L’edizione dei “50 anni più uno” del Vinitaly coincide con il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma. Ecco perché all’evento di Verona sarà presente anche il Commissario dell’Agricoltura dell’UE Phil Hogan.
Ecco perché il Vinitaly 2017 sarà l’occasione per affermare la centralità della produzione vitivinicola nella nuova visione della Politica Agricola Comunitaria post 2020. Questo attraverso l’eccellenza di un settore che rappresenta la punta di diamante dell’agroalimentare made in Italy. Tutto questo cercando di attirare sempre più investitori e buyer dall’estero, e il Vinitaly rappresenta una vetrina di primo piano per celebrare l’eccellenza vinicola italiana.
Naturalmente la forza del settore passa attraverso un’internazionalizzazione delle imprese, la creazione di reti di scambio sempre più ampie, e la possibilità di usufruire di fondi e piani di investimento e promozione anche e soprattutto nei nuovi mercati, che hanno le maggiori potenzialità. Su questo aspetto il ministro Martina ha affrontato nuovamente il tema delle risorse destinate all’OCM Vino. Il ministro si è limitato ad un laconico “stiamo lavorando con la massima serietà, l’interesse di tutti è quello di non perdere nessuna risorsa”, considerando l’importanza che questi fondi possono avere per un settore che fa dell’export uno dei sui punti di forza.
Per quanto riguarda gli intrecci tra Europa e mondo del vino, il ministro Martina è tornato sulla richiesta avanzata Commissione Europea di introdurre nelle etichette del vino gli ingredienti e i rispettivi valori nutrizionali. Una proposta sulla quale avevano espresso i propri dubbi le principali associazione di rappresentanza del settore. Il ministro Martina ha espresso lo stesso scetticismo, sottolineando come l’inserimento nell’etichetta dei valori nutrizionali sia “una strada che non ci piace, e faremo di tutto per opporci”.






