giovani a gruppi di sei-otto trasferiscono le pesanti porte a bordo campo. E chi è uscito sconfitto dal minitorneo in famiglia la sera ha dovuto servire a tavola. Così tra lo stupore dei clienti dell’Hotel Luis a Fiera di Primiero – dove alloggia la comitiva tedesca – dieci dei 21 giocatori hanno servito i compagni ‘vincenti’ e lo staff tecnico, prima di potersi sedere a tavola e consumare la cena. “Sono stati veramente bravi, creando simpatia tra gli altri ospiti – commentano Francesca e Mario Tavernaro, titolari dell’Hotel -. Si sono mossi come dei veri professionisti. Probabilmente il senso della posizione e del movimento campo serve per muoversi in sincronia anche in cucina e in sala da pranzo”.
Per stasera li attende la passerella in Piazza a Mezzano dove ci sarà la presentazione ufficiale della squadra nell’ambito della selezione di Miss Italia, inserita nella “festa dei omeni”.







