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Serie A, impresa Samp a Milano

Dopo le scorie di un’estate infinita, forse la più avvilente e sconcertante dell’era Berlusconiana, finalmente è tempo di lasciare la parola al campo, a San Siro, tra lo scetticismo dei fans rossoneri, che accorrono non proprio in massa, per attestare alla squadra l’immutato affetto, e l’entusiasmo dei fans liguri per la ritrovata serie A, scendono in campo per la prima di campionato Milan e Sampdoria.

Tra i rossoneri inizia in panchina Pazzini, spazio invece ai giovani rampanti De Sciglio ed El Shaarawy, tra i blucerchiati l’ex Maxy Lopez non è tra i titolari.
Milan (4-3-1-2): Abbiati; De Sciglio, Yepes, Bonera, Antonini; Montolivo, Flamini, Nocerino (30′ st Constant); Boateng; El Shaarawy (10′ st Pazzini), Robinho (16′ Emanuelson). All: Allegri.
Sampdoria (4-3-3): Romero; Berardi, Gastaldello, Rossini, Costa;  Obiang, Tissone, Poli (36′ st Munari); Estigarribia (29′ st Maxi Lopez), Eder (31′ st Soriano), Krsticic. All: Ferrara.
I rossoneri provano, sul nuovo manto di San Siro (70% d’erba naturale e 30% di erba sintetica), subito a fare la partita insediandosi nella metacampo ospite, ma il gioco scorre troppo lentamente per le punte, che provano a scambiarsi spesso di posizione, permettendo all’attenta retroguardia ligure di chiudere spazi e varchi soffocando le iniziative dei padroni di casa.
Al 9° leggerezza di Bonera, che si fa soffiare la sfera da Eder, il brasiliano però indugia troppo permettendo allo stesso difensore centrale di salvare ribattendo il tiro, risponde il Milan con Boateng fermato in piena area.
E’ evidente la difficoltà del Milan di rendersi pericoloso, solo quando riesce ad alzare i ritmi con le tre punte che scambiano in velocità, balena la sensazione di qualcosa di pericoloso, ma è, appunto, solo una fioca sensazione.
Si fa apprezzare maggiormente la Samp che, pur con il solo Eder davanti, impegna maggiormente la retroguardia di casa, ci prova un paio di volte l’ottimo ed intraprendente Obiang che calcia però oltre la traversa.
L’unica conclusione rossonera verso la porta ospite arriva al 30° con una punizione dal limite di Robinho che l’ultimo uomo in barriera devia appena a lato.
Il Milan ci prova in velocità ma El Shaarawy, Robinho e Boateng quasi sempre si perdono sul più bello, anche se la manovra è un po’ troppo prevedibile con Montolivo cstretto a fare il regista davanti alla difesa, che tocca tantissimi palloni, ma senza riuscire a trovare il guizzo giusto.
Nel finale è ancora Edere prima di testa poi con una conclusione dal limite ad impegnare Abbiati, ma parliamo sempre di ordinaria amministrazione, niente di più… 
Il Milan esce dagli spogliatoi molto più determinato, Allegri scambia le posizioni di Robinho e El Shaarawy e il brasiliano nei primi 6 minuti ha quattro buone chances , tutte naturalmente sprecate con tiri fuori dallo specchio tranne che nell’ultimo caso in cui Romero salva in tuffo.
Allegri decide di togliere l’evanescente ed inconcludente piccolo faraone regalando l’esordio in rossonero a Pazzini.
Ma al 13° sulla prima ripartenza pericolosa dei doriani scaturisce un corner sui cui sviluppi Costa salta più in alto di tutti e trafigge l’immobile Abbiati, Samp in vantaggio.
Esce anche Robinho per un risentimento muscolare che lascia il posto ad Emanuelson.
Il Milan reagisce di nervi e si rende pericoloso con una serie di corner, al 18° sembra fatta quando Yepes impatta di testa a centro area, Romero sfiora appena, la sfera va a picchiare sul palo interno e gli torna tra le mani, che iella!
La Samp si limita adesso a controllare, si abbassa a protezione dei 16 metri e rinuncia quasi del tutto a ripartire.
Nel Milan si fanno più intraprendenti De Sciglio e Boateng, proprio questi colpisce da buona posizione, ma il tiro è troppo centrale per spaventare Romero, poi in acrobazia il ghanese calcia a lato.
Entra anche Constant e negli ultimi 15 minuti Allegri manda yepes a fare il centravani aggiunto, dall’altra parte Maxy entra per tenere alta la squadra.
Il finale è al cardiopalma, prima Constant da ottima posizione calcia trovando il solito Romero pronto e ben piazzato, ma è aridosso del 90° che la iella diventa esagerata per il Milan, prima è Boateng a liberarsi al limite dell’area e a calciare magnificamente, un difensore fa impennare la sfera che si stampa, oltre Romero, contro il palo, poi è Romero a ritrovarsi tra le mani l’ennesimo colpo di testa di Yepes, infine in pieno recupero , dopo una mischia furiosa nell’area piccola, Flamini si ritrova la sfera a due passi dalla porta, il tiro a giro del francese sembra vincente ma Gastaldello, proprio sulla linea salva miracolosamente.
Vince dunque la Sampdoria che si fa preferire per l’ottima organizzazione di gioco, l’ordine, e la saldezza difensiva, esaltata da un convincente Romero, uno sgusciante Eder, un proromponte Obiang ed un ordinato Tissone.
Il Milan, dopo il pessimo primo tempo, inizia bene la ripresa, sfiorando ripetutamente il gol, ma ritrovandosi improvvisamente sotto su calcio d’angolo, il finale generoso è pero eccessivamente macchiato dalla sfortuna, due pali ed un salvataggio sulla linea.
Ciò non toglie che la squadra sia apparsa priva della necessaria personalità e soprattutto di classe, alla fine è rimasto, almeno quello, l’orgoglio, ma non è bastato.
Per la società un chiaro campanello d’allarme, anche il miglior Kakà difficilmente potrebbe mascherare le tante ed evidenti lacune della rosa in ogni zona del campo, del resto non ci si aspettava nulla di più, nulla di meno.
I migliori: nel Milan Yepes e De Sciglio, nella Sampdoria Tissone ed Eder.